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Dieci domande a Matteo Renzi

Non ho nessuna particolare simpatia per Roberto Fico. Quel poco che so del presidente della Camera, infatti, non lo rende ai miei occhi molto diverso da Luigi Di Maio e da altri che compongono lo stato maggiore del Movimento 5 stelle. Analizzandone i curriculum mi paiono ragazzi senza particolari talenti, se non quello di aver pescato il biglietto della lotteria che li ha portati in Parlamento, grazie al quale ora occupano poltrone di rilievo. Premesso dunque lo scetticismo che nutro nei confronti di numerosi esponenti grillini, devo aggiungere che la polemica sulla colf dell'inquilino di Montecitorio, per quanto legittima, mi pare abbia assunto toni esagerati. Certo, è disdicevole che qualcuno ingaggi dei collaboratori domestici senza dichiararli all'Inps ed evadendo il versamento dei contributi. Se poi questa persona è parente o convivente di un'alta autorità dello Stato, è ancor più imbarazzante.

Detto ciò, che Matteo Renzi si spinga fino al punto di chiedere che Fico vada in aula a spiegare come mai la morosa non abbia pagato i contributi, fa abbastanza ridere.

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Caos Belfast. Starmer adesso gioca la carta della censura
La polizia ha usato cannoni ad acqua per spegnere gli incendi appiccati dai manifestanti durante i disordini su Antrim Road a Newtownabbey, nel nord di Belfast, Irlanda del Nord, il 10 giugno 2026 (Ansa)
Il premier laburista vuole eliminare i video virali delle esplosioni di rabbia a Belfast: sono i concittadini che protestano i nemici da perseguire, non gli immigrati violenti. Il grido «Adesso basta!» partito dal Nord Irlanda è una spia di allarme per Europa e Uk.

Com’era prevedibile, i «censori» sono entrati in azione, così i fatti di Belfast sono diventati «disordini» provocati dalla mano dei «cattivi», cioè i razzisti, gli xenofobi, le destre estreme.

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Realismo Italia: «Bisogna parlare con Putin»
Giorgia Meloni (Ansa)
  • La risoluzione approvata impegna l’esecutivo ad abbandonare la difesa assoluta dell’integrità territoriale di Kiev e ad avviare un percorso di uscita dalle sanzioni. E il presidente del Consiglio: sì al dialogo con Mosca.
  • La maggioranza chiede a Bruxelles una riduzione graduale delle gabelle contro Mosca. Successo della Lega: via dalla risoluzione il riferimento all’integrità territoriale ucraina.

Lo speciale contiene due articoli

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Per mediare con Putin a nome dell’Ue rispunta l’ipotesi di «nonno» Draghi
Vladimir Putin (Ansa)
A raccogliere l’appello di Giorgia Meloni e di Sergio Mattarella, affinché l’Europa si esprima con una voce unica, potrebbe essere l’ex premier: Gerhard Schröder piace troppo al Cremlino, Angela Merkel invece si è già tirata indietro.

Meno volenterosi, più Europa. Può sorprendere che la vera prospettiva multilaterale, piuttosto che la soluzione di ripiego del «fare le cose con chi ci sta» (come suggeriva Romano Prodi), venga difesa dalla sovranista Giorgia Meloni.

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La Russia rivendica altri due villaggi. Kiev ora punta a isolare la Crimea
Volodymyr Zelensky (Ansa)
Ancora vittime civili da ambo le parti. Volodymyr Zelensky alla ricerca di nuovi missili antiaerei.

In un conflitto basato su una guerra di posizione, con pochi aggiustamenti del fronte, a terra e su uno stillicidio di incursioni incrociate nei cieli, con droni e missili, l’Ucraina batte cassa con gli europei per crescenti finanziamenti.

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