Da Sala fino a Ruffini e Cottarelli: spunta il partito della (de)crescita

Elly Schlein avrebbe già trovato il modo di dilapidare quel po’ di entusiasmo che le vittorie in Umbria e Emilia-Romagna hanno regalato agli elettori di centro-sinistra. Il problema sta nella parte che precede il trattino: secondo diversi addetti ai lavori, Elly starebbe disperatamente cercando di stimolare la costruzione di una forza politica centrista in grado di raccogliere qualche punticino nel famigerato orticello dell’elettorato moderato. Renzi e Calenda, ormai è chiaro, non garantiscono né consenso né affidabilità politica: Elly e i suoi capoccioni (politicamente parlando) stanno allora pensando di affidarsi al sindaco di Milano, Beppe Sala. Noi della Verità lo abbiamo scritto un paio di settimane fa, raccontando di come Sala aveva messo nel mirino la presidenza dell’Anci, che è poi andata al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Elly, per tenersi buono Sala, gli avrebbe promesso la guida della «gamba centrista» del centrosinistra. Considerato che in politica i guai non arrivano mai da soli, alcuni resoconti pubblicati nei giorni scorsi dal Sole 24 Ore e dal Messaggero ci hanno anche rivelato chi potrebbero essere gli alfieri di questo «partito della crescita» che dovrebbe portare acqua moderata al Pd e ai suoi alleati per poter consentire alla Schlein di puntare a Palazzo Chigi. Un nome che ricorre è quello di Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia delle Entrate. Con il massimo rispetto per Ruffini, le cui capacità manageriali nessuno mette in dubbio, candidare alle elezioni colui che (simbolicamente parlando) mette la firma in calce alle cartelle esattoriali che fanno disperare milioni di italiani non sembra esattamente una genialata (il che ci fa sospettare che qualcuno nel Pd ci abbia davvero fatto un pensierino). Quale modo migliore per combattere l’astensionismo che invitare a votare per il Signore delle Tasse? Chi meglio di lui potrebbe trascinare alle urne moltitudini di elettori entusiasti, con la scheda elettorale in una mano e il bollettino col quale pagare imposte e balzelli nell’altra? Il movimento, che dovrebbe essere di ispirazione cattolica, potrebbe chiamarsi «Comunione e Rottamazione», che è sempre meglio di «Rinascimento e Pignoramento», altra ipotesi in campo. Del resto, essendo il conto delle imposte per famiglie e imprese sempre più salato, un partito guidato da Sala potrebbe effettivamente affidare l’operazione-simpatia al capo dell’Agenzia delle Entrate. La nuova forza politica moderata di centro-sinistra guidata da Sala vedrebbe poi il coinvolgimento di un altro noto trascinatore di folle, il professor Carlo Cottarelli. L’ex mister spending review, l’uomo che fu presidente del Consiglio incaricato per 72 ore, avrebbe però qualche problemino a giustificare la sua (ri)discesa in politica: eletto al Senato nel Pd alle scorse politiche del 2022, si è dimesso da Palazzo Madama nel maggio del 2023, dichiarando pubblicamente di essere in dissenso con la linea politica di Elly Schlein: «Di recente», spiegò Cottarelli a Repubblica, «ci sono stati diversi casi in cui non ho condiviso le posizioni prese dal Pd, per esempio su aspetti del Jobs Act, sull’aumento delle accise sui carburanti, sul freno al Superbonus e sul compenso aggiuntivo per insegnanti che vivono in aree dove il costo della vita è alto, come suggerito da Valditara. Ho posizioni diverse da Elly Schlein anche sui termovalorizzatori, sull’utero in affitto e in parte anche sul nucleare».
Sarebbe divertente vedere Cottarelli impegnato in campagna elettorale a sostegno della candidatura a premier della stessa Schlein. Tra i nomi che andrebbero a costituire la spina dorsale del partito di Sala, ci sarebbe anche quello di Marco Bentivogli, ex leader dei metalmeccanici della Cisl. Bentivogli ha già annusato il profumo della campagna elettorale: è stato candidato per il centrosinistra alle ultime elezioni politiche in un collegio senatoriale nelle Marche. Ha preso il 29% dei voti, ed è stato sconfitto da Antonio De Poli, candidato del centrodestra, che ha ottenuto il 41,3%.






















