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Rimane invalida per il vaccino Covid. Lo Stato non le darà un quattrino

Rimane invalida per il vaccino Covid. Lo Stato non le darà un quattrino
A sinistra Emilia Padovano prima e dopo il vaccino (Ansa)
Emilia Padovano, 52 anni, ha una paresi perenne del viso causata dal farmaco di Pfizer, che però non è inclusa nei tabellari, vecchi di 46 anni. In più, per i medici legali, siccome può ancora lavorare non le spettano sostegni.
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Forze dell’ordine con le mani legate. Oggi quelle libere sono dei picchiatori
Un momento degli scontri di Torino del 31 gennaio (Ansa)
Chi ha il compito di tutelarci finisce negli agguati, ma deve stare attento ad «agire a scopo difensivo» e con «proporzionalità».

«I reparti li volete mobili o immobili?». La domanda dei sindacati di polizia mette il dito nella piaga dopo la follia criminale di sabato a Torino, dove 108 militari sono stati feriti mentre tentavano di garantire l’ordine pubblico sconvolto dagli assalti violenti dei teppisti di Askatasuna e dei loro complici. Ma il quesito è facilmente esteso all’ultimo episodio di cronaca nera in quella Gotham City che è diventata Milano: il carabiniere che ha sparato allo spacciatore nel boschetto-cloaca di Rogoredo è stato immediatamente indagato per omicidio volontario. Anche se il malvivente gli puntava contro una pistola che nessuno avrebbe potuto presumere a salve.

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Beccato uno dei presunti partecianti dell’assalto a Calista: è il grossetano Simionato, 22 anni, incensurato. Il ferito: «Al mio collega devo la vita». Ma per «Il Manifesto» le botte se le è cercate lui. E il sindaco pro centri sociali di Torino conta i danni: 164.000 euro.

All’apertura degli ombrelli scatenate l’inferno. E così è stato. Quasi fosse un segnale. Il dettaglio, emerso dai video del corteo di sabato per Askatasuna, convocato dopo lo sgombero della sede di corso Regina Margherita 47, ha colpito gli investigatori che stavano visionando le immagini per identificare gli incappucciati in tuta nera. Proprio un attimo prima degli scontri si vede un gruppetto di attivisti (circa una ventina) muoversi attorno a due ombrelli neri, gli unici aperti in un mucchio da centinaia di persone. La prima area mappata dalla Digos è quella. E si inserirebbe in una formazione di circa 500 attivisti appartenenti alla galassia autonoma (della quale Askatasuna è un pezzo importante) e a quella anarchica. Con innesti provenienti dall’estero, soprattutto dalla Francia.

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Sinistra contro la linea dura per i violenti
Angelo Bonelli e Giuseppe Conte (Ansa)
Schlein chiede alla Meloni un appello all’unità e il premier risponde: «Le opposizioni votino con noi una risoluzione unitaria». E allora cominciano i distinguo: Conte tira in ballo temi a casaccio, i dem si appellano alla Carta, Bonelli fa il suo solito show.
Dopo i disordini di Torino l’esecutivo accelera il passo. Ieri il vertice di maggioranza convocato dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni per definire gli ultimi dettagli del decreto sicurezza che dovrebbe essere licenziato in settimana. Alla riunione hanno partecipato i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, i ministri dell’Interno Matteo Piantedosi, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro della Giustizia Carlo Nordio, i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, e il capo della Polizia Vittorio Pisani, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Salvatore Luongo e il comandante generale della Guardia di Finanza Andrea De Gennaro.
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Ora mani libere ai poliziotti per difenderci dai criminali
Ansa
Arriva anche il fermo provvisorio prima delle manifestazioni. La sinistra (e, pare, Mattarella) dice che è incostituzionale. Ma dimenticano il Daspo. E quanto è stato fatto durante il Covid: ricordate Puzzer?
Finalmente il governo pare intenzionato a fornire uno scudo penale alle forze dell’ordine e un provvedimento di fermo provvisorio preventivo dei teppisti politici. Dico finalmente perché si tratta di misure lungamente attese e su cui purtroppo si è, dal mio punto di vista, eccessivamente temporeggiato. Lo scudo, ossia una legge che impedisca l’iscrizione automatica nel registro degli indagati di poliziotti e carabinieri protagonisti di una sparatoria, avrebbe dovuto essere varato da tempo, ma alla decisione si sono contrapposte le obiezioni della sinistra e – ahinoi – sembra anche del Quirinale. L’una e l’altro avrebbero manifestato dubbi costituzionali, temendo una sorta di licenza di uccidere concessa alle forze dell’ordine.
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