Caro direttore, spesso mi sento ripetere: «Ma come, con tutti questi morti? Non pensi ai morti?». Già, i morti. In effetti è un argomento forte. Al netto di possibili sovrastime, te li sbattono in faccia non appena osi sollevare qualche osservazione critica sulle politiche vaccinali. Già, il cuore che palpita per i morti da Covid «fa fino e non impegna», come diceva un vecchio detto. Ti senti al calduccio del pensiero mainstream, sei allineato con la «Scienzah», con i virologi televisivi, con le raccomandazioni pressanti della politica, ritenuta sempre più inaffidabile, tranne che in questo caso.
Eppure, un numero crescente di persone con alle spalle anni di studi e di esperienze lavorative di ogni genere, in cui sempre hanno dovuto esercitare e applicare la logica, si ritrova a stropicciarsi occhi e orecchie davanti a una sequela di eventi a quali la logica è del tutto estranea. Uno dei più noti aforismi di Agatha Christie era questo: «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova». Proviamo quindi a esaminare quali sono gli elementi che caratterizzano la gestione italiana di una pandemia che assomiglia a un giallo.
All'inizio, della sindrome Covid-19 non si sapeva granché. Si supponeva consistesse soprattutto in una pericolosa infezione polmonare, per cui i pazienti che si aggravavano venivano messi in terapia intensiva e attaccati alle macchine per la respirazione. Che vennero ben presto a mancare. Si cercava di combattere la desaturazione, in molti casi impiegando pressioni eccessive. Non era la soluzione giusta, se non per le forme gravi.
1Primo indizio. Per cercarla ci volevano le autopsie, che però erano vietate. Perché? Proprio grazie ad alcune autopsie a cura di medici «disobbedienti» si è cominciato a capire meccanismi e tempistiche della sindrome: una prima fase meramente infettiva e virenica, che può e deve essere combattuta entro tre, quattro giorni. Se si arriva alla seconda, l'infezione si trasforma in trombosi dei vasi polmonari e di altri distretti, e sono guai seri.
2Ignorando queste acquisizioni, il ministero della Salute ha imposto ai medici di base un protocollo noto come «Paracetamolo e vigile attesa». Commettendo due errori gravissimi: il paracetamolo riduce la febbre, antidoto naturale contro l'infezione, e riduce l'attività antiossidante del glutatione.
3Il Comitato tecnico scientifico ha suggerito al governo di imporre alla popolazione dei severi lockdown. L'infezione ha rallentato, ma ha accelerato la perdita di posti di lavoro e l'economia è crollata. Il confronto con i Paesi d'Europa che non hanno imposto lockdown è impietoso.
4Nell'imporre ai medici il suo protocollo, il ministero ha di fatto vietato l'uso di farmaci per la prima fase.
5Governo e mass media hanno suonato la stessa canzone: il vaccino è l'unica difesa contro il virus, che sta pure mutando. Chi osa sollevare dubbi o parlare di cure viene messo alla gogna e indicato come no vax e untore. I più grandi quotidiani sono stati ingaggiati in questa caccia all'uomo.
6Un gruppetto di virologi è stato trasformato in una squadra di star televisive pronte a minimizzare gli effetti collaterali e a tessere le lodi dell'efficacia dei vaccini.
7 In anticipo su tutti, Italia e Francia hanno introdotto il green pass, che oltre a forzare le persone a vaccinarsi (pena la perdita del lavoro e l'esclusione dalla vita sociale), è pericolosamente controproducente: la comunità scientifica internazionale ha nel frattempo scoperto che l'immunità provocata dal vaccino forse non dura più di sei mesi, che il vaccinato si può ammalare e infettare altri. Motivo per cui il possessore di green pass potrebbe trasformarsi in untore con licenza di contagio. Molti infermieri con due dosi sono stati contagiati. Ciononostante, il governo annuncia che se dovessero tornare a crescere i contagi, si abbandonerà il green pass e si passerà all'obbligo vaccinale per tutti. Logica davvero ferrea.
8 Lancet ha pubblicato un articolo che sconsigliava energicamente l'impiego dell'idrossiclorochina, con dati scorretti: poi viene silenziosamente ritirato per questo motivo. Qualche mese dopo, i farmaci di cui nel mondo si scopre un'ottima efficacia contro l'infezione, sono stati e vengono sistematicamente delegittimati dai media.
9Non c'è famiglia che nella cerchia dei propri amici e parenti non conosca un vaccinato che abbia subito effetti collaterali anche gravi. Ma, secondo i rapporti ufficiali, nonostante la crescita esponenziale delle vaccinazioni, le segnalazioni degli effetti collaterali risultano in calo. E secondo le istituzioni della Salute, molti di questi non hanno relazioni comprovate con il vaccino.
= Le istituzioni internazionali che sovrintendono alla salute del mondo e quelle che autorizzano i farmaci sono finanziate ben oltre l'80% dalle case farmaceutiche: i regolati che garantiscono la sopravvivenza dei regolatori non sono il massimo della decenza. Alla presidenza dell'Ema è stata nominata Emer Cooke, che per molti anni ha svolto il ruolo di lobbista per molte aziende farmaceutiche, Pfizer inclusa. La dottoressa Marcia Angell, che per 20 anni ha diretto il New England journal of medicine, ha affermato: «Con riluttanza sono giunta alla conclusione che non è più possibile credere a gran parte della ricerca clinica pubblicata».
!Il professor Giovanni Frajese, endocrinologo dell'università Statale «Foro Italico» di Roma, ha ricordato che per il vaccino Pfizer non sono stati fatti studi completi di interazioni farmacocinetiche, di farmacotossicità, genotossicità e carcinogenicità. Dovrebbero diventare obbligatori?
“ Il British medical journal, a opera del suo senior editor, Peter Goshi, ha criticato aspramente l'Fda per aver violato una serie di procedure sempre rispettate per altri vaccini e farmaci, nel dare l'approvazione definitiva al vaccino Comirnaty (copia conforme del vaccino Pfizer in circolazione) prima dello scadere della fase di farmacovigilanza prevista per l'inizio del 2023. A seguito di questa decisione due alti dirigenti della Fda si sono dimessi.
Come si può notare, gli indizi che costituiscono una prova sono ben otto in più dei canonici tre. Ma una prova di cosa? L'impressionante mancanza di logica nelle scelte intraprese dal governo deve nascondere per forza altri obiettivi. Per esempio, la grande opportunità di governare in stato d'emergenza a botte di decreti. La grande opportunità di obbligare partiti rissosi a stare insieme al governo controllandoli, contando sulla loro aspirazione a intercettare gli auspicati fiumi di denaro del Recovery fund. L'opportunità di testare la sopportazione del popolo.
In questo drammatico giallo, la vittima è senz'altro il popolo. Privato della capacità di ragionare di fronte alla paura che è stata diffusa a ogni istante, con ogni mezzo e su ogni mezzo. Privato, senza che se ne accorga, di diritti fondamentali in nome dell'impossibile raggiungimento dell'immunità di gregge. Incapace di destreggiarsi tra le sparate dei virologi televisivi e lavori scientifici sempre citati e mai letti. E al massimo divertito dalle esternazioni di un Massimo Cacciari di cui non afferra la gravità, ma di cui apprezza la dote di vivacizzare talk show troppo ripetitivi. Del tutto ignaro di cosa sia il «Fit for 5» (ma con la stangata sui costi di gas ed elettricità se ne accorgerà) che solo un pazzo può pensare di portare a regime entro il 2030, come ha proclamato l'ineffabile Ursula von der Leyen tra gli applausi di tutto il Parlamento europeo.
Ignaro, ancora, di come questo progetto ci caricherà di tasse, di costi e di come sia sulla buona strada per condurre alla rovina le ultime eccellenze della nostra agricoltura.
Grazie all'emergenza e alla paura di tutto questo non si parla, mentre nelle famiglie, tra amici, colleghi e conoscenti è nel frattempo scoppiata la bagarre tra sì vax e no vax come non succede più nemmeno al Palio di Siena.
La vittima l'abbiamo trovata. Con dodici indizi non dovrebbe essere troppo difficile scovare l'assassino.
Caro direttore, dato che le disgrazie non vengono mai sole, nella nostra società si sta consolidando una sorta di regime scientifico-politico-mediatico convinto di possedere il verbo assoluto, che invece di accettare un serio dibattito sui punti critici (il tema è la vaccinazione di massa), cerca di delegittimare in ogni modo chi osa sottoporre ad analisi critica il punto di vista mainstream, sfoderando ad ogni occasione possibile i termini di una neolingua di orwelliana memoria. Senza farsi problemi nel ricorrere a veri e propri insulti oltre che ad affermazioni palesemente scorrette.
Ecco perché due autorevolissimi filosofi di scuole molto diverse tra loro come Massimo Cacciari e Giorgio Agamben hanno deciso di alzare la loro voce contro il green pass annunciato dal governo, considerandolo l'anticamera di un regime. Dalla prima pagina del Corriere della Sera la loro iniziativa - che ha una importanza invero straordinaria per il peso delle due personalità coinvolte - invece che discussa, è stata addirittura sfottuta, lamentando che «adesso anche i filosofi si mettono a discettare di medicina». Per converso, i critici della vaccinazione di massa vengono per lo più reclutati tra i personaggi più folkloristici, e se ci sono pubbliche manifestazioni di dissenso, si mette in risalto la presenza ai margini di squalificati elementi di estrema destra, approfittando di una piccolissima parte per squalificare il tutto. Tutto fa brodo per delegittimare i critici e per avallare le tesi pro vaccinazione di massa, anche di ragazzi e bambini, nonostante i ministri della Sanità di importanti paesi come Germania, Inghilterra, Svezia, Finlandia, Belgio e Olanda lo abbiano sconsigliato.
IL «DOVERE MORALE»
Secondo il presidente della Repubblica vaccinarsi (e vaccinarli) sarebbe un dovere morale. Illustre signor presidente, da Lei, garante supremo, accettiamo tutto, ma - con tutto il rispetto - non l'obbligare le giovani generazioni a subire «eventuali rischi a lungo termine che non si conoscono e non si possono escludere» come sta scritto nei documenti di registrazione dei nuovi vaccini. Oramai siamo in presenza di un vero e proprio ostracismo verso scienziati autorevoli che si permettono di contraddire la vulgata mainstream. Premi Nobel e altri illustri ricercatori e accademici con un H-index che i virologi nostrani nemmeno si sognano, vengono considerati dei bolliti o degli screditati alla ricerca di visibilità. Proprio come è successo a Luc Montaigner, reo di aver scoperto in breve tempo che nel virus sono state introdotte artificialmente quattro sequenze di un virus dell'Aids, e che per un anno è stato considerato un povero pazzo. Ora Usa e Cina si stanno accordando sulla verità di cui i più esperti dell'argomento erano da tempo al corrente: che il virus è stato perfezionato nel laboratorio di Wuhan. Che Montaigner avesse ragione, è una notizia che i lettori della Verità conoscono… ma non quelli degli altri giornali. Probabilmente anche perché i manipolatori della neolingua confidano nel fatto che la memoria collettiva è molto corta.
A proposito della Rete, l'ultimo grido è prendersela con le fake news che attecchirebbero troppo facilmente tra il popolo dei navigatori, e inneggiare di conseguenza ai siti di debunking che si occupano di ristabilire la verità. Bene. Aspettiamo che qualcuno decida di svolgere una piccola indagine sulle competenze e sui curricula del personale dei più noti siti antibufale, insieme all'analisi delle loro fonti di finanziamento. Poi ne riparliamo.
Se siete arrivati sin qui, potreste anche pensare di avere incontrato un no-vax. Non è cosí. Avete incontrato qualcuno che, cercando di approfondire senza pregiudizi la letteratura scientifica, ha seri dubbi sull'ipotesi di un teorema che ritiene i nuovi «vaccini» l'unica difesa contro un temibile virus. E che non si fa incantare dalla neolingua utilizzata a piene mani, anzi la studia per mestiere. In realtà, contro il Sars 2 Covid-19, di difese ce ne sono diverse, e non si capisce perché non siano mai state prese in considerazione. Per non parlare della prevenzione. Ci potrebbero dire gli esperti di Ema, Aifa, Iss, Cts, ministero della Salute, perché si è ritenuto lecito approvare in via emergenziale nuovi tipi di vaccini e non si consenta di sperimentare in via altrettanto emergenziale terapie che sembrano dare risultati molto buoni in diversi paesi del mondo? Se la pandemia è così grave, perché lasciare qualcosa di intentato che potrebbe invece permettere - a chi non vuole - di farsi inoculare farmaci sperimentali di cui non sono state verificate le interazioni farmacocinetiche, la genotossità e la carcinogenicità?
La Ue ha annunciato possibili terapie, ma guarda caso sono tutte costosissime (c'era da chiederselo?), e praticabili quasi solo in ospedale. Quanto ci sono costati invece, e complessivamente, i lockdown e i vaccini che ora si dimostrano poco efficaci non solo contro la variante delta, e che mostrano pure una progressiva riduzione di efficacia, al punto che Pfizer e Moderna suggeriscono già il terzo richiamo? Qualcuno ha già detto che ci vorrà il quarto, poi il quinto… Eppure, insieme ad altri virologi di notevole livello, il virologo Vanden Bossche, già coordinatore del progetto Ebola per la Gates foundation, aveva rivolto addirittura una supplica all'Oms affinché non si procedesse durante la pandemia a una vaccinazione con farmaci capaci di provocare pericolose varianti. Come puntualmente sta accadendo.
Il 1° agosto La Verità titolava: «Condannati al silenzio gli scienziati che hanno dubbi sulle vaccinazioni. C'è una scienza che disturba il potere e viene censurata». Il vero problema è che, passata la fase acuta dell'emergenza, ora non si concede la stessa apertura di credito alle possibili terapie a basso costo concessa invece a terapie vaccinali che cominciano a mostrare i difetti ampiamente previsti da scienziati indipendenti e che obbligano le case produttrici a continui aggiornamenti del bugiardino. Ecco perché cresce sempre di più in tutto il mondo un movimento di protesta, man mano che questi temi diventano di dominio comune. E non si tratta affatto di proteste che allignano nella parte meno colta della popolazione. Anzi. Il regime globale che si è creato fa di tutto per delegittimarlo e tacitarlo, reagendo in forma sempre più repressiva, sia a livello della comunità scientifica che di quello politico e sociale. Ricorrendo a categorie semplicistiche come «dovere civico» o alla dicotomia morale/immorale, evitando del tutto le analisi e i confronti approfonditi. Spingendo i governi a prendere decisioni che si stanno rivelando avventate, se non addirittura suicide per la convivenza civile, la scuola e l'economia nel complesso. Su questo fronte Cacciari e Agamben quindi non sono soli, mentre le stizzose e spocchiose contestazioni al loro salutare grido di allarme costituiscono un altro segnale di consolidamento di un regime incipiente.
Nota a margine. Chi scrive, oltre ad occuparsi professionalmente di comunicazione a livello operativo, speculativo e di insegnamento universitario, ha gestito per vent'anni la sede italiana di Medicus Intercon, che è stato per lungo tempo il più grande network multinazionale specializzato nell'informazione alla classe medica. Ha quindi lavorato gomito a gomito con un rilevante numero di industrie farmaceutiche nazionali e internazionali. Conoscendo a fondo le loro attività di ricerca e le loro modalità di lobby nei confronti della classe medica, della politica, dei media e della società. Negli anni passati queste industrie hanno scoperto e promosso farmaci di grande utilità.
Da un po' di anni però non si scopre più nessun breaktrough, come vengono chiamati i farmaci rivoluzionari per patologie molto diffuse. Nel frattempo, la decadenza dei brevetti e la nascita della categoria dei farmaci generici ha ridotto il fatturato delle imprese, che hanno cominciato pure a produrli in proprio per recuperare. Nel tempo, nel loro azionariato le famiglie dei fondatori sono state via via affiancate o sostituite dai grandi Fondi di investimento come ad esempio Black rock, il cui spasmodico interesse per i risultati economici trimestrali è ben noto, e ben superiore a quello per il giuramento di Ippocrate. Black rock è presente in Pfizer, insieme ai fondi Vanguard e Wellington. Ma nel suo azionariato ci sono anche Bank of America, Deutsche bank, Morgan Stanley, JP Morgan. Che non sono esattamente degli enti di beneficenza, e sono ben felici che Pfizer abbia raddoppiato la previsione del fatturato 2021 per il solo vaccino: 26 miliardi di dollari. Previsione che andrà vista al rialzo dopo l'annuncio di voler aumentare il prezzo del 15-20%. Gli stessi Fondi sono presenti anche nei social network più famosi, molto premurosi nel sovvenzionare i siti anti bufale, a limitare e addirittura cancellare i post critici sulla nuova categoria di vaccini e sul loro impiego a tappeto. Conoscendo questi dati, ognuno può trarre le proprie conclusioni.




