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2020-11-02
I disabili sono le vittime dimenticate del covid
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Ansa
Disabilità e emergenza sanitaria. C'è un mondo che sta soffrendo più di altri le misure di contenimento dell'emergenza Covid 19. E' quello della disabilità, sia fisica sia psichica. Uno studio dell'IRCCS Fondazione Stella Maris realizzato a luglio, con un campione di 700 famiglie, ha provato ad analizzare l'impatto che la pandemia Covid 19 e il lockdown hanno avuto sui figli, sia sulla salute psicofisica, sia sulla continuità terapeutico-riabilitativa. Ne è emerso che in bambini e ragazzi con problematiche neuropsichiatriche tra i 6 ai 18 anni è stato osservato un aumento della sintomatologia ossessiva-compulsiva, dei comportamenti correlati a un disturbo post-traumatico da stress e di alterazione del pensiero. E' evidente quindi, che, nonostante gli sforzi degli ultimi anni, ci sia ancora molto da fare. Soprattutto adesso. Anche perché investire nel mondo della disabilità è ormai diventato un ordine per le aziende, nel campo della ristorazione come in quello dell'intrattenimento.
A promuovere un incontro sul tema è stata Angsa Lombardia (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) lo scorso 27 ottobre. Perché «quando parliamo di disabilità di tipo cognitivo il discorso è tutt'altro che banale ma si tratta di un filone sul quale, anche in un'ottica di business, oltre che di civiltà, ha molto senso insistere». Nel post Covid 19, il turismo e la ristorazione, che da sole cubano circa il 13% del PIL italiano, sono chiamati a vivere una grande sfida ed il tema dell'ospitalità e dell'inclusività vi rientrano appieno. Il mondo sta diventando inoltre sempre più sostenibile e una società, specie se quotata, non può prescindere dal dare la dovuta attenzione a queste tematiche.
Per Anna Curtarelli Bovi, presidentessa di Angsa Lombardia, «anche in virtù dei numeri importanti che sottende l'autismo (le statistiche parlano di 1 persona su 60 diagnosticata come autistica), ritengo che lo spingere verso l'ospitalità e l'inclusività possa essere non solo un tema di civiltà ma anche un'opportunità che tutte le società del settore dovrebbero cogliere. Questo aiuterebbe anche molte famiglie, che hanno una persona con questa tipo di problematica, a poter fruire di servizi più inclusivi che mettano al centro le proprie esigenze». E Alessandra Locatelli, ex ministro della disabilità, sostiene che «l'autismo, così come altre disabilità, si porta, infatti, dietro numeri importanti: persone e famiglie le cui esigenze non possono più essere ignorate. Auspico che soggetti privati e pubblici possano lavorare insieme al fine di individuare una strategia innovativa atta a valorizzare, potenziale e rendere appetibile l'offerta turistica anche alle persone più fragili».
Ma c'è anche chi lavora nel mondo della ristorazione, come Stefania Atzori, amministratore delegato di Sirio, azienda impegnata proprio negli ospedali: "Siamo partiti proprio dal mondo ospedaliero, dove il rispetto e il conforto dei pazienti e dei visitatori è al centro del nostro business» spiega. «In questo ambiente così complesso e intrinsecamente legato alla solidarietà e all'empatia, abbiamo imparato e affinato tutte le modalità di accoglienza, i format adeguati, i pasti adatti ai vari regimi alimentari, anche quelli religiosi – halal, kosher, per andare incontro a tutte le richieste di pazienti, personale e visitatori, per farli sentire " a casa", considerati, unici". Spazio anche alle aziende quotate. Anna Lambiase, ceo di V-Finance, spiega che «considerare le diversità all'interno di una organizzazione aziendale rappresenta un punto di forza che viene valutato sempre con maggiore importanza anche nel confronto con gli investitori attraverso il Bilancio di Sostenibilità che include principi come le pari opportunità, la non discriminazione e l'uguale dignità per tutte le forme di diversità».
Non solo. «L'esperienza del mercato dei capitali ci fa capire come la finanza stia svolgendo un ruolo sempre più importante nel processo di transizione sostenibile reindirizzando ingenti flussi economici verso le attività maggiormente orientate ad implementare strategie di sostenibilità nel lungo periodo grazie ad un sempre maggiore commitment per il recepimento dei principi ESG e di finanza sostenibile innovativa: il trend degli investimenti dei Fondi europei ESG in Europa, secondo i dati di MorningStar, ha fatto registrare nel 2019 una crescita del 56% rispetto all'anno precedente per un valore di 668 miliardi di Euro".
Andrea Buragina, tra i fondatori della start up Lorf, ha illustrato il progetto "Autism Friendly", denominato "BlueBeeFriend": «L'obiettivo che ci si pone all'interno di questo progetto, in collaborazione con Angsa Lombardia, è quello di dare supporto a tutte quelle strutture che intendano in futuro approcciare questo target di utenza in maniera corretta. L'Ape Blu è un'ape molto rara, data per estinta solo qualche anno fa. Abbiamo allo scopo definito un protocollo con un taglio molto pratico riferito ai comportamenti da adottare, in contesti differenti, ogni qualvolta ci si trovi ad interagire con una persona con autismo. L'idea è quella di offrire una consulenza a 360 gradi che, partendo dalla formazione del proprio personale, possa arrivare anche ad una riorganizzazione degli spazi funzionale allo scopo di garantire accessibilità, ospitalità ed in ultima analisi inclusività».
E infine il turismo. Cecilia De Ranieri di Alpitour World sottolinea: che «l'accessibilità e l'inclusività sono due importanti sfide che passano dal riconoscimento e dalla valorizzazione delle differenze di ognuno di noi. In un'azienda articolata e interconnessa come la nostra, il primo passo è stato dunque raccogliere e identificare le esigenze, comprendere a fondo i bisogni per poi offrire delle soluzioni e delle risposte concrete anche alle fasce più fragili: si tratta di un programma in divenire, portato avanti con associazioni e realtà che testano strutture e servizi per rendere le vacanze accessibili e sempre più inclusive».

«Gli accompagnatori dei ragazzi autistici sono scontrosi e disattenti»
Assistenti che si addormentano sui pullman. Continui ritardi. Non sono ancora terminati i problemi per i genitori dei ragazzi autistici di Milano che dall'inizio della riapertura delle scuole lamentano disservizi nell'accompagnamento a scuola dei loro figli. Atm ha già inviato diversi reclami alla cooperativa Insieme, a cui subappalta il servizio, ma ora hanno deciso di muoversi anche i genitori con una diffida. Tramite l'avvocato Luce Alessandra Bonzano, infatti, alcuni di loro chiedono a comune di Milano, Atm e cooperativa di adempiere al loro servizio di accompagnamento scolastico. Perché dall'inizio dell'anno «come a voi già segnalato con diverse comunicazioni da parte dei miei assistiti, il servizio di trasporto casa/scuola dei minori in oggetto ha presentato dei gravissimi disservizi, dovuti principalmente alla mancata e/o cattiva erogazione del servizio di accompagnamento da parte della Insieme Soc. Coop Soc. Onlus, apparentemente vincitrice dell'appalto indetto da Atm, anche se non è chiaro in base a quali criteri, avendo poca esperienza nel settore ed essendosi all'oggi rivelata assolutamente inadeguata».
I genitori lamentano «diversi e gravissimi disservizi che non solo pregiudicano in concreto il diritto allo studio e alla regolare frequenza scolastica a cui i minori hanno diritto, ma li espone anche al rischio di danni ulteriori. In numerosissime occasioni nonostante la presenza del pulmino di Atm a scuola la mancanza di accompagnatori ha fatto si che lo stesso non potesse essere utilizzato, e la scuola ha dovuto avvisare le famiglie di andare a prendere i ragazzi che sono rimasti in attesa per diverso tempo». I danni sono ingenti. Spesso il pulmino non si è presentato nemmeno a casa o si è presentato in ritardo, senza che nessuno avesse avvisato le famiglie, sempre per ritardi o mancanza di accompagnatori.
«Gli accompagnatori, quando ci sono, si sono rivelati scontrosi e poco educati con le famiglie, e assolutamente disattenti con i ragazzi che sono tornati spesso a casa agitati e nervosi, quando invece la scuola riferiva di averli visti uscire tranquilli. In almeno un caso è stato visto e riferito alle famiglie da terzi, di un accompagnatore che dormiva durante il tragitto, esponendo così il minore che gli era affidato ad un grosso rischio per la sua incolumità». Per questo motivo, «considerate le gravi mancanze riscontrate che ledono il diritto allo studio dei minori in oggetto e li espongono altresì a concreti rischi per la loro salute, con la presente vi diffido formalmente affichè siano presi dei provvedimenti concreti per garantire l'accompagnamento e il servizio di trasporto casa/scuola tutti i giorni del calendario scolastico, come prescritto per legge e perchè l'operato degli accompagnatori sia verificato e si svolga in maniera corretta».
Cinema e autismo: un argomento delicato trattato in modo originale

ll 25 Ottobre all'Anteo è andata in onda, con il supporto di Angsa Lombardia, l'anteprima di "The Specials - Fuori dal comune". Un argomento, così delicato, come l'autismo, viene trattato in maniera originale, con un taglio inedito da farlo sembrare a tratti quasi un poliziesco. Una modalità che incuriosisce e che apre una finestra ad un mondo, quello dell'autismo, a molti sconosciuto ma da molti popolato.
Il protagonista Bruno Haroche, interpretato da Vincent Cassel, da 15 anni è responsabile assieme a Malik (Reda Kateb) di un'organizzazione senza scopo di lucro (La voce dei giusti) che si occupa di bambini e ragazzi affetti da forme di autismo gravissimo che nessun'altra struttura è disposta ad accogliere. Parallelamente, Bruno e Malik insegnano a giovani provenienti da aree disagiate ad assistere quei casi rifiutati dalle istituzioni e classificati come estremamente complessi, svolgendo così una doppia missione sociale.
Numerosi gli ospiti: dall'Assessore alle Politiche Sociali, Abitative e Disabilità Stefano Bolognini, alla giovane modella e cantante Greta Ray, fino ad arrivare a Jessica Perego ed il suo Nio nel Pianeta delle Meraviglie. Il film, per la prima volta in Italia, è stato presentato da un Robot: parliamo di un Pepper che si porta dietro un laboratorio di robotica inclusivo, denominato #RobotFriend, pensato per ragazzi autistici ma aperto a anche a coetanei normodotati.
Il binomio Cinema-Autismo si è poi riproposto il 27 ottobre, questa volta in remoto. Francesco Falaschi con il suo "quanto basta", da molti considerato ormai un film cult sull'autismo, è stato infatti ospite del webinar dedicato al turismo inclusivo, organizzato sempre da Angsa Lombardia. L'idea del film nasce dall'interesse del regista per la neuro-diversità, già affrontato in un precedente film sulla sindrome bipolare, anch'esso film commedia. "Ma "Quanto basta" è soprattutto un film di incontri: non solo quello dei due protagonisti nella storia, ma anche l'incontro con i ragazzi di "Autismo in cucina" di Prato a cui ci siamo ispirati, poi con i produttori Daniele Mazzocca e Guglielmo Marchetti, che erano interessati a un film che trattasse l'autismo in una sua forma particolare, in qualche modo lieve, che è la cosiddetta sindrome di Asperger." spiega Falaschi.
E poi la collaborazione con i ragazzi dell'associazione "Not equal" che hanno reso tutto più vero. Incontri importanti anche altri: con gli attori Fedele e Marchioni, e con il pubblico di molti festival: il film è stato venduto in 12 paesi e ha ottenuto poco meno di venti premi del pubblico, in Francia, Stati Uniti e altri, esportando il nostro modo di affrontare l'inclusione non meno dei nostri paesaggi. «Ho presenziato a molti di questi festival e penso di aver capito lì oltre ai limiti anche i punti di forza del mio lavoro. Uno su tutti: rappresentare persone che dimostrano che il mondo come dice la scienziata autistica Temple Grandin "ha bisogno di tutti i tipi di mente», conclude il regista.
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Le misure di contenimento per l'emergenza si fanno sentire di più su chi ha disabilità, fisica e psichica. Proprio ora le imprese potrebbero attrezzarsi per abbattere quelle barriere che non permettono ai ragazzi disabili di vivere tranquillamenteA Milano il servizio di assistenza per gli studenti continua a non funzionare. Un gruppo di genitori ha presentato una diffida contro il comune di Milano di Beppe Sala. «Non solo pregiudicano in concreto il diritto allo studio e alla regolare frequenza scolastica a cui i minori hanno diritto, ma li espone anche al rischio di danni ulteriori». E' uscito nei cinema «The Specials - Fuori dal comune,» un film con Vincent Cassel che racconta il mondo dell'autismo. E' stato presentato da un Robot: parliamo di un Pepper che si porta dietro un laboratorio di robotica inclusivo, denominato #RobotFriend, pensato per ragazzi autistici ma aperto a anche a coetanei normodotati.Lo speciale contiene tre articoliDisabilità e emergenza sanitaria. C'è un mondo che sta soffrendo più di altri le misure di contenimento dell'emergenza Covid 19. E' quello della disabilità, sia fisica sia psichica. Uno studio dell'IRCCS Fondazione Stella Maris realizzato a luglio, con un campione di 700 famiglie, ha provato ad analizzare l'impatto che la pandemia Covid 19 e il lockdown hanno avuto sui figli, sia sulla salute psicofisica, sia sulla continuità terapeutico-riabilitativa. Ne è emerso che in bambini e ragazzi con problematiche neuropsichiatriche tra i 6 ai 18 anni è stato osservato un aumento della sintomatologia ossessiva-compulsiva, dei comportamenti correlati a un disturbo post-traumatico da stress e di alterazione del pensiero. E' evidente quindi, che, nonostante gli sforzi degli ultimi anni, ci sia ancora molto da fare. Soprattutto adesso. Anche perché investire nel mondo della disabilità è ormai diventato un ordine per le aziende, nel campo della ristorazione come in quello dell'intrattenimento. A promuovere un incontro sul tema è stata Angsa Lombardia (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) lo scorso 27 ottobre. Perché «quando parliamo di disabilità di tipo cognitivo il discorso è tutt'altro che banale ma si tratta di un filone sul quale, anche in un'ottica di business, oltre che di civiltà, ha molto senso insistere». Nel post Covid 19, il turismo e la ristorazione, che da sole cubano circa il 13% del PIL italiano, sono chiamati a vivere una grande sfida ed il tema dell'ospitalità e dell'inclusività vi rientrano appieno. Il mondo sta diventando inoltre sempre più sostenibile e una società, specie se quotata, non può prescindere dal dare la dovuta attenzione a queste tematiche.Per Anna Curtarelli Bovi, presidentessa di Angsa Lombardia, «anche in virtù dei numeri importanti che sottende l'autismo (le statistiche parlano di 1 persona su 60 diagnosticata come autistica), ritengo che lo spingere verso l'ospitalità e l'inclusività possa essere non solo un tema di civiltà ma anche un'opportunità che tutte le società del settore dovrebbero cogliere. Questo aiuterebbe anche molte famiglie, che hanno una persona con questa tipo di problematica, a poter fruire di servizi più inclusivi che mettano al centro le proprie esigenze». E Alessandra Locatelli, ex ministro della disabilità, sostiene che «l'autismo, così come altre disabilità, si porta, infatti, dietro numeri importanti: persone e famiglie le cui esigenze non possono più essere ignorate. Auspico che soggetti privati e pubblici possano lavorare insieme al fine di individuare una strategia innovativa atta a valorizzare, potenziale e rendere appetibile l'offerta turistica anche alle persone più fragili». Ma c'è anche chi lavora nel mondo della ristorazione, come Stefania Atzori, amministratore delegato di Sirio, azienda impegnata proprio negli ospedali: "Siamo partiti proprio dal mondo ospedaliero, dove il rispetto e il conforto dei pazienti e dei visitatori è al centro del nostro business» spiega. «In questo ambiente così complesso e intrinsecamente legato alla solidarietà e all'empatia, abbiamo imparato e affinato tutte le modalità di accoglienza, i format adeguati, i pasti adatti ai vari regimi alimentari, anche quelli religiosi – halal, kosher, per andare incontro a tutte le richieste di pazienti, personale e visitatori, per farli sentire " a casa", considerati, unici". Spazio anche alle aziende quotate. Anna Lambiase, ceo di V-Finance, spiega che «considerare le diversità all'interno di una organizzazione aziendale rappresenta un punto di forza che viene valutato sempre con maggiore importanza anche nel confronto con gli investitori attraverso il Bilancio di Sostenibilità che include principi come le pari opportunità, la non discriminazione e l'uguale dignità per tutte le forme di diversità». Non solo. «L'esperienza del mercato dei capitali ci fa capire come la finanza stia svolgendo un ruolo sempre più importante nel processo di transizione sostenibile reindirizzando ingenti flussi economici verso le attività maggiormente orientate ad implementare strategie di sostenibilità nel lungo periodo grazie ad un sempre maggiore commitment per il recepimento dei principi ESG e di finanza sostenibile innovativa: il trend degli investimenti dei Fondi europei ESG in Europa, secondo i dati di MorningStar, ha fatto registrare nel 2019 una crescita del 56% rispetto all'anno precedente per un valore di 668 miliardi di Euro". Andrea Buragina, tra i fondatori della start up Lorf, ha illustrato il progetto "Autism Friendly", denominato "BlueBeeFriend": «L'obiettivo che ci si pone all'interno di questo progetto, in collaborazione con Angsa Lombardia, è quello di dare supporto a tutte quelle strutture che intendano in futuro approcciare questo target di utenza in maniera corretta. L'Ape Blu è un'ape molto rara, data per estinta solo qualche anno fa. Abbiamo allo scopo definito un protocollo con un taglio molto pratico riferito ai comportamenti da adottare, in contesti differenti, ogni qualvolta ci si trovi ad interagire con una persona con autismo. L'idea è quella di offrire una consulenza a 360 gradi che, partendo dalla formazione del proprio personale, possa arrivare anche ad una riorganizzazione degli spazi funzionale allo scopo di garantire accessibilità, ospitalità ed in ultima analisi inclusività». E infine il turismo. Cecilia De Ranieri di Alpitour World sottolinea: che «l'accessibilità e l'inclusività sono due importanti sfide che passano dal riconoscimento e dalla valorizzazione delle differenze di ognuno di noi. In un'azienda articolata e interconnessa come la nostra, il primo passo è stato dunque raccogliere e identificare le esigenze, comprendere a fondo i bisogni per poi offrire delle soluzioni e delle risposte concrete anche alle fasce più fragili: si tratta di un programma in divenire, portato avanti con associazioni e realtà che testano strutture e servizi per rendere le vacanze accessibili e sempre più inclusive». <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/disabili-dimenticati-covid-2648588155.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="gli-accompagnatori-dei-ragazzi-autistici-sono-scontrosi-e-disattenti" data-post-id="2648588155" data-published-at="1604334173" data-use-pagination="False"> «Gli accompagnatori dei ragazzi autistici sono scontrosi e disattenti» Assistenti che si addormentano sui pullman. Continui ritardi. Non sono ancora terminati i problemi per i genitori dei ragazzi autistici di Milano che dall'inizio della riapertura delle scuole lamentano disservizi nell'accompagnamento a scuola dei loro figli. Atm ha già inviato diversi reclami alla cooperativa Insieme, a cui subappalta il servizio, ma ora hanno deciso di muoversi anche i genitori con una diffida. Tramite l'avvocato Luce Alessandra Bonzano, infatti, alcuni di loro chiedono a comune di Milano, Atm e cooperativa di adempiere al loro servizio di accompagnamento scolastico. Perché dall'inizio dell'anno «come a voi già segnalato con diverse comunicazioni da parte dei miei assistiti, il servizio di trasporto casa/scuola dei minori in oggetto ha presentato dei gravissimi disservizi, dovuti principalmente alla mancata e/o cattiva erogazione del servizio di accompagnamento da parte della Insieme Soc. Coop Soc. Onlus, apparentemente vincitrice dell'appalto indetto da Atm, anche se non è chiaro in base a quali criteri, avendo poca esperienza nel settore ed essendosi all'oggi rivelata assolutamente inadeguata».I genitori lamentano «diversi e gravissimi disservizi che non solo pregiudicano in concreto il diritto allo studio e alla regolare frequenza scolastica a cui i minori hanno diritto, ma li espone anche al rischio di danni ulteriori. In numerosissime occasioni nonostante la presenza del pulmino di Atm a scuola la mancanza di accompagnatori ha fatto si che lo stesso non potesse essere utilizzato, e la scuola ha dovuto avvisare le famiglie di andare a prendere i ragazzi che sono rimasti in attesa per diverso tempo». I danni sono ingenti. Spesso il pulmino non si è presentato nemmeno a casa o si è presentato in ritardo, senza che nessuno avesse avvisato le famiglie, sempre per ritardi o mancanza di accompagnatori. «Gli accompagnatori, quando ci sono, si sono rivelati scontrosi e poco educati con le famiglie, e assolutamente disattenti con i ragazzi che sono tornati spesso a casa agitati e nervosi, quando invece la scuola riferiva di averli visti uscire tranquilli. In almeno un caso è stato visto e riferito alle famiglie da terzi, di un accompagnatore che dormiva durante il tragitto, esponendo così il minore che gli era affidato ad un grosso rischio per la sua incolumità». Per questo motivo, «considerate le gravi mancanze riscontrate che ledono il diritto allo studio dei minori in oggetto e li espongono altresì a concreti rischi per la loro salute, con la presente vi diffido formalmente affichè siano presi dei provvedimenti concreti per garantire l'accompagnamento e il servizio di trasporto casa/scuola tutti i giorni del calendario scolastico, come prescritto per legge e perchè l'operato degli accompagnatori sia verificato e si svolga in maniera corretta». <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem2" data-id="2" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/disabili-dimenticati-covid-2648588155.html?rebelltitem=2#rebelltitem2" data-basename="cinema-e-autismo-un-argomento-delicato-trattato-in-modo-originale" data-post-id="2648588155" data-published-at="1604334173" data-use-pagination="False"> Cinema e autismo: un argomento delicato trattato in modo originale ll 25 Ottobre all'Anteo è andata in onda, con il supporto di Angsa Lombardia, l'anteprima di "The Specials - Fuori dal comune". Un argomento, così delicato, come l'autismo, viene trattato in maniera originale, con un taglio inedito da farlo sembrare a tratti quasi un poliziesco. Una modalità che incuriosisce e che apre una finestra ad un mondo, quello dell'autismo, a molti sconosciuto ma da molti popolato. Il protagonista Bruno Haroche, interpretato da Vincent Cassel, da 15 anni è responsabile assieme a Malik (Reda Kateb) di un'organizzazione senza scopo di lucro (La voce dei giusti) che si occupa di bambini e ragazzi affetti da forme di autismo gravissimo che nessun'altra struttura è disposta ad accogliere. Parallelamente, Bruno e Malik insegnano a giovani provenienti da aree disagiate ad assistere quei casi rifiutati dalle istituzioni e classificati come estremamente complessi, svolgendo così una doppia missione sociale. Numerosi gli ospiti: dall'Assessore alle Politiche Sociali, Abitative e Disabilità Stefano Bolognini, alla giovane modella e cantante Greta Ray, fino ad arrivare a Jessica Perego ed il suo Nio nel Pianeta delle Meraviglie. Il film, per la prima volta in Italia, è stato presentato da un Robot: parliamo di un Pepper che si porta dietro un laboratorio di robotica inclusivo, denominato #RobotFriend, pensato per ragazzi autistici ma aperto a anche a coetanei normodotati.Il binomio Cinema-Autismo si è poi riproposto il 27 ottobre, questa volta in remoto. Francesco Falaschi con il suo "quanto basta", da molti considerato ormai un film cult sull'autismo, è stato infatti ospite del webinar dedicato al turismo inclusivo, organizzato sempre da Angsa Lombardia. L'idea del film nasce dall'interesse del regista per la neuro-diversità, già affrontato in un precedente film sulla sindrome bipolare, anch'esso film commedia. "Ma "Quanto basta" è soprattutto un film di incontri: non solo quello dei due protagonisti nella storia, ma anche l'incontro con i ragazzi di "Autismo in cucina" di Prato a cui ci siamo ispirati, poi con i produttori Daniele Mazzocca e Guglielmo Marchetti, che erano interessati a un film che trattasse l'autismo in una sua forma particolare, in qualche modo lieve, che è la cosiddetta sindrome di Asperger." spiega Falaschi. E poi la collaborazione con i ragazzi dell'associazione "Not equal" che hanno reso tutto più vero. Incontri importanti anche altri: con gli attori Fedele e Marchioni, e con il pubblico di molti festival: il film è stato venduto in 12 paesi e ha ottenuto poco meno di venti premi del pubblico, in Francia, Stati Uniti e altri, esportando il nostro modo di affrontare l'inclusione non meno dei nostri paesaggi. «Ho presenziato a molti di questi festival e penso di aver capito lì oltre ai limiti anche i punti di forza del mio lavoro. Uno su tutti: rappresentare persone che dimostrano che il mondo come dice la scienziata autistica Temple Grandin "ha bisogno di tutti i tipi di mente», conclude il regista.
George Soros (Ansa)
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump lo aveva già annunciato a fine agosto, accusando Soros e suo figlio Alex di sostenere proteste violente negli Stati Uniti. «Non permetteremo più a questi lunatici di fare a pezzi l’America, Soros e il suo gruppo di psicopatici hanno causato gravi danni al nostro Paese. Fate attenzione, vi stiamo osservando!», aveva avvisato Trump. A fine settembre 2025, il presidente Usa ha firmato un memorandum presidenziale che esortava le agenzie federali a «identificare e smantellare» le reti finanziarie presumibilmente a sostegno della violenza politica. Oggi, la lotta al «filantropo» che sostiene attivamente molti gruppi di protesta ha fatto un salto di qualità: secondo quanto annunciato da Jeanine Pirro, procuratore degli Stati Uniti nel distretto di Columbia, la Osf potrebbe essere equiparata a un’organizzazione terroristica ai sensi del Rico Act (Racketeer Influenced and Corrupt Organizations Act) e i conti correnti collegati a Soros potrebbero essere congelati, innescando un feroce dibattito sui finanziamenti alle attività politiche, la libertà di parola e la sicurezza nazionale.
Trump ha citato esplicitamente George Soros e Reid Hoffman (co-fondatore di LinkedIn e PayPal, attivista democratico e assiduo frequentatore delle riunioni del Gruppo Bildeberg) come «potenziali sostenitori finanziari dei disordini che hanno preso di mira l’applicazione federale delle politiche migratorie americane (“Ice operations”)». L’accusa principale di Trump è che le reti di potere che fanno capo a ricchi donatori allineati ai democratici stiano indirettamente finanziando gruppi «antifa» e soggetti coinvolti a vario titolo in scontri, danni alla proprietà privata e attacchi mirati alle operazioni contro l’immigrazione clandestina. L’obiettivo del governo non sarebbero, dunque, soltanto i cittadini che commettono crimini, ma anche l’infrastruttura a monte: donatori, organizzazioni, sponsor fiscali e qualsiasi entità che si presume stia foraggiando la violenza politica organizzata.
L’ipotesi di Trump, in effetti, non è così peregrina: da anni in America e in Europa piccoli gruppi di anonimi attivisti del clima (in Italia, Ultima Generazione, che blocca autostrade e imbratta opere d’arte e monumenti), sono in realtà strutturati all’interno di una rete internazionale (la A22), coordinata e sovvenzionata da una «holding» globale, il Cef (Climate Emergency Fund, organizzazione non-profit con sede nell’esclusiva Beverly Hills), che finanzia gli attivisti protagonisti di azioni di protesta radicale ed è a sua volta sostenuta da donatori privati, il 90% dei quali sono miliardari come Soros o Bill Gates. E se è questo il sistema che ruota intorno al Cef per il clima, lo stesso schema delle «matrioske» è stato adottato anche da altre organizzazioni che, sulla carta, oggi difendono «i diritti civili» o «la disinformazione e le fake news» (la cupola dei cosiddetti fact-checker che fa capo al Poynter Institute, ad esempio, orienta l’opinione pubblica e i legislatori in maniera spesso confacente ai propri interessi ed è finanziata anche da Soros), domani chissà.
Secondo gli oppositori di Trump, trattare gli «Antifa» come un gruppo terroristico convenzionale solleva ostacoli costituzionali che toccano la libertà di espressione tutelata dal Primo emendamento e l’attività di protesta. Ma il presidente tira dritto e intende coinvolgere tutto il governo: Dipartimento di Giustizia, Dhs (Dipartimento di sicurezza interna), Fbi, Tesoro e Irs (Internal Revenue Service), l’agenzia federale responsabile della riscossione delle tasse negli Stati Uniti. Sì, perché spesso dietro questi piccoli gruppi ci sono macchine da soldi, che ufficialmente raccolgono donazioni dai privati cittadini, ma per poche migliaia di dollari: il grosso dei finanziamenti proviene dai cosiddetti «filantropi» ed è disciplinato ai sensi della Section 501(c) che esenta dalle tasse le presunte «charitable contributions», ovvero le donazioni fatte dai miliardari progressisti a organizzazioni non profit qualificate. Per le azioni di disobbedienza civile contro le politiche climatiche, ad esempio, si sono mobilitati Trevor Neilson, ex strettissimo collaboratore di Bill Gates, ma anche Aileen Getty, figlia di John Paul Getty II dell’omonima compagnia petrolifera, e Rory Kennedy, figlia di Bob Kennedy: tutti, inesorabilmente, schierati con il Partito democratico americano.
In Italia, le azioni annunciate contro Soros sarebbero un brutto colpo per Bonino, Magi & Co., che sono legittimamente riusciti - chiedendo e ricevendo i contributi direttamente sui conti dei mandatari elettorali - a schivare il divieto ai partiti politici, stabilito dalla legge italiana, di ricevere finanziamenti da «persone giuridiche aventi sede in uno Stato estero non assoggettate a obblighi fiscali in Italia» e di accettare donazioni superiori ai 100.000 euro.
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Domenico Pianese, segretario del COISP, spiega perché, anche quando pericolosi, gli immigrati irregolare non vengono espulsi dal nostro Paese, partendo dai casi di Aurora Livoli e del capotreno ucciso a Bologna. Tra decreti di espulsione inefficaci, burocrazia, accordi internazionali e decisioni giudiziarie, emerge un sistema che lascia liberi soggetti pericolosi e scarica il peso sulle forze dell’ordine.
John Logie Baird (a destra) durante una dimostrazione del suo apparecchio televisivo (Getty Images)
Baird, nato nel 1888 in Scozia, era un inventore per passione. Estroso sin dall’infanzia pur minato da una salute cagionevole, si specializzò nel campo dell’ingegneria elettrica. Dopo l’interruzione degli studi a causa della Grande Guerra, lavorò per la locale società elettrica «Clyde Valley Electrical Company» prima di diventare piccolo imprenditore nello stesso settore. Il sogno di trasmettere suoni e immagini a distanza per mezzo di cavi elettrici era il sogno di molti ricercatori dell’epoca, che anche Baird perseguì fin da giovanissimo, quando realizzò da solo una linea telefonica per comunicare con le camerette degli amici che abitavano nella sua via. La chiave di volta per l’invenzione del primo televisore arrivò nei primi anni Venti, quando l’inventore scozzese sfruttò a sua volta un dispositivo nato quarant’anni prima. Si trattava dell’apparecchio noto come «disco di Nipkow», dal nome del suo inventore Paul Gottlieb Nipkow che lo brevettò nel 1883. Questo consisteva in un disco rotante ligneo dove erano praticati fori disposti a spirale che, girando rapidamente di fronte ad un’immagine illuminata, la scomponevano in linee come un rudimentale scanner. La rotazione del disco generava un segnale luminoso variabile, che Baird fu in grado di tradurre in una serie di impulsi elettrici differenziati a seconda dell’intensità luminosa generata dall’effetto dei fori. La trasmissione degli impulsi avveniva per mezzo di una cellula fotoelettrica, che traduceva il segnale e lo inviava ad una linea elettrica, al termine della quale stava un apparecchio ricevente del tutto simile a quello trasmittente dove il disco di Nipkow, ricevuto l’impulso, girava allo stesso modo di quello del televisore che aveva catturato l’immagine. L’apparecchio ricevente era dotato di un vetro temperato che, colpito dagli impulsi luminosi del disco rotante, riproduceva l’immagine trasmessa elettricamente con una definizione di 30 linee. John Logie Baird riuscì per la prima volta a riprodurre l’immagine tra due apparecchi nel suo laboratorio nel 1924 utilizzando la maschera di un burattino ventriloquo truccata e fortemente illuminata, condizione necessaria per la trasmissione di un’immagine minimamente leggibile. La prima televisione elettromeccanica a distanza fu presentata da Baird il 26 gennaio 1926 a Londra di fronte ad un comitato di scienziati. Gli apparecchi furono sistemati in due stanze separate e Baird mosse la testa del manichino «Stooky Bill», che comparve simultaneamente sul vetro retroilluminato dell’apparecchio ricevente riproducendo fedelmente i movimenti. Anche se poco definita, quella primissima trasmissione televisiva segnò un punto di svolta. L’esperimento fece molta impressione negli ambienti scientifici inglesi, che nei mesi successivi assistettero ad altre dimostrazioni durante le quali fu usato per la prima volta un uomo in carne ed ossa, il fattorino di Baird William Edward Taynton, che può essere considerato il primo attore televisivo della storia.
Tra il 1926 e la fine del decennio l’invenzione di Baird ebbe larga eco, ed il suo sistema fu alla base delle prime trasmissioni della BBC iniziate nel 1929. Il sistema elettromeccanico tuttavia aveva grandi limiti. Il disco di Nipkow impediva la crescita della definizione e la meccanica era rumorosa e fragile. Il sistema Baird fu abbandonato negli anni Trenta con la nascita della televisione elettronica basata sull’utilizzo del tubo catodico.
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