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2022-09-12
E alla casa chi ci pensa?
Ansa
L’80% degli italiani è proprietario della casa di abitazione, il mattone continua a essere una delle principali forme di investimento, le seconde abitazioni sono una fonte di reddito per tante famiglie. Eppure i partiti nei loro chilometrici programmi elettorali hanno affrontato il tema solo in modo superficiale con qualche generico impegno. I due principali schieramenti si sono limitati a considerare la casa esclusivamente dal punto di vista o della proprietà o della locazione, con il centrodestra rivolto soprattutto ai proprietari, attuali e futuri, e il centrosinistra concentrato sugli aiuti a chi vive in affitto e su un ambizioso, quanto irrealistico, piano decennale di edilizia residenziale pubblica. Il centrodestra rilancia i suoi tradizionali cavalli di battaglia, come la graduale riduzione dell’Imu, l’eliminazione dell’imposta per i negozi sfitti e gli immobili occupati abusivamente e un maggior rigore contro le occupazioni abusive. Poi la cedolare secca per gli affitti commerciali.
Nessuno si avventura ad affrontare il problema della casa nella sua interezza. Delle questioni più controverse non si parla. È il caso delle morosità e delle difficoltà a liberare immobili con inquilini che non pagano il canone. Solitamente i partiti prendono le difese o dei proprietari o degli inquilini, ma i danni sono per entrambi. Durante la pandemia è stato deciso il blocco degli sfratti, che ha però creato un danno sia ai proprietari, di fatto espropriati della gestione di un bene, sia agli inquilini che dovranno confrontarsi con un mercato sempre più ostile. Non è un caso che, a fronte della scarsa tutela legislativa del proprietario, ci sia stato un aumento esponenziale degli affitti brevi e dei b&b. Il proprietario, non sentendosi garantito dallo Stato nella tutela del bene (che per molte famiglie rappresenta un investimento e una fonte di reddito talvolta esclusiva), adotta formule di locazione meno «rischiose». Il risultato è che il mercato degli affitti residenziali si è ristretto ed è a condizioni sempre meno accessibili, penalizzando chi cerca casa.
I partiti come pensano di risolvere il problema di un mercato immobiliare ingessato? La risposta non può essere quella adottata da Venezia e altre grandi città di ostacolare gli affitti brevi, che sbarra la strada ai flussi turistici come ai fuori sede, studenti e lavoratori. Una soluzione nei programmi non l’abbiamo trovata.
Il tema delle morosità degli affitti, delle utenze e delle spese condominiali è già una realtà. Secondo Francesco Iollo, segretario generale di Confedilizia per l’area partenopea, a Napoli il 70% degli inquilini non paga le quote condominiali. L’aumento dei costi energetici sta mandando in crisi i bilanci dei complessi immobiliari. Oltre alla componente energetica, crescono anche i costi della manutenzione e dei servizi in quanto le aziende fornitrici, colpite anch’esse dalla crisi, rivedono i loro listini. Sono possibili rateizzazioni, ma con quali prospettive se la capacità reddituale di molti condomini, già falcidiata dal Covid, rischia di essere compromessa dai rincari generalizzati dell’autunno? Il recupero giudiziale, afflitto da tempi lunghissimi, non può rappresentare una risposta. Che dovrebbe essere data dai partiti.
Altri temi legati al mercato immobiliare richiedono una soluzione a stretto giro. Gli aiuti agli under 36 con Isee inferiore a 40.000 euro annui, per mutui prima casa garantiti dallo Stato all’80%, scadono il 31 dicembre. La misura, introdotta a metà 2021 con il decreto Sostegni bis, finora ha prodotto 44.650 contratti (con un picco a luglio di oltre 6.000 prestiti) e ha vivacizzato il mercato dei mutui che era in contrazione.
L’innalzamento della copertura all’80%, invece del 50% previsto di regola, ha consentito alle banche di fare contratti capaci di finanziare il 100% dell’acquisto dell’immobile. È stato un buon volano per giovani con lavori precari per accedere all’acquisto della prima casa. Dal 1° gennaio 2023 però non sarà più possibile avere un mutuo con queste condizioni. Inoltre le banche che hanno aderito all’iniziativa ora stanno rivedendo i propri prodotti alla luce dell’aumento dei tassi di interesse. L’offerta è già virata quasi esclusivamente sul tasso variabile.
Con l’anno nuovo scadono anche le misure straordinarie introdotte durante la pandemia con cui è stata allargata la platea della moratoria sui mutui prima casa. Oltre alla deroga sull’Isee, per cui è possibile richiedere la sospensione delle rate senza far riferimento all’indicatore della situazione economica (il limite è solitamente a 30.000 euro), la moratoria è stata estesa anche ai lavoratori autonomi e liberi professionisti che avevano subìto un calo del proprio fatturato superiore al 33% rispetto a quello dell’ultimo trimestre 2019. Scade a fine anno pure l’innalzamento del valore dei mutui che è possibile sospendere, da 250.000 a 400.000 euro. Tutte queste deroghe non varranno più dal 1° gennaio, proprio nel momento in cui i costi per il riscaldamento e l’aumento dei prezzi peseranno di più sui bilanci familiari.
C’è poi il tema delle case occupate abusivamente. Scatenò un vespaio di polemiche la decisione dell’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini di imporre un passo diverso agli sgomberi. Sul fenomeno non si hanno dati ufficiali. Alcune stime indicano oltre 50.000 abitazioni, concentrate soprattutto nei grandi centri urbani. A Roma risulta occupato un appartamento su tre di proprietà di enti privati. Le cronache hanno spesso parlato di racket per indicare talpe sia nei condomini sia negli uffici comunali che comunicano alle famiglie in cerca di una casa - e disposte a pagare anche 10.000 euro per la soffiata - gli appartamenti liberi in quel momento e che si possono occupare. Squadre di fabbri e muratori scardinano le serrature delle porte e permettono agli abusivi di installarsi. Una volta entrati, lo sgombero è davvero difficile. La crisi della casa, se sommata ad altre difficoltà, rischia di essere il detonatore di tensioni sociali. A giudicare dai programmi non sembra che i partiti ne siamo totalmente consapevoli.
Azione/Italia Viva: Argomento nemmeno sfiorato nel programma dei «centristi»
Nel programma «centrista» di Carlo Calenda e Matteo Renzi, la ricerca delle parole «abitazione», «casa», «residenza», «alloggio» non fornisce alcun risultato. Si accenna solamente a «garantire un sostegno alla residenzialità agli studenti fuori sede iscritti a università o istituti tecnici scientifici per un massimo di quattro anni».
In questo modo, si legge nel documento, «incentiveremo la mobilità sociale e daremo un accesso alla formazione terziaria più equo». Si fa un vago riferimento poi al tema della casa nel capitolo della tutela delle persone con disabilità. Si dice che bisogna «favorire interventi per l’abitare civile, perseguendo l’obiettivo di contrasto a forme di segregazione esistenti».
Verdi/Sinistra Italiana: La ricetta classica di sinistra: una patrimoniale su tutti i beni
Abolizione dell’Imu da sostituire però con un’imposta patrimoniale personale, unica e progressiva, su tutti i beni mobili e immobili. La ricetta di Verdi-Sinistra italiana, insomma, è quella classica della sinistra: patrimoniale a tappeto. L’alleanza rossa vorrebbe poi istituire un fondo, finanziato con denari pubblici, per acquisire gli immobili posti a garanzia dei crediti deteriorati nel sistema bancario, al prezzo pari all’importo che le banche ricaverebbero cedendo i relativi crediti inesigibili. «In questo modo lo Stato», si legge, «potrebbe rapidamente entrare in possesso di un importante patrimonio immobiliare senza realizzare nuovi edifici che consumano suolo».
Movimento 5 Stelle: A chi è sotto sfratto promesse che nessuno potrà mantenere
Il M5s rilancia il superbonus e promette di stabilizzare gli sgravi per l’acquisto della prima casa da parte degli under 36 e in generale mutui agevolati prima casa. Nel programma si fanno promesse tante faraoniche quanto irrealizzabili, come un piano per l’edilizia residenziale pubblica con la riqualificazione degli edifici esistenti. Alle persone sovraindebitate e sotto sfratto si permette o di riacquistare il proprio immobile tramite mutui a lungo termine agevolati dallo Stato, oppure di rimanervi in affitto con la possibilità in futuro di riacquistarla.
Bisognerebbe sapere cosa ne pensano le banche. Chissà se Giuseppe Conte ha considerato che è in atto un aumento dei tassi d’interesse e che la disponibilità di credito si è ridotta.
Partito Democratico: Valanga di alloggi popolari. Chi li paga? Non si sa
Il programma del Pd non parla dei proprietari e del patrimonio immobiliare esistente, ma immagina un piano di edilizia residenziale pubblica con «interventi di rigenerazione urbana» con il consumo di suolo. L’obiettivo è di realizzare 500.000 alloggi popolari in dieci anni. Lavoce.info ha calcolato che, al costo medio attuale di 100.000 euro per alloggio, l’attuazione di tale piano richiederebbe un investimento complessivo di 50 miliardi di euro, 5 ogni anno, da trovare chissà dove.
Il Pd poi parla di «avviare una nuova stagione di politiche abitative» senza entrare nel dettaglio, ma limitandosi a esaminare il rapporto tra i giovani e il mercato immobiliare.
Forza Italia: Via l’imposta di successione e anche l’Imu sugli edifici vuoti
I pilastri del programma di Forza Italia sulla casa sono: «Ferma tutela della proprietà privata, creazione di un sistema di protezione della casa e immediato sgombero delle case occupate, agevolazioni per l’accesso al mutuo per l’acquisto della prima casa per le giovani coppie». Si punta anche a eliminare la tassa di successione e donazione, partendo dall’innalzamento del valore imponibile esente per gli eredi in linea diretta o il coniuge. Nessuna imposta patrimoniale sulla casa e riduzione della pressione fiscale sul comparto immobiliare a partire dall’eliminazione dell’Imu per gli immobili non occupati o inagibili.
Lega: Per gli inquilini abusivi torna lo sgombero immediato
Nel programma di oltre 200 pagine, la Lega dedica un paragrafo alla casa, mettendo al «centro la tutela della proprietà privata come diritto sacro e inviolabile». Torna il tema dell’«immediato sgombero delle case occupate», da sempre un cavallo di battaglia di Matteo Salvini. La Lega punta poi a «garantire l’impignorabilità della prima casa» e a «rendere il superbonus più coerente e applicabile, contemperando le esigenze di contenimento degli oneri a carico dello Stato con quelle di riqualificazione energetica e adeguamento antisismico degli edifici, rispondendo agli interessi e alle preoccupazioni di proprietari di casa, imprese e tecnici».
Fratelli d'Italia: Cedolare secca al 21% estesa ai negozi in zone svantaggiate
Fratelli d’Italia intende agevolare chi possiede un’abitazione e ne vuole migliorare la qualità o rendere meno onerosa la gestione. Dice no a nuove tasse sulla prima casa e zero tasse sui primi 100.000 euro per l’acquisto dell’abitazione principale. Il concetto portante è la difesa della proprietà. Quindi, «impignorabilità della prima casa, salvo i casi di mancato pagamento del mutuo ipotecario e a patto di essere in regola con gli obblighi condominiali». Tutela della proprietà vuol dire anche «sgombero immediato delle occupazioni senza titolo». Prevista la cedolare secca al 21% anche per l’affitto degli immobili commerciali in zone svantaggiate o degradate, oltre a un piano straordinario di edilizia pubblica con sinergie pubblico-privato. Infine bonus edilizi per la messa in sicurezza.
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Scadono le agevolazioni ai mutui dei più giovani, le famiglie sono in crisi con le bollette alle stelle, il mercato degli affitti è sempre più in difficoltà per gli aumenti inarrestabili dei costi. È un tema strategico per milioni di italiani ma alla vigilia del voto i partiti se ne scordano.All'interno l'analisi partito per partito.L’80% degli italiani è proprietario della casa di abitazione, il mattone continua a essere una delle principali forme di investimento, le seconde abitazioni sono una fonte di reddito per tante famiglie. Eppure i partiti nei loro chilometrici programmi elettorali hanno affrontato il tema solo in modo superficiale con qualche generico impegno. I due principali schieramenti si sono limitati a considerare la casa esclusivamente dal punto di vista o della proprietà o della locazione, con il centrodestra rivolto soprattutto ai proprietari, attuali e futuri, e il centrosinistra concentrato sugli aiuti a chi vive in affitto e su un ambizioso, quanto irrealistico, piano decennale di edilizia residenziale pubblica. Il centrodestra rilancia i suoi tradizionali cavalli di battaglia, come la graduale riduzione dell’Imu, l’eliminazione dell’imposta per i negozi sfitti e gli immobili occupati abusivamente e un maggior rigore contro le occupazioni abusive. Poi la cedolare secca per gli affitti commerciali. Nessuno si avventura ad affrontare il problema della casa nella sua interezza. Delle questioni più controverse non si parla. È il caso delle morosità e delle difficoltà a liberare immobili con inquilini che non pagano il canone. Solitamente i partiti prendono le difese o dei proprietari o degli inquilini, ma i danni sono per entrambi. Durante la pandemia è stato deciso il blocco degli sfratti, che ha però creato un danno sia ai proprietari, di fatto espropriati della gestione di un bene, sia agli inquilini che dovranno confrontarsi con un mercato sempre più ostile. Non è un caso che, a fronte della scarsa tutela legislativa del proprietario, ci sia stato un aumento esponenziale degli affitti brevi e dei b&b. Il proprietario, non sentendosi garantito dallo Stato nella tutela del bene (che per molte famiglie rappresenta un investimento e una fonte di reddito talvolta esclusiva), adotta formule di locazione meno «rischiose». Il risultato è che il mercato degli affitti residenziali si è ristretto ed è a condizioni sempre meno accessibili, penalizzando chi cerca casa.I partiti come pensano di risolvere il problema di un mercato immobiliare ingessato? La risposta non può essere quella adottata da Venezia e altre grandi città di ostacolare gli affitti brevi, che sbarra la strada ai flussi turistici come ai fuori sede, studenti e lavoratori. Una soluzione nei programmi non l’abbiamo trovata. Il tema delle morosità degli affitti, delle utenze e delle spese condominiali è già una realtà. Secondo Francesco Iollo, segretario generale di Confedilizia per l’area partenopea, a Napoli il 70% degli inquilini non paga le quote condominiali. L’aumento dei costi energetici sta mandando in crisi i bilanci dei complessi immobiliari. Oltre alla componente energetica, crescono anche i costi della manutenzione e dei servizi in quanto le aziende fornitrici, colpite anch’esse dalla crisi, rivedono i loro listini. Sono possibili rateizzazioni, ma con quali prospettive se la capacità reddituale di molti condomini, già falcidiata dal Covid, rischia di essere compromessa dai rincari generalizzati dell’autunno? Il recupero giudiziale, afflitto da tempi lunghissimi, non può rappresentare una risposta. Che dovrebbe essere data dai partiti. Altri temi legati al mercato immobiliare richiedono una soluzione a stretto giro. Gli aiuti agli under 36 con Isee inferiore a 40.000 euro annui, per mutui prima casa garantiti dallo Stato all’80%, scadono il 31 dicembre. La misura, introdotta a metà 2021 con il decreto Sostegni bis, finora ha prodotto 44.650 contratti (con un picco a luglio di oltre 6.000 prestiti) e ha vivacizzato il mercato dei mutui che era in contrazione.L’innalzamento della copertura all’80%, invece del 50% previsto di regola, ha consentito alle banche di fare contratti capaci di finanziare il 100% dell’acquisto dell’immobile. È stato un buon volano per giovani con lavori precari per accedere all’acquisto della prima casa. Dal 1° gennaio 2023 però non sarà più possibile avere un mutuo con queste condizioni. Inoltre le banche che hanno aderito all’iniziativa ora stanno rivedendo i propri prodotti alla luce dell’aumento dei tassi di interesse. L’offerta è già virata quasi esclusivamente sul tasso variabile. Con l’anno nuovo scadono anche le misure straordinarie introdotte durante la pandemia con cui è stata allargata la platea della moratoria sui mutui prima casa. Oltre alla deroga sull’Isee, per cui è possibile richiedere la sospensione delle rate senza far riferimento all’indicatore della situazione economica (il limite è solitamente a 30.000 euro), la moratoria è stata estesa anche ai lavoratori autonomi e liberi professionisti che avevano subìto un calo del proprio fatturato superiore al 33% rispetto a quello dell’ultimo trimestre 2019. Scade a fine anno pure l’innalzamento del valore dei mutui che è possibile sospendere, da 250.000 a 400.000 euro. Tutte queste deroghe non varranno più dal 1° gennaio, proprio nel momento in cui i costi per il riscaldamento e l’aumento dei prezzi peseranno di più sui bilanci familiari.C’è poi il tema delle case occupate abusivamente. Scatenò un vespaio di polemiche la decisione dell’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini di imporre un passo diverso agli sgomberi. Sul fenomeno non si hanno dati ufficiali. Alcune stime indicano oltre 50.000 abitazioni, concentrate soprattutto nei grandi centri urbani. A Roma risulta occupato un appartamento su tre di proprietà di enti privati. Le cronache hanno spesso parlato di racket per indicare talpe sia nei condomini sia negli uffici comunali che comunicano alle famiglie in cerca di una casa - e disposte a pagare anche 10.000 euro per la soffiata - gli appartamenti liberi in quel momento e che si possono occupare. Squadre di fabbri e muratori scardinano le serrature delle porte e permettono agli abusivi di installarsi. 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Si accenna solamente a «garantire un sostegno alla residenzialità agli studenti fuori sede iscritti a università o istituti tecnici scientifici per un massimo di quattro anni». In questo modo, si legge nel documento, «incentiveremo la mobilità sociale e daremo un accesso alla formazione terziaria più equo». Si fa un vago riferimento poi al tema della casa nel capitolo della tutela delle persone con disabilità. 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L’alleanza rossa vorrebbe poi istituire un fondo, finanziato con denari pubblici, per acquisire gli immobili posti a garanzia dei crediti deteriorati nel sistema bancario, al prezzo pari all’importo che le banche ricaverebbero cedendo i relativi crediti inesigibili. «In questo modo lo Stato», si legge, «potrebbe rapidamente entrare in possesso di un importante patrimonio immobiliare senza realizzare nuovi edifici che consumano suolo». <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem5" data-id="5" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/e-alla-casa-chi-ci-pensa-2658195516.html?rebelltitem=5#rebelltitem5" data-basename="movimento-5-stelle-a-chi-e-sotto-sfratto-promesse-che-nessuno-potra-mantenere" data-post-id="2658195516" data-published-at="1662930600" data-use-pagination="False"> Movimento 5 Stelle: A chi è sotto sfratto promesse che nessuno potrà mantenere Il M5s rilancia il superbonus e promette di stabilizzare gli sgravi per l’acquisto della prima casa da parte degli under 36 e in generale mutui agevolati prima casa. Nel programma si fanno promesse tante faraoniche quanto irrealizzabili, come un piano per l’edilizia residenziale pubblica con la riqualificazione degli edifici esistenti. Alle persone sovraindebitate e sotto sfratto si permette o di riacquistare il proprio immobile tramite mutui a lungo termine agevolati dallo Stato, oppure di rimanervi in affitto con la possibilità in futuro di riacquistarla. Bisognerebbe sapere cosa ne pensano le banche. 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Lavoce.info ha calcolato che, al costo medio attuale di 100.000 euro per alloggio, l’attuazione di tale piano richiederebbe un investimento complessivo di 50 miliardi di euro, 5 ogni anno, da trovare chissà dove. Il Pd poi parla di «avviare una nuova stagione di politiche abitative» senza entrare nel dettaglio, ma limitandosi a esaminare il rapporto tra i giovani e il mercato immobiliare. <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem3" data-id="3" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/e-alla-casa-chi-ci-pensa-2658195516.html?rebelltitem=3#rebelltitem3" data-basename="forza-italia-via-limposta-di-successione-e-anche-limu-sugli-edifici-vuoti" data-post-id="2658195516" data-published-at="1662930600" data-use-pagination="False"> Forza Italia: Via l’imposta di successione e anche l’Imu sugli edifici vuoti I pilastri del programma di Forza Italia sulla casa sono: «Ferma tutela della proprietà privata, creazione di un sistema di protezione della casa e immediato sgombero delle case occupate, agevolazioni per l’accesso al mutuo per l’acquisto della prima casa per le giovani coppie». Si punta anche a eliminare la tassa di successione e donazione, partendo dall’innalzamento del valore imponibile esente per gli eredi in linea diretta o il coniuge. Nessuna imposta patrimoniale sulla casa e riduzione della pressione fiscale sul comparto immobiliare a partire dall’eliminazione dell’Imu per gli immobili non occupati o inagibili. <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem2" data-id="2" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/e-alla-casa-chi-ci-pensa-2658195516.html?rebelltitem=2#rebelltitem2" data-basename="lega-per-gli-inquilini-abusivi-torna-lo-sgombero-immediato" data-post-id="2658195516" data-published-at="1662930600" data-use-pagination="False"> Lega: Per gli inquilini abusivi torna lo sgombero immediato Nel programma di oltre 200 pagine, la Lega dedica un paragrafo alla casa, mettendo al «centro la tutela della proprietà privata come diritto sacro e inviolabile». Torna il tema dell’«immediato sgombero delle case occupate», da sempre un cavallo di battaglia di Matteo Salvini. La Lega punta poi a «garantire l’impignorabilità della prima casa» e a «rendere il superbonus più coerente e applicabile, contemperando le esigenze di contenimento degli oneri a carico dello Stato con quelle di riqualificazione energetica e adeguamento antisismico degli edifici, rispondendo agli interessi e alle preoccupazioni di proprietari di casa, imprese e tecnici». <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/e-alla-casa-chi-ci-pensa-2658195516.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="fratelli-d-italia-cedolare-secca-al-21-estesa-ai-negozi-in-zone-svantaggiate" data-post-id="2658195516" data-published-at="1662930600" data-use-pagination="False"> Fratelli d'Italia: Cedolare secca al 21% estesa ai negozi in zone svantaggiate Fratelli d’Italia intende agevolare chi possiede un’abitazione e ne vuole migliorare la qualità o rendere meno onerosa la gestione. Dice no a nuove tasse sulla prima casa e zero tasse sui primi 100.000 euro per l’acquisto dell’abitazione principale. Il concetto portante è la difesa della proprietà. Quindi, «impignorabilità della prima casa, salvo i casi di mancato pagamento del mutuo ipotecario e a patto di essere in regola con gli obblighi condominiali». Tutela della proprietà vuol dire anche «sgombero immediato delle occupazioni senza titolo». Prevista la cedolare secca al 21% anche per l’affitto degli immobili commerciali in zone svantaggiate o degradate, oltre a un piano straordinario di edilizia pubblica con sinergie pubblico-privato. Infine bonus edilizi per la messa in sicurezza.
Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell (Ansa)
Adesso il premier londinese nel mirino non è solo Starmer. C’è un suo predecessore, ancora senza volto, che sarebbe bellamente caduto nella rete del miliardario Usa, morto misteriosamente in carcere a New York nel 2019. Lo racconta Andrew Lownie, autore di una devastante biografia dell’ex principe Andrea, per il quale ci sarebbe un rapporto dell’Fbi in cui si parla di un rapporto sessuale a tre fra Ghislaine Maxwell, complice di Epstein, un ex (o futuro) premier britannico e una ragazza misteriosa. Ghislaine, passaporto britannico, è la figlia del discusso editore Robert Maxwell, nato in Ucraina, scampato ai nazisti e morto in disgrazia nel Regno Unito, ma sepolto in Israele nel 1991 con tutti gli onori. Sui tabloid inglesi è già partita la caccia al Premier X, ma siamo ancora agli indizi: i nomi di Tony Blair e David Cameron ricorrono più volte, per altri motivi, nei documenti desecretati dalla Giustizia Usa, ma Ghislaine conosceva bene anche Boris Johnson, con cui ha frequentato l’università di Oxford. Due giorni fa, del resto, uno dei deputati Usa autorizzati a leggere tutti i documenti, il repubblicano Thomas Massie, si era fatto scappare che nelle carte c’era anche un personaggio «di spicco in un governo estero». Il Paese coinvolto oggi sembra proprio essere il Regno Unito.
Ieri Starmer comunque è stato tenuto sotto scacco dai conservatori, ansiosi di recuperare terreno rispetto alle accuse mosse nei giorni scorsi dall’implacabile Nigel Farage, sempre più in testa in tutti i sondaggi. Nel question time, i deputati delle opposizioni hanno accusato Starmer di aver promosso intorno a sé «solo persone legate e pedofili». Di sicuro le femministe, anche laburiste, avevano già fatto notare che intorno al premier c’erano solo uomini e tutti amici personali. Nel mirino e al centro delle polemiche inglesi ci sono sempre l’ex portavoce Matthew Doyle, nominato dal premier-giudice nonostante avesse dato sostegno a Sean Morton, ex consigliere locale laburista condannato per pedopornografia nel 2018, e Lord Peter Mandelson, mamma santissima del New Labour. Mandelson è stato silurato come ambasciatore negli Usa e costretto a dimettersi dalla Camera dei Comuni, perché legato a doppio filo con Epstein. Intervistato lo scorso 11 gennaio dalla Bbc, Lord Mandelson ha sostenuto di non sapere nulla di ragazze minorenni abusate con questo argomento: «Non ne ho mai vista una. Forse perché sapevano che sono gay. Nelle case (di Epstein) in cui ho dormito ho visto solo personale di servizio». Con sterlina e Borsa che ieri si sono ripresi, Starmer per ora si è salvato. Ma il prossimo 7 maggio ci sarà il rinnovo di 32 consigli in altrettanti distretti e i sondaggi sono catastrofici per il partito laburista. Non a caso, scalpita già Angela Rayner, 45 anni, sindacalista ed ex vice di Starmer. È molto più a sinistra di lui ed è questo che terrorizza i mercati inglesi.
Se il governo inglese per ora è l’unico che traballa ufficialmente sullo scandalo del finanziere pedofilo, il coinvolgimento italiano al momento sembra di una banalità assoluta. Anche se la storia è tragica. Negli ultimi file resi noti dal Dipartimento di giustizia Usa, negli hotel di Milano ci sarebbe stata una rete di ragazze più o meno giovani a disposizione di uomini d’affari che interessavano a Epstein e ai suoi maneggi. Ogni ragazza aveva una sua carta di credito, ricaricata periodicamente dal finanziare pedofilo, e a gestirle c’era il suo braccio destro francese Jean Luc Brunel, detto «Le fantome», finito indagato e morto anche lui suicida in carcere il 19 febbraio 2022, a 75 anni. Nel suo libro di memorie Nobody's Girl, Virginia Giuffré, una delle vittime di Epstein, ha scritto che «Il Fantasma» una volta «regalò» al finanziere tre gemelle minorenni per il suo compleanno.
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Roberto Vannacci (Ansa)
La fiducia è passata come previsto con 207 voti favorevoli e 119 contrari. Dopo il voto sulla fiducia posta dal governo sono stati presentati 19 ordini del giorno: tre di Futuro nazionale; otto del M5s; quattro di Azione; quattro di Avs. Il tema centrale resta lo stop all’invio di armi, sostenuto da Futuro nazionale e rilanciato anche da M5s e Avs. La maggioranza si è mossa compatta a sostegno della fiducia e del decreto, ma l’opposizione invece continua a procedere divisa. Se era scontato il no alla fiducia, Avs e M5s restano contrari al provvedimento, mentre Pd, Azione e Italia Viva lo appoggiano. «Futuro nazionale oggi ha dimostrato di essere un interlocutore serio e attendibile per il centrodestra. Futuro nazionale però è coerente: noi ribadiamo il nostro no a un decreto che invia per la tredicesima volta armi e soldi a Zelensky», ha detto Sasso in un punto stampa alla Camera, insieme ai colleghi Ziello e Pozzolo. Le ragioni sono «negli ordini del giorno che rimangano in piedi. Sul voto di fiducia, sottolinea, «noi abbiamo votato convintamente sì perché non vogliamo dare alibi a nessuno. Né a chi adesso definisce il suo partito post ideologico e abbandona le posizioni sovraniste identitarie né a chi è moderato, reputa difficile ma non impossibile una interlocuzione con noi. Noi ci siamo, vogliamo rendere il centrodestra attuale, che per noi è morbido, più forte, sicuro, identitario ma è chiaro che ora questo centrodestra ci deve ascoltare. Noi rappresentiamo la voce di tanti italiani di destra, delusi, che magari non vanno più a votare».
Pare chiaro che Futuro nazionale ancora non sappia bene cosa essere, che strada voglia prendere. Un progetto embrionale che però intanto piano piano continua ad allargarsi. Due esponenti della Lega di Firenze, il consigliere Salvatore Sibilla, e il dirigente provinciale del Carroccio, Vito Poma, hanno annunciato di passare dalla Lega a Futuro nazionale. Sarebbero «52 sindaci e circa 300 consiglieri comunali» ad aver chiesto di passare a Fn, ma resta ancora tutto «da valutare».
Fn, la sigla, evoca altri due partiti. Uno francese, il Front National e uno nazionale, Forza Nuova. A quest’ultimo Vannacci si è anche rivolto rispondendo a chi gli chiedeva se terrebbe dentro Forza Nuova e CasaPound: «Non mi piace categorizzare. Questi signori, che sono liberi cittadini e non hanno commesso reati, per quanto rappresentano principi che possono essere criticati, devono poter proporre idee e devono essere aperte tutte le porte». E su Afd: «Vedremo. Per ora sono nel gruppo misto».
Vannacci poi è di nuovo severo con il leader della Lega Matteo Salvini: «Era quello che non avrebbe mai lavorato con i cinque stelle e con Giuseppe Conte, poi ci ha fatto un governo insieme. Io (invece) vorrei essere quello squillo di tromba che richiami l’attenzione e dica: “Signori, abbiamo sbagliato strada”. Dobbiamo tornare sulla direzione vera della destra, in modo da riportare al voto quel 52% di italiani che si astengono; molti di loro sono di destra e non si riconoscono più in questa versione “slavata”. “A sinistra risponde uno squillo”: lo aspettiamo quello della sinistra. Io vado in quella direzione».
Insomma, l’intenzione è chiara ed espressa dallo stesso Sasso: «Sappiamo di non essere gli unici a destra a pensarla così ma noi siamo gli unici a metterci la faccia, a dire basta armi per cui noi saremo consequenziali e voteremo no. Ma non consentiremo mai alle sinistre di andare al governo per cui abbiamo votato la fiducia segnando un perimetro e diamo un segnale: è arrivata la destra, quella vera, che mantiene la parola».
Ieri a Montecitorio questo gioco delle tre carte (votare la fiducia ma non il decreto) ha funzionato. Ma è giusta e puntuale l’osservazione di Luigi Marattin, ex Italia Viva e leader del Partito liberale che suggerisce: «Al Senato, tra pochi giorni, il regolamento è diverso: la votazione è unica. Con un solo voto, esprimi il tuo parere sul provvedimento E sulla fiducia al governo». Come faranno?
Ieri in Aula sono volati gli stracci soprattutto con la sinistra. «Voi pensate che la politica sia un autobus, non lo accettiamo. I nostri odg sono molto chiari e la nostra posizione viene da lontano, voteremo in maniera convinta e forte contro quelli dei “vannacciani”», ha attaccato Angelo Bonelli di Avs. Segno che Futuro nazionale non dà fastidio solo al centrodestra, ma anche a chi, come Avs e M5s, tiene posizioni simili e rischia di farsi erodere consensi.
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