«L'attestato di Civica Benemerenza viene conferito a Svoltare Onlus per aver interpretato in modo sensibile e coinvolgente le esigenze di una società in continua mutazione, accompagnando le persone nel creare o ricreare le condizioni essenziali per consentire loro una svolta di vita», firmato Federico Pizzarotti sindaco di Parma. «Peculato, malversazione ai danni dello Stato, turbativa d'asta, falso e omessa dichiarazione di Ires e Irap, commessi nel settore dei servizi di accoglienza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale», firmato Guardia di finanza e Procura della Repubblica.
La prima dichiarazione risale al 7 gennaio 2018, quando il sindaco «no border» del capoluogo emiliano aveva voluto premiare l'associazione nel corso della cerimonia dedicata al Santo Patrono della città. La seconda invece la si trova nella nota diffusa ieri dagli inquirenti
In mezzo ci sono anni di finanziamenti pubblici, sponde politiche, progetti comuni, manifestazioni di piazza insieme, prese di posizione contro la politica dei porti chiusi della Lega. Quando si parla di business dell'immigrazione si intende proprio questo: tanta retorica e tanti soldi. Nello specifico, circa 16 milioni di euro che, secondo la Gdf e i pm, sarebbero stati indebitamente sottratti da Svoltare.
La onlus, che sembra non essere nemmeno una vera onlus, visto che per le fiamme gialle il documento che ne attestata l'appartenenza al Registro regionale sarebbe falso, aveva ottenuto, fin dal luglio del 2015 dalla prefettura di Parma la gestione del servizio di accoglienza dei richiedenti asilo e, dal Comune di Parma, la gestione di interventi destinati ai migranti.
Le indagini, avviate nel settembre 2018, sono infatti nate da un controllo fiscale svolto nei confronti della Svoltare Onlus, nel corso del quale alle Fiamme Gialle era stata esibita una determina dirigenziale della Regione Emilia Romagna «ideologicamente falsa». Il legale rappresentante, Simone Strozzi, è agli arresti domiciliari ed è stato disposto il sequestro preventivo di liquidità, beni mobili ed immobili fino a 1.400.000 euro. Tra le accuse anche quella di aver distratto fondi per cene costose, vini pregiati, viaggi, trattamenti estetici, pagamento di utenze domestiche e altre spese personali e stipendi ingiustificati dei soci.
La vicinanza con l'associazione fino a ieri rivendicata in più occasioni e con orgoglio da Pizzarotti e i suoi, rischia di rivelarsi oggi piuttosto scomoda, come rivela la breve e imbarazzata dichiarazione del sindaco: «Seguiremo con attenzione l'evolversi della vicenda che sta interessando Svoltare Onlus: ogni accusa va verificata, come è legittimo e corretto che sia. La notizia colpisce tutte le persone e gli enti che, come il Comune di Parma, hanno sempre creduto nell'importanza dell'attività di gestione delle emergenze umanitarie: le accuse, verso cui nessuno può rimanere indifferente, sono gravi».
Per la Lega, che da anni ha messo il sodalizio tra il Comune e Svoltare nel mirino, non è ovviamente abbastanza: mentre la referente provinciale di Parma Sabrina Alberini, parla di «scenario inquietante» e denuncia «il rischio che, dietro ai buoni propositi di molti, si possano nascondere zone d'ombra», il senatore Maurizio Campari si aspetta dalla giunta Pizzarotti «tre semplici cose: prenda le distanze dalla cooperativa, chieda scusa ai cittadini e si dimetta, di danni ne ha fatti già abbastanza».
La deputata e consigliera comunale parmigiana del Carroccio Laura Cavandoli aggiunge: «Ho più volte fatto interrogazioni ed espresso perplessità sull'attività della Svoltare per la mancanza di chiarezza nella gestione del business dell'accoglienza e sulle irregolarità con cui alla Onlus nel 2018 fu assegnata dal sindaco Pizzarotti la civica benemerenza di Sant'Ilario. Alle mie interrogazioni su tali ambiguità e alla mia richiesta di presentare i bilanci di Svoltare, le risposte del primo cittadino e della giunta sono sempre state elusive e sprezzanti e, nonostante le promesse, non sono mai stati forniti i bilanci richiesti».
Dure prese di posizione sono arrivate anche dagli altri gruppi d'opposizione in Consiglio Comunale e dai partiti di centrodestra: il senatore Enrico Aimi di Forza Italia denuncia il «collasso del nostro stato sociale, la “cresta" di tante, troppe cooperative diventate autentiche holding dell'accoglienza, molte delle quali fasulle» e Fdi, per voce del coordinatore locale Stefano Bosi, parla di «sistema di accoglienza truffaldino».
In serata arriva anche il «fuoco amico» del Ciac (Centro immigrazione asilo e cooperazione internazionale): «Non possiamo dire che la notizia arrivi improvvisa: da tempo in città correvano voci insistenti di pratiche poco trasparenti e comportamenti estranei agli standard etici delle reti d'associazioni con cui collaboriamo, ma certamente ci sconvolge e turba la ampiezza e la profondità delle pratiche illegali che sembrano emergere nell'esperienza di Svoltare», si legge in una nota dell'associazione che si occupa di immigrazione.
L'impressione generale è che possano seguire nuove puntate.
L'anno in cui Parma spera di essere nominata Capitale green europea 2022 si è aperto con la rumorosa contestazione del comitato No cargo al sindaco, Federico Pizzarotti, e al presidente della Regione, Stefano Bonaccini, durante il comizio di chiusura della campagna elettorale in piazza Garibaldi. L'exploit inaspettato dei comitati contrari all'ampliamento dell'aeroporto della città, che lamentano di essere stati allontanati in malo modo dai militanti del centrosinistra, ha toccato un nervo scoperto della narrazione ambientalista dei due, dimostrato dal nervosismo che aleggiava sul palco: «Fate il gioco della Lega», ha gridato Bonaccini.
L'ampliamento dell'aeroporto e la sua destinazione ai cargo, era stato annunciato nel 2017 da Sogeap, la società di gestione dello scalo. Ad oggi i lavori per l'allungamento della pista, che sarebbero dovuti terminare nel 2019, non sono ancora iniziati, anche perché Enac ha più volte rigettato i piani di rischio presentati dal Comune. I comitati sono comunque sul piede di guerra: «Di giorno e di notte voleranno sulla città enormi voli cargo che produrranno un rumore pazzesco. Il traffico aereo sommato all'indotto di tir e auto aumenterà il già elevatissimo inquinamento della città», si legge nel volantino dei No cargo. La contiguità con l'A1 è una delle cause principali dei continui sforamenti del Pm 10 e dei conseguenti blocchi del traffico che dal 5 al 18 gennaio, per esempio, sono stati 11 su 14 rilevazioni giornaliere.
Non è certo un gran biglietto da visita per i sogni di gloria «green» pizzarottiani, che per arrivare all'agognata medaglia si è dato obiettivi importanti: riduzione entro il 2020 del 22,4% delle emissioni di CO2 rispetto al 2004, riduzione del 45% entro il 2030 e del 100% (!) entro il 2050.
Tuttavia, dal report dell'Osservatorio nazionale infrastrutture, sicurezza e mobilità per le due ruote risulta che Parma è solo al 28° posto in Italia per infrastrutture per la ciclabilità. Infatti nella classifica Ecosistema urbano 2019 di Legambiente, Ambiente Italia e Sole 24 Ore, Parma perde tre posizioni in un anno, passando dal secondo al quinto posto. Mentre nella classifica di Italia Oggi e università La Sapienza sprofonda al 20° posto. Se aggiungiamo che l'inceneritore, che Pizzarotti aveva promesso di chiudere, brucia anche i rifiuti di altre città e oltre il 50% della plastica che da anni i parmigiani differenziano, convinti che venisse riciclata, la narrazione verde esce piuttosto malconcia. Eppure, nonostante la situazione più che critica, l'amministrazione comunale il 10 gennaio ha approvato la delibera n. 3, con cui il Comune manifesta l'intenzione di allungare la pista dell'aeroporto in vista della conversione ai cargo dell'infrastruttura. E qui iniziano le voci sull'interessamento di Amazon per un nuovo enorme centro logistico dietro le Fiere di Parma.
«Per il Comune non esistiamo. Ci sentiamo abbandonati da chi dovrebbe tutelare la nostra salute», dice Andrea Torreggiani del comitato No cargo nel corso di un affollato incontro di comitati e associazioni. Si parla di sei cargo all'ora: un via vai continuo che riverserebbe polveri, particolato grossolano, sottile e ultrasottile, anidride carbonica, monossido di carbonio, ossidi di zolfo, ossidi di azoto, idrocarburi, come ricorda il dottor Manrico Guerra dell'Associazione medici per l'ambiente Isde. Studi come quelli del California institute of technology dicono che un aereo inquina come 600 auto non catalizzate. Un aeroporto come Fiumicino emette gas inquinanti come 350.000 auto Euro 0. Questo inquinamento, che in alta quota causa effetto serra e piogge acide, aumenta esponenzialmente nelle fasi di decollo e atterraggio. Inoltre non sono da sottovalutare i danni da inquinamento acustico (che può influire in particolare sulle capacità di apprendimento dei bambini) ed elettromagnetico. Non trascurabile infine il rischio per le falde acquifere, vicinissime alla città, a causa dei lavaggi dei velivoli che introducono nel terreno elementi fortemente inquinanti. Un capitolo a parte poi rappresenterebbe il trasporto su gomma delle decine e decine di tir chiamati ogni giorno a movimentate le merci in arrivo e in partenza su infrastrutture al momento decisamente inadeguate. Un potenziale disastro, non solo ambientale, ma anche di immagine per la Capitale della Food valley. Non a caso il progetto suscita molte perplessità, non solo tra gli ambientalisti e i residenti, ma anche nelle aziende agroalimentari per cui il tema della qualità e salubrità del prodotto è fondamentale.
Il tema è spinoso per chi, come Pizzarotti e Bonaccini, ha fatto della vicinanza ai temi ambientali un elemento portante della propria propaganda politica. Difficilmente d'ora in poi se la potranno cavare facendo qualche foto con i fan di Greta Thunberg.




