Festival della Scienza vietato a Leonardo per la rivolta dei prof
(Imagoeconomica)
Raccolta firme di accademici contro il colosso della difesa, che diserterà l’evento a Genova: «Ma non vendiamo armi a Israele».

Se non fosse che ha addobbato il suo cinema romano Nuovo Sacher con la scritta «Netanyahu criminale pazzo» bisognerebbe citare Nanni Moretti: «Continuiamo così, facciamoci del male». Succede che la Fondazione Leonardo – il braccio culturale, e quindi anche di finanziamento della ricerca, di una delle nostre aziende leader che si occupa di aerospazio e difesa – ha deciso di non partecipare al Festival della Scienza che si tiene dal 23 ottobre al 2 novembre a Genova per una censura che le è stata mossa da un gruppo di docenti pro Pal avallata dal Comune, che ha accolto positivamente l’appello. Una nota della Fondazione informa: «Per la prima volta il Festival della Scienza, luogo libero e aperto nonché punto di riferimento per la comunità scientifica, ci ha chiesto di non prendere parte alle attività già in programma.

Un gruppo tra docenti e accademici si è fatto promotore di una petizione per chiedere l’esclusione di Leonardo spa tra gli sponsor del Festival, sebbene da anni la nostra azienda abbia sostenuto e contribuito convintamente al loro programma. Stavolta, però, riteniamo sia necessario sospendere le nostre iniziative per via di un’associazione sbagliata, grave e dannosa per diversi motivi, primo tra tutti perché fatta senza conoscere la realtà dei fatti».

Non c’è da stupirsene: su Gaza, Flotilla e Israele circolano solo informazioni di fonte Hamas che la nostra sinistra ha assunto come verità assoluta. Da diversi mesi circola con insistenza la voce secondo cui Leonardo venderebbe a Israele gli armamenti con cui si conducono le operazioni militari a Gaza. Infatti sabato scorso la polizia ha dovuto proteggere con un cordone di sicurezza la sede della multinazionale a Torino perché un gruppo di manifestanti pro Pal voleva assaltarla. Ma la verità è che, da quando è cominciato il conflitto, Leonardo ha interrotto ogni rapporto con Israele. «Come già spiegato agli organizzatori del Festival della Scienza», ricordano gli esclusi, «Leonardo è soggetto alla legge: l’esportazione e il transito dei materiali d’armamento sono vietati verso i Paesi in stato di conflitto armato, verso i Paesi la cui politica contrasti con l’articolo 11 della Costituzione, verso i Paesi dove i governi siano responsabili di accertate violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti dell’uomo». E però questa faccenda va molto al di là del Festival della Scienza. Nella Costituzione, per esempio, c’è anche l’articolo 9: «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica». E c’è pure l’articolo 33: «L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento».

Fa perciò specie che la sindaca di Genova Silvia Salis, l’astro nascente del centrosinistra, sia rimasta zitta e muta, anche perché il Festival della Scienza è organizzato dal Comune. Hanno parlato invece Fulvia Mangili, direttrice, e Carlo Ferdeghini, presidente del consiglio scientifico del Festival comunale, che hanno accolto «senza alcuna difficoltà» la petizione per escludere le due fondazioni che fanno capo a Leonardo: la Ansaldo e la Leonardo stessa.

Questo nonostante l’amministratore delegato di Leonardo Roberto Cingolani – già ministro della Transizione ecologica nel governo di Mario Draghi e che ha diretto l’Istituto di tecnologia di Genova – abbia dichiarato: «Comprendo e condivido lo sdegno per Gaza, ma trovo assolutamente inaccettabile dire che Leonardo sia responsabile e partecipe di questa tremenda vicenda». Ma evidentemente la posizione di Elly Schlein e di tutto il Pd che, tanto per dirne una, stanno con la Flottilla ma anche col presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha sdoganato le fake news purché siano pro Pal e indotto Silvia Salis alla censura.

Del resto, il rettore dell’Università di Pisa ha cassato ogni rapporto con Israele anche se un suo docente, il professor Rino Casella, è stato aggredito dai pro Pal, e al Politecnico di Torino hanno allontanato il professor Pini Zorea in quanto ebreo. E il Comune di Firenze non vuole vendere i farmaci dell’israeliana Teva nelle farmacie. Insomma, ormai gli esempi sono numerosi.

Ilaria Cavo, deputata ligure di Noi Moderati, è insorta: «La cultura e la scienza non si possono piegare all’ideologia politica e alle fake news». Per Gianni Berrino, senatore ligure di Fratelli d’Italia: «Ingiusta ed immotivata è l’esclusione di Leonardo da un punto di riferimento per la comunità scientifica che dovrebbe essere libero da qualsiasi tipo di ideologia».

Intanto Leonardo è costretta all’esilio. Era successo anche ad Albert Einstein.

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