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2020-11-02
I disabili sono le vittime dimenticate del covid
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Ansa
Disabilità e emergenza sanitaria. C'è un mondo che sta soffrendo più di altri le misure di contenimento dell'emergenza Covid 19. E' quello della disabilità, sia fisica sia psichica. Uno studio dell'IRCCS Fondazione Stella Maris realizzato a luglio, con un campione di 700 famiglie, ha provato ad analizzare l'impatto che la pandemia Covid 19 e il lockdown hanno avuto sui figli, sia sulla salute psicofisica, sia sulla continuità terapeutico-riabilitativa. Ne è emerso che in bambini e ragazzi con problematiche neuropsichiatriche tra i 6 ai 18 anni è stato osservato un aumento della sintomatologia ossessiva-compulsiva, dei comportamenti correlati a un disturbo post-traumatico da stress e di alterazione del pensiero. E' evidente quindi, che, nonostante gli sforzi degli ultimi anni, ci sia ancora molto da fare. Soprattutto adesso. Anche perché investire nel mondo della disabilità è ormai diventato un ordine per le aziende, nel campo della ristorazione come in quello dell'intrattenimento.
A promuovere un incontro sul tema è stata Angsa Lombardia (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) lo scorso 27 ottobre. Perché «quando parliamo di disabilità di tipo cognitivo il discorso è tutt'altro che banale ma si tratta di un filone sul quale, anche in un'ottica di business, oltre che di civiltà, ha molto senso insistere». Nel post Covid 19, il turismo e la ristorazione, che da sole cubano circa il 13% del PIL italiano, sono chiamati a vivere una grande sfida ed il tema dell'ospitalità e dell'inclusività vi rientrano appieno. Il mondo sta diventando inoltre sempre più sostenibile e una società, specie se quotata, non può prescindere dal dare la dovuta attenzione a queste tematiche.
Per Anna Curtarelli Bovi, presidentessa di Angsa Lombardia, «anche in virtù dei numeri importanti che sottende l'autismo (le statistiche parlano di 1 persona su 60 diagnosticata come autistica), ritengo che lo spingere verso l'ospitalità e l'inclusività possa essere non solo un tema di civiltà ma anche un'opportunità che tutte le società del settore dovrebbero cogliere. Questo aiuterebbe anche molte famiglie, che hanno una persona con questa tipo di problematica, a poter fruire di servizi più inclusivi che mettano al centro le proprie esigenze». E Alessandra Locatelli, ex ministro della disabilità, sostiene che «l'autismo, così come altre disabilità, si porta, infatti, dietro numeri importanti: persone e famiglie le cui esigenze non possono più essere ignorate. Auspico che soggetti privati e pubblici possano lavorare insieme al fine di individuare una strategia innovativa atta a valorizzare, potenziale e rendere appetibile l'offerta turistica anche alle persone più fragili».
Ma c'è anche chi lavora nel mondo della ristorazione, come Stefania Atzori, amministratore delegato di Sirio, azienda impegnata proprio negli ospedali: "Siamo partiti proprio dal mondo ospedaliero, dove il rispetto e il conforto dei pazienti e dei visitatori è al centro del nostro business» spiega. «In questo ambiente così complesso e intrinsecamente legato alla solidarietà e all'empatia, abbiamo imparato e affinato tutte le modalità di accoglienza, i format adeguati, i pasti adatti ai vari regimi alimentari, anche quelli religiosi – halal, kosher, per andare incontro a tutte le richieste di pazienti, personale e visitatori, per farli sentire " a casa", considerati, unici". Spazio anche alle aziende quotate. Anna Lambiase, ceo di V-Finance, spiega che «considerare le diversità all'interno di una organizzazione aziendale rappresenta un punto di forza che viene valutato sempre con maggiore importanza anche nel confronto con gli investitori attraverso il Bilancio di Sostenibilità che include principi come le pari opportunità, la non discriminazione e l'uguale dignità per tutte le forme di diversità».
Non solo. «L'esperienza del mercato dei capitali ci fa capire come la finanza stia svolgendo un ruolo sempre più importante nel processo di transizione sostenibile reindirizzando ingenti flussi economici verso le attività maggiormente orientate ad implementare strategie di sostenibilità nel lungo periodo grazie ad un sempre maggiore commitment per il recepimento dei principi ESG e di finanza sostenibile innovativa: il trend degli investimenti dei Fondi europei ESG in Europa, secondo i dati di MorningStar, ha fatto registrare nel 2019 una crescita del 56% rispetto all'anno precedente per un valore di 668 miliardi di Euro".
Andrea Buragina, tra i fondatori della start up Lorf, ha illustrato il progetto "Autism Friendly", denominato "BlueBeeFriend": «L'obiettivo che ci si pone all'interno di questo progetto, in collaborazione con Angsa Lombardia, è quello di dare supporto a tutte quelle strutture che intendano in futuro approcciare questo target di utenza in maniera corretta. L'Ape Blu è un'ape molto rara, data per estinta solo qualche anno fa. Abbiamo allo scopo definito un protocollo con un taglio molto pratico riferito ai comportamenti da adottare, in contesti differenti, ogni qualvolta ci si trovi ad interagire con una persona con autismo. L'idea è quella di offrire una consulenza a 360 gradi che, partendo dalla formazione del proprio personale, possa arrivare anche ad una riorganizzazione degli spazi funzionale allo scopo di garantire accessibilità, ospitalità ed in ultima analisi inclusività».
E infine il turismo. Cecilia De Ranieri di Alpitour World sottolinea: che «l'accessibilità e l'inclusività sono due importanti sfide che passano dal riconoscimento e dalla valorizzazione delle differenze di ognuno di noi. In un'azienda articolata e interconnessa come la nostra, il primo passo è stato dunque raccogliere e identificare le esigenze, comprendere a fondo i bisogni per poi offrire delle soluzioni e delle risposte concrete anche alle fasce più fragili: si tratta di un programma in divenire, portato avanti con associazioni e realtà che testano strutture e servizi per rendere le vacanze accessibili e sempre più inclusive».

«Gli accompagnatori dei ragazzi autistici sono scontrosi e disattenti»
Assistenti che si addormentano sui pullman. Continui ritardi. Non sono ancora terminati i problemi per i genitori dei ragazzi autistici di Milano che dall'inizio della riapertura delle scuole lamentano disservizi nell'accompagnamento a scuola dei loro figli. Atm ha già inviato diversi reclami alla cooperativa Insieme, a cui subappalta il servizio, ma ora hanno deciso di muoversi anche i genitori con una diffida. Tramite l'avvocato Luce Alessandra Bonzano, infatti, alcuni di loro chiedono a comune di Milano, Atm e cooperativa di adempiere al loro servizio di accompagnamento scolastico. Perché dall'inizio dell'anno «come a voi già segnalato con diverse comunicazioni da parte dei miei assistiti, il servizio di trasporto casa/scuola dei minori in oggetto ha presentato dei gravissimi disservizi, dovuti principalmente alla mancata e/o cattiva erogazione del servizio di accompagnamento da parte della Insieme Soc. Coop Soc. Onlus, apparentemente vincitrice dell'appalto indetto da Atm, anche se non è chiaro in base a quali criteri, avendo poca esperienza nel settore ed essendosi all'oggi rivelata assolutamente inadeguata».
I genitori lamentano «diversi e gravissimi disservizi che non solo pregiudicano in concreto il diritto allo studio e alla regolare frequenza scolastica a cui i minori hanno diritto, ma li espone anche al rischio di danni ulteriori. In numerosissime occasioni nonostante la presenza del pulmino di Atm a scuola la mancanza di accompagnatori ha fatto si che lo stesso non potesse essere utilizzato, e la scuola ha dovuto avvisare le famiglie di andare a prendere i ragazzi che sono rimasti in attesa per diverso tempo». I danni sono ingenti. Spesso il pulmino non si è presentato nemmeno a casa o si è presentato in ritardo, senza che nessuno avesse avvisato le famiglie, sempre per ritardi o mancanza di accompagnatori.
«Gli accompagnatori, quando ci sono, si sono rivelati scontrosi e poco educati con le famiglie, e assolutamente disattenti con i ragazzi che sono tornati spesso a casa agitati e nervosi, quando invece la scuola riferiva di averli visti uscire tranquilli. In almeno un caso è stato visto e riferito alle famiglie da terzi, di un accompagnatore che dormiva durante il tragitto, esponendo così il minore che gli era affidato ad un grosso rischio per la sua incolumità». Per questo motivo, «considerate le gravi mancanze riscontrate che ledono il diritto allo studio dei minori in oggetto e li espongono altresì a concreti rischi per la loro salute, con la presente vi diffido formalmente affichè siano presi dei provvedimenti concreti per garantire l'accompagnamento e il servizio di trasporto casa/scuola tutti i giorni del calendario scolastico, come prescritto per legge e perchè l'operato degli accompagnatori sia verificato e si svolga in maniera corretta».
Cinema e autismo: un argomento delicato trattato in modo originale

ll 25 Ottobre all'Anteo è andata in onda, con il supporto di Angsa Lombardia, l'anteprima di "The Specials - Fuori dal comune". Un argomento, così delicato, come l'autismo, viene trattato in maniera originale, con un taglio inedito da farlo sembrare a tratti quasi un poliziesco. Una modalità che incuriosisce e che apre una finestra ad un mondo, quello dell'autismo, a molti sconosciuto ma da molti popolato.
Il protagonista Bruno Haroche, interpretato da Vincent Cassel, da 15 anni è responsabile assieme a Malik (Reda Kateb) di un'organizzazione senza scopo di lucro (La voce dei giusti) che si occupa di bambini e ragazzi affetti da forme di autismo gravissimo che nessun'altra struttura è disposta ad accogliere. Parallelamente, Bruno e Malik insegnano a giovani provenienti da aree disagiate ad assistere quei casi rifiutati dalle istituzioni e classificati come estremamente complessi, svolgendo così una doppia missione sociale.
Numerosi gli ospiti: dall'Assessore alle Politiche Sociali, Abitative e Disabilità Stefano Bolognini, alla giovane modella e cantante Greta Ray, fino ad arrivare a Jessica Perego ed il suo Nio nel Pianeta delle Meraviglie. Il film, per la prima volta in Italia, è stato presentato da un Robot: parliamo di un Pepper che si porta dietro un laboratorio di robotica inclusivo, denominato #RobotFriend, pensato per ragazzi autistici ma aperto a anche a coetanei normodotati.
Il binomio Cinema-Autismo si è poi riproposto il 27 ottobre, questa volta in remoto. Francesco Falaschi con il suo "quanto basta", da molti considerato ormai un film cult sull'autismo, è stato infatti ospite del webinar dedicato al turismo inclusivo, organizzato sempre da Angsa Lombardia. L'idea del film nasce dall'interesse del regista per la neuro-diversità, già affrontato in un precedente film sulla sindrome bipolare, anch'esso film commedia. "Ma "Quanto basta" è soprattutto un film di incontri: non solo quello dei due protagonisti nella storia, ma anche l'incontro con i ragazzi di "Autismo in cucina" di Prato a cui ci siamo ispirati, poi con i produttori Daniele Mazzocca e Guglielmo Marchetti, che erano interessati a un film che trattasse l'autismo in una sua forma particolare, in qualche modo lieve, che è la cosiddetta sindrome di Asperger." spiega Falaschi.
E poi la collaborazione con i ragazzi dell'associazione "Not equal" che hanno reso tutto più vero. Incontri importanti anche altri: con gli attori Fedele e Marchioni, e con il pubblico di molti festival: il film è stato venduto in 12 paesi e ha ottenuto poco meno di venti premi del pubblico, in Francia, Stati Uniti e altri, esportando il nostro modo di affrontare l'inclusione non meno dei nostri paesaggi. «Ho presenziato a molti di questi festival e penso di aver capito lì oltre ai limiti anche i punti di forza del mio lavoro. Uno su tutti: rappresentare persone che dimostrano che il mondo come dice la scienziata autistica Temple Grandin "ha bisogno di tutti i tipi di mente», conclude il regista.
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Le misure di contenimento per l'emergenza si fanno sentire di più su chi ha disabilità, fisica e psichica. Proprio ora le imprese potrebbero attrezzarsi per abbattere quelle barriere che non permettono ai ragazzi disabili di vivere tranquillamenteA Milano il servizio di assistenza per gli studenti continua a non funzionare. Un gruppo di genitori ha presentato una diffida contro il comune di Milano di Beppe Sala. «Non solo pregiudicano in concreto il diritto allo studio e alla regolare frequenza scolastica a cui i minori hanno diritto, ma li espone anche al rischio di danni ulteriori». E' uscito nei cinema «The Specials - Fuori dal comune,» un film con Vincent Cassel che racconta il mondo dell'autismo. E' stato presentato da un Robot: parliamo di un Pepper che si porta dietro un laboratorio di robotica inclusivo, denominato #RobotFriend, pensato per ragazzi autistici ma aperto a anche a coetanei normodotati.Lo speciale contiene tre articoliDisabilità e emergenza sanitaria. C'è un mondo che sta soffrendo più di altri le misure di contenimento dell'emergenza Covid 19. E' quello della disabilità, sia fisica sia psichica. Uno studio dell'IRCCS Fondazione Stella Maris realizzato a luglio, con un campione di 700 famiglie, ha provato ad analizzare l'impatto che la pandemia Covid 19 e il lockdown hanno avuto sui figli, sia sulla salute psicofisica, sia sulla continuità terapeutico-riabilitativa. Ne è emerso che in bambini e ragazzi con problematiche neuropsichiatriche tra i 6 ai 18 anni è stato osservato un aumento della sintomatologia ossessiva-compulsiva, dei comportamenti correlati a un disturbo post-traumatico da stress e di alterazione del pensiero. E' evidente quindi, che, nonostante gli sforzi degli ultimi anni, ci sia ancora molto da fare. Soprattutto adesso. Anche perché investire nel mondo della disabilità è ormai diventato un ordine per le aziende, nel campo della ristorazione come in quello dell'intrattenimento. A promuovere un incontro sul tema è stata Angsa Lombardia (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) lo scorso 27 ottobre. Perché «quando parliamo di disabilità di tipo cognitivo il discorso è tutt'altro che banale ma si tratta di un filone sul quale, anche in un'ottica di business, oltre che di civiltà, ha molto senso insistere». Nel post Covid 19, il turismo e la ristorazione, che da sole cubano circa il 13% del PIL italiano, sono chiamati a vivere una grande sfida ed il tema dell'ospitalità e dell'inclusività vi rientrano appieno. Il mondo sta diventando inoltre sempre più sostenibile e una società, specie se quotata, non può prescindere dal dare la dovuta attenzione a queste tematiche.Per Anna Curtarelli Bovi, presidentessa di Angsa Lombardia, «anche in virtù dei numeri importanti che sottende l'autismo (le statistiche parlano di 1 persona su 60 diagnosticata come autistica), ritengo che lo spingere verso l'ospitalità e l'inclusività possa essere non solo un tema di civiltà ma anche un'opportunità che tutte le società del settore dovrebbero cogliere. Questo aiuterebbe anche molte famiglie, che hanno una persona con questa tipo di problematica, a poter fruire di servizi più inclusivi che mettano al centro le proprie esigenze». E Alessandra Locatelli, ex ministro della disabilità, sostiene che «l'autismo, così come altre disabilità, si porta, infatti, dietro numeri importanti: persone e famiglie le cui esigenze non possono più essere ignorate. Auspico che soggetti privati e pubblici possano lavorare insieme al fine di individuare una strategia innovativa atta a valorizzare, potenziale e rendere appetibile l'offerta turistica anche alle persone più fragili». Ma c'è anche chi lavora nel mondo della ristorazione, come Stefania Atzori, amministratore delegato di Sirio, azienda impegnata proprio negli ospedali: "Siamo partiti proprio dal mondo ospedaliero, dove il rispetto e il conforto dei pazienti e dei visitatori è al centro del nostro business» spiega. «In questo ambiente così complesso e intrinsecamente legato alla solidarietà e all'empatia, abbiamo imparato e affinato tutte le modalità di accoglienza, i format adeguati, i pasti adatti ai vari regimi alimentari, anche quelli religiosi – halal, kosher, per andare incontro a tutte le richieste di pazienti, personale e visitatori, per farli sentire " a casa", considerati, unici". Spazio anche alle aziende quotate. Anna Lambiase, ceo di V-Finance, spiega che «considerare le diversità all'interno di una organizzazione aziendale rappresenta un punto di forza che viene valutato sempre con maggiore importanza anche nel confronto con gli investitori attraverso il Bilancio di Sostenibilità che include principi come le pari opportunità, la non discriminazione e l'uguale dignità per tutte le forme di diversità». Non solo. «L'esperienza del mercato dei capitali ci fa capire come la finanza stia svolgendo un ruolo sempre più importante nel processo di transizione sostenibile reindirizzando ingenti flussi economici verso le attività maggiormente orientate ad implementare strategie di sostenibilità nel lungo periodo grazie ad un sempre maggiore commitment per il recepimento dei principi ESG e di finanza sostenibile innovativa: il trend degli investimenti dei Fondi europei ESG in Europa, secondo i dati di MorningStar, ha fatto registrare nel 2019 una crescita del 56% rispetto all'anno precedente per un valore di 668 miliardi di Euro". Andrea Buragina, tra i fondatori della start up Lorf, ha illustrato il progetto "Autism Friendly", denominato "BlueBeeFriend": «L'obiettivo che ci si pone all'interno di questo progetto, in collaborazione con Angsa Lombardia, è quello di dare supporto a tutte quelle strutture che intendano in futuro approcciare questo target di utenza in maniera corretta. L'Ape Blu è un'ape molto rara, data per estinta solo qualche anno fa. Abbiamo allo scopo definito un protocollo con un taglio molto pratico riferito ai comportamenti da adottare, in contesti differenti, ogni qualvolta ci si trovi ad interagire con una persona con autismo. L'idea è quella di offrire una consulenza a 360 gradi che, partendo dalla formazione del proprio personale, possa arrivare anche ad una riorganizzazione degli spazi funzionale allo scopo di garantire accessibilità, ospitalità ed in ultima analisi inclusività». E infine il turismo. Cecilia De Ranieri di Alpitour World sottolinea: che «l'accessibilità e l'inclusività sono due importanti sfide che passano dal riconoscimento e dalla valorizzazione delle differenze di ognuno di noi. In un'azienda articolata e interconnessa come la nostra, il primo passo è stato dunque raccogliere e identificare le esigenze, comprendere a fondo i bisogni per poi offrire delle soluzioni e delle risposte concrete anche alle fasce più fragili: si tratta di un programma in divenire, portato avanti con associazioni e realtà che testano strutture e servizi per rendere le vacanze accessibili e sempre più inclusive». <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/disabili-dimenticati-covid-2648588155.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="gli-accompagnatori-dei-ragazzi-autistici-sono-scontrosi-e-disattenti" data-post-id="2648588155" data-published-at="1604334173" data-use-pagination="False"> «Gli accompagnatori dei ragazzi autistici sono scontrosi e disattenti» Assistenti che si addormentano sui pullman. Continui ritardi. Non sono ancora terminati i problemi per i genitori dei ragazzi autistici di Milano che dall'inizio della riapertura delle scuole lamentano disservizi nell'accompagnamento a scuola dei loro figli. Atm ha già inviato diversi reclami alla cooperativa Insieme, a cui subappalta il servizio, ma ora hanno deciso di muoversi anche i genitori con una diffida. Tramite l'avvocato Luce Alessandra Bonzano, infatti, alcuni di loro chiedono a comune di Milano, Atm e cooperativa di adempiere al loro servizio di accompagnamento scolastico. Perché dall'inizio dell'anno «come a voi già segnalato con diverse comunicazioni da parte dei miei assistiti, il servizio di trasporto casa/scuola dei minori in oggetto ha presentato dei gravissimi disservizi, dovuti principalmente alla mancata e/o cattiva erogazione del servizio di accompagnamento da parte della Insieme Soc. Coop Soc. Onlus, apparentemente vincitrice dell'appalto indetto da Atm, anche se non è chiaro in base a quali criteri, avendo poca esperienza nel settore ed essendosi all'oggi rivelata assolutamente inadeguata».I genitori lamentano «diversi e gravissimi disservizi che non solo pregiudicano in concreto il diritto allo studio e alla regolare frequenza scolastica a cui i minori hanno diritto, ma li espone anche al rischio di danni ulteriori. In numerosissime occasioni nonostante la presenza del pulmino di Atm a scuola la mancanza di accompagnatori ha fatto si che lo stesso non potesse essere utilizzato, e la scuola ha dovuto avvisare le famiglie di andare a prendere i ragazzi che sono rimasti in attesa per diverso tempo». I danni sono ingenti. Spesso il pulmino non si è presentato nemmeno a casa o si è presentato in ritardo, senza che nessuno avesse avvisato le famiglie, sempre per ritardi o mancanza di accompagnatori. «Gli accompagnatori, quando ci sono, si sono rivelati scontrosi e poco educati con le famiglie, e assolutamente disattenti con i ragazzi che sono tornati spesso a casa agitati e nervosi, quando invece la scuola riferiva di averli visti uscire tranquilli. In almeno un caso è stato visto e riferito alle famiglie da terzi, di un accompagnatore che dormiva durante il tragitto, esponendo così il minore che gli era affidato ad un grosso rischio per la sua incolumità». Per questo motivo, «considerate le gravi mancanze riscontrate che ledono il diritto allo studio dei minori in oggetto e li espongono altresì a concreti rischi per la loro salute, con la presente vi diffido formalmente affichè siano presi dei provvedimenti concreti per garantire l'accompagnamento e il servizio di trasporto casa/scuola tutti i giorni del calendario scolastico, come prescritto per legge e perchè l'operato degli accompagnatori sia verificato e si svolga in maniera corretta». <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem2" data-id="2" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/disabili-dimenticati-covid-2648588155.html?rebelltitem=2#rebelltitem2" data-basename="cinema-e-autismo-un-argomento-delicato-trattato-in-modo-originale" data-post-id="2648588155" data-published-at="1604334173" data-use-pagination="False"> Cinema e autismo: un argomento delicato trattato in modo originale ll 25 Ottobre all'Anteo è andata in onda, con il supporto di Angsa Lombardia, l'anteprima di "The Specials - Fuori dal comune". Un argomento, così delicato, come l'autismo, viene trattato in maniera originale, con un taglio inedito da farlo sembrare a tratti quasi un poliziesco. Una modalità che incuriosisce e che apre una finestra ad un mondo, quello dell'autismo, a molti sconosciuto ma da molti popolato. Il protagonista Bruno Haroche, interpretato da Vincent Cassel, da 15 anni è responsabile assieme a Malik (Reda Kateb) di un'organizzazione senza scopo di lucro (La voce dei giusti) che si occupa di bambini e ragazzi affetti da forme di autismo gravissimo che nessun'altra struttura è disposta ad accogliere. Parallelamente, Bruno e Malik insegnano a giovani provenienti da aree disagiate ad assistere quei casi rifiutati dalle istituzioni e classificati come estremamente complessi, svolgendo così una doppia missione sociale. Numerosi gli ospiti: dall'Assessore alle Politiche Sociali, Abitative e Disabilità Stefano Bolognini, alla giovane modella e cantante Greta Ray, fino ad arrivare a Jessica Perego ed il suo Nio nel Pianeta delle Meraviglie. Il film, per la prima volta in Italia, è stato presentato da un Robot: parliamo di un Pepper che si porta dietro un laboratorio di robotica inclusivo, denominato #RobotFriend, pensato per ragazzi autistici ma aperto a anche a coetanei normodotati.Il binomio Cinema-Autismo si è poi riproposto il 27 ottobre, questa volta in remoto. Francesco Falaschi con il suo "quanto basta", da molti considerato ormai un film cult sull'autismo, è stato infatti ospite del webinar dedicato al turismo inclusivo, organizzato sempre da Angsa Lombardia. L'idea del film nasce dall'interesse del regista per la neuro-diversità, già affrontato in un precedente film sulla sindrome bipolare, anch'esso film commedia. "Ma "Quanto basta" è soprattutto un film di incontri: non solo quello dei due protagonisti nella storia, ma anche l'incontro con i ragazzi di "Autismo in cucina" di Prato a cui ci siamo ispirati, poi con i produttori Daniele Mazzocca e Guglielmo Marchetti, che erano interessati a un film che trattasse l'autismo in una sua forma particolare, in qualche modo lieve, che è la cosiddetta sindrome di Asperger." spiega Falaschi. E poi la collaborazione con i ragazzi dell'associazione "Not equal" che hanno reso tutto più vero. Incontri importanti anche altri: con gli attori Fedele e Marchioni, e con il pubblico di molti festival: il film è stato venduto in 12 paesi e ha ottenuto poco meno di venti premi del pubblico, in Francia, Stati Uniti e altri, esportando il nostro modo di affrontare l'inclusione non meno dei nostri paesaggi. «Ho presenziato a molti di questi festival e penso di aver capito lì oltre ai limiti anche i punti di forza del mio lavoro. Uno su tutti: rappresentare persone che dimostrano che il mondo come dice la scienziata autistica Temple Grandin "ha bisogno di tutti i tipi di mente», conclude il regista.
Angelika Niebler (Ansa)
Di certo non una figura laterale. Piuttosto, una di quelle europarlamentari che non compaiono spesso davanti alle telecamere, ma frequentano da sempre il retrobottega di Strasburgo, dove si costruiscono maggioranze, compromessi e carriere. Ora il suo nome è finito in un fascicolo che il Parlamento europeo ha scelto di chiudere prima che diventasse davvero un’indagine.
Il 21 luglio 2025, infatti, la Procura europea (Eppo) aveva chiesto la revoca della sua immunità. Voleva verificare se assistenti locali pagati con fondi del Parlamento europeo fossero stati usati per attività estranee al mandato. Secondo l’ipotesi investigativa - le contestazioni riguardano il periodo tra il 2017 e il 2025 - ci sarebbero stati accompagnamenti da Monaco a Bruxelles e Strasburgo, trasferimenti in aeroporto per viaggi privati, supporto ad appuntamenti professionali, riunioni della leadership Csu non direttamente legate al lavoro parlamentare, incombenze personali o politiche.
C’è anche un’accusa più precisa. Un assistente retribuito con fondi europei da Niebler avrebbe lavorato non per lei, ma per un ex eurodeputato del suo stesso partito. In parallelo, vengono citate possibili irregolarità nei rimborsi per viaggi verso Bruxelles e Strasburgo. In sostanza, il sospetto è che denaro pubblico destinato all’attività parlamentare sia stato usato per esigenze private, professionali, di partito o di rete personale.
Niebler respinge ogni accusa. La presunzione di innocenza vale per tutti. Ma qui il punto non è stabilire se sia colpevole. Il punto è capire perché alla Procura europea sia stato impedito di verificarlo.
La commissione Giuridica del Parlamento europeo, la Juri, ha raccomandato di non revocare l’immunità. Niebler, dettaglio non secondario, è supplente proprio in quella commissione. Poi nei giorni scorsi è arrivato il voto dell’Aula. Il 19 maggio 2026, a scrutinio segreto, 309 eurodeputati hanno votato per mantenere la protezione, 283 contro, 53 si sono astenuti. Risultato: l’Eppo non può procedere oltre la fase preliminare. Non può interrogare Niebler come avrebbe voluto. Non può completare l’accertamento.
La struttura dell’accusa ricorda quella che ha travolto Marine Le Pen e il Rassemblement national. Anche lì c’erano fondi europei destinati agli assistenti parlamentari. Anche lì l’accusa sosteneva che collaboratori pagati dal Parlamento europeo lavorassero in realtà per attività non collegate al mandato, ma al partito. Solo che in quel caso la giustizia ha potuto procedere.
Il 31 marzo 2025 Le Pen è stata condannata in primo grado a quattro anni di carcere, due dei quali sospesi, 100.000 euro di multa e cinque anni di ineleggibilità immediata. Una sanzione già efficace, che oggi le impedisce di correre nel 2027. L’appello, atteso il 7 luglio 2026, deciderà se riaprirle la strada.
In quel caso, dopo le verifiche di Olaf (Ufficio europeo per la lotta antifrode) e l’azione del Parlamento europeo per il recupero dei fondi, la giustizia francese ha potuto procedere fino al processo e alla condanna. Nel caso Niebler, invece, l’Eppo è stata fermata prima dell’inizio dell’indagine.
Il paradosso è che Niebler, oggi beneficiaria della protezione parlamentare, era già supplente in Juri negli anni in cui la commissione raccomandava la revoca dell’immunità di Le Pen in altri procedimenti. Non solo. L’europarlamentare tedesca non è una politica qualsiasi. È una dirigente del sistema. Lavora sui dossier industriali, digitali, commerciali. Siede nella commissione Industria e nella commissione Commercio internazionale. Ha seguito dossier sulla cybersecurity, sui dati, sulle imprese. Accanto allo stipendio da eurodeputata, Niebler dichiara redditi esterni tra i più alti dell’Eurocamera: secondo Euobserver, tra i 177.500 e 195.000 euro l’anno. Solo dallo studio legale Gibson, Dunn & Crutcher riceve 63.000 euro l’anno. In passato era già stata criticata per possibili conflitti d’interesse tra attività privata e ruolo parlamentare. Nel confronto con Le Pen, il contesto conta. Quando una figura così interna all’architettura del Ppe viene protetta da un’indagine sui fondi europei, il messaggio politico è evidente. Il Parlamento non sta difendendo solo un principio. Sta difendendo una sua dirigente.
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Lo ha detto il premier all’uscita dal Municipio di Niscemi, parlando con i giornalisti: «A febbraio scorso abbiamo varato un decreto, poi convertito in legge ad aprile, per stanziare 150 milioni che avevano l’obiettivo della messa in sicurezza, degli indennizzi e della demolizione delle case. E domani portiamo in Consiglio dei ministri due diversi programmi: uno sulla messa in sicurezza del territorio e sulle opere infrastrutturali; un altro per quanto riguarda gli indennizzi per le famiglie che hanno perso la casa e anche tutto il tema delle demolizioni necessarie».
«Stiamo facendo la differenza rispetto al 1997», ha aggiunto il presidente del Consiglio, che prima di lasciare il comune siciliano ha incontrato in Comune una delegazione di sfollati.
Piero Portaluppi (Fondazione Portaluppi-FAI)
Nei grandi palazzi che hanno disegnato la storia abitativa della grande borghesia industriale della prima metà del secolo XX, sono talvolta i piccoli dettagli a svelare il carattere unico di Piero Portaluppi, uno dei massimi esponenti dell’architettura italiana tra gli anni Venti e gli Anni Cinquanta. Nei particolari poetici e sognanti, inseriti nel contesto dei capolavori più importanti dell’architettura borghese di Milano, è la sintesi di un’opera grandiosa e unica. Un’opera che ha firmato per sempre l’aspetto della capitale industriale d’Italia negli anni della massima espressione della borghesia industriale e allo stesso tempo intellettuale della città. Da oggi, a Villa Necchi Campiglio, sarà possibile rivivere l’opera del grande architetto grazie all’acquisizione da parte del Fondo per l’Ambiente Italiano del patrimonio archivistico proveniente dalla Fondazione Piero Portaluppi, gestita per decenni dai discendenti dell’architetto ed ora messa a disposizione del pubblico. Stiamo parlando di oltre 1.000 disegni autografi tra il 1909 e il 1967, di altrettante stampe fotografiche, appunti e schizzi, 15.000 cartoline oltre a 100 bobine di pellicola che fanno rivivere la storia dei grandi personaggi con cui Portaluppi si relazionava. E ancora, all’ultimo piano della residenza milanese che fu degli industriali Necchi, la ricostruzione fedele dello studio dell’architetto. Da quella scrivania particolare, battezzata «Omnibus» dal suo inventore, nacquero i progetti che cambiarono il volto della Milano che produceva e cresceva vertiginosamente all’inizio del XX secolo.
Piero Portaluppi era nato a Milano nel 1888, quando la città era nel vivo del progresso positivista delle scienze e dell'industria. Figlio di un ingegnere edile, si laurea al Politecnico nel 1910. Nel 1915 partecipando poco più tardi alla Grande Guerra come ufficiale nel Corpo del Genio. La carriera di architetto prese piede da quell’elemento che fece grande la Milano della «belle époque», l’elettricità. Nel 1913 sposa Lia Baglia, nipote dell’industriale elettrico Ettore Conti, che aprì le porte all’estro di Portaluppi affidandogli la realizzazione degli edifici di centrali idroelettriche come quelle ossolane di Verampio e Cadarese, caratterizzate dallo stile eclettico tipico della cultura architettonica industriale dell’epoca. Il carattere estremamente versatile di Portaluppi, rigoroso ma ironico allo stesso tempo (era autore di vignette e bozzetti satirici pubblicati su alcuni giornali), lo resero presto famoso tra la borghesia industriale più in vista del capoluogo lombardo.
Tra gli anni ’20 e gli anni ’40 Portaluppi viveva il momento di massimo successo professionale. Non solo come architetto, ma anche come urbanista, designato come membro insigne della commissione per il piano di sviluppo milanese. Tra le due guerre, nascono i progetti e le realizzazioni più importanti dell'architetto, tra cui la stessa Villa Necchi Campiglio, concepita con canoni che superavano il razionalismo dominante del ventennio con elementi caratteristici del modernismo, con un’attenzione particolare alla distribuzione degli spazi e all’importanza nei dettagli che resero unica la firma dell’architetto milanese. Per la grande borghesia realizza Palazzo Crespi, dimora della grande famiglia di industriali tessili e proprietari del «Corriere della Sera». Edificio monumentale per imponenza, è alleggerito dalle invenzioni e dalla creatività di Portaluppi, nelle geometrie delle scalinate a spirale, nelle nicchie, nei dettagli impreziositi da una scelta precisa dei materiali, funzionali alle forme. La casa degli Atellani fu anche la sua dimora. Originariamente palazzo storico risalente al Quattrocento (dove è custodita la famosa vigna di Leonardo da Vinci), viene riletto totalmente da Portaluppi nella distribuzione degli spazi e, ancora una volta, dà sfogo ad una creatività che superava le mode e gli stili canonici. L’ironia e la maestria si leggono bene nella facciata interna dell’edificio, dove l’architetto-proprietario realizza una sorta di neobarocco inserito armonicamente nel contesto della casa dell’epoca di Ludovico il Moro. Del periodo è anche il progetto del Planetario Ulrico Hoepli, donato alla città di Milano dall’editore, caratterizzato da elementi apertamente neoclassici come il pronao alleggeriti all’interno dalle decorazioni con scie di costellazioni e elementi geometrici. Quasi di fronte al Planetario, Portaluppi realizza per la borghesia milanese il palazzo della Società Buonarroti-Carpaccio-Giotto in corso Venezia, un edificio con pianta a «u» ispirato dallo stile Secessionista e caratterizzato da un imponente passaggio coperto da un grande arco a tutto sesto decorato al suo interno con elementi romboidali.
Nel dopoguerra, decadute totalmente le ipotesi di collaborazione con il regime fascista, Portaluppi rimase al centro del dibattito sul futuro architettonico di una Milano da ripensare assieme ai più grandi studi come BBPR e Giò Ponti, continuando l’attività di progettazione di palazzi e interni per la committenza alto borghese. Piero Portaluppi si ritira dalla docenza al Politecnico nel 1958, muore nella sua Milano il 6 luglio 1967.
Oggi, grazie alla Fondazione che porta il suo nome ed al Fondo per l’Ambiente Italiano, possiamo immaginare nuovamente il grande architetto al lavoro nel suo studio di via Morozzo della Rocca, fedelmente ricostruito nelle stanze all’ultimo piano di Villa Necchi Campiglio, tra i suoi capolavori più apprezzati nel mondo. A Milano, in via Mozart 14.
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