La Verità - Famiglia e Pro Vita
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Luxuria, ProVita e Generazione Famiglia: «È lavaggio del cervello. Fuori il gender dalla Rai»

Ansa

«Caro Luxuria, ma quale favoletta sul maschietto che non era contento di essere maschietto. La trasmissione “Alla lavagna“, andata in onda ieri sera in seconda serata su Raitre, è una scelta ben precisa: quella di indottrinare i bambini attraverso vere e proprie lezioni sul cambio di sesso. Si vergogni e anche la Rai»: è la denuncia di Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidenti di ProVita e Generazione Famiglia che sono tra le associazioni promotrici del Family Day, contro il racconto della storia personale della nota trangender attraverso uno show ambientato in una classe composta di bambini dai 9 ai 12 anni.


«È ancora più scandaloso che si sia usata una metafora ornitologica sull'uccello che si libera della sua gabbia davanti a innocenti orecchie come quelle dei bimbi, facendo accettare di fatto la propaganda gender anche ai minori» hanno accusato i due presidenti.

«Sì è trattato di uno show non adatto ai minori e per di più sulla Tv di Stato di cui siamo obbligati a pagare il canone. Bene ha fatto il senatore Simone Pillon a chiedere un’interrogazione in Commissione di Vigilanza Rai» hanno proseguito indignati Brandi e Coghe.

«Non sono solo favolette, questa è teoria del gender» – hanno poi concluso ProVita e Generazione Famiglia - «e ci appelliamo affinché il nuovo Presidente della Rai, Marcello Foa, ascolti le famiglie e non le lobby Lgbti e intervenga contro questi lavaggi del cervello a minori indifesi i cui diritti fondamentali all’infanzia e alla protezione dell’innocenza vengono continuamente calpestati».

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Con la fecondazione assistita sono precipitate le adozioni

Ansa

L'allarme: sempre meno italiani si fanno carico degli orfani. Calo del 35% in undici anni. La causa? Lungaggini e diffusione di utero in affitto e procreazione in vitro.
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A Verona l’incontro delle famiglie. I «democratici» già lo attaccano

Ansa

In marzo appuntamento con associazioni da tutto il mondo. L'elenco dei partecipanti è stato appena diffuso e i gruppi Lgbt e le femministe annunciano manifestazioni. Per zittire chi difende la società naturale.
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L’ultima del Parlamento europeo: ha cancellato il maschio per decreto

Ansa

Funzionari e deputati di Bruxelles hanno ricevuto una guida per l'utilizzo del linguaggio «gender neutral». Vietato usare «manpower», «statesman», «fireman» e tutti i vocaboli in cui compare il riferimento all'uomo.
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Evocano il Medioevo, ma sono i trans a volere il rogo per chi parla di loro

L'inchiesta di «Panorama» sul cambio di sesso in voga fra i bambini scatena le ire dell'ambiente Lgbt. Discutere se sia giusto somministrare pillole che blocchino lo sviluppo sessuale dei ragazzini è proibito.
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Perfetta dopo il parto, l’attrice McAdams in posa con il tiralatte celebra la maternità

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La canadese, mamma da sei mesi, finisce in copertina con le pompette. Un inno a un atto «naturale e meraviglioso». Bellissima nei suoi quarant'anni, sensuale e attraente. Il tiralatte, dunque la maternità, non le hanno fatto perdere un grammo di erotismo. Ma non è tutto qui, non è solo questione di restare belle e desiderabili dopo il parto.
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I manifesti che diffamano i medici obiettori

notizieprovita.it

Polemiche a non finire e censura per i cartelloni di Pro vita contro l'utero in affitto (vietato dalla legge). Ma gli atei dell'Uaar sono liberi di condurre una campagna feroce e offensiva contro i professionisti che, avendone diritto, si oppongono all'aborto. Secondo il ministero della Salute i ginecologi obiettori ammontavano al 71,5% del totale nel 2008, sono poi calati a 70,7% nel 2014, per decrescere ancora al 70,5% nel 2015. Nel 2016, infine, c'è stato sì un aumento del 70,9%.
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«Un miliardo di euro per aiutare gli italiani a fare più bambini»

LaPresse

Il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana: «In otto anni 100.000 nascite in meno: serve una svolta In questa legge di Bilancio stanziati fondi anche per asili e incentivi alla natalità».
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Sull’utero in affitto si sveglia addirittura qualche coscienza nel Pd: «Non è legale»

LaPresse

L'ala cattolica dei dem si oppone alla trascrizione di atti su bimbi comprati all'estero da coppie gay. Imbarazzo per il sindaco Giuseppe Sala.
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Per irridere i manifesti di Provita gli attivisti gay cancellano i bimbi

Gli «intrattenitori» arcobaleno Ser&Gio realizzano una caricatura dei cartelloni contro l'utero in affitto. Con la scusa di contrastare l'omofobia, tolgono dalla scena l'unica cosa importante: la cura dei figli. Nel primo manifesto era mostrato un bambino molto piccolo, con un codice a barre sul petto, che si agita disperato dentro un carrello, spinto da due ragazzi identificati come «genitore 1» e «genitore 2», e a fianco la scritta: «Due uomini non fanno una madre. #StopUteroinAffitto».