Meglio mangiare carne e rischiare problemi al cuore, o consumare solo vegetali e andare incontro a un ictus? Il quesito, per quanto paradossale, te lo poni leggendo i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista medica Bmj (British medical journal), secondo il quale i vegetariani hanno meno possibilità di soffrire di malattie coronariche, ma un 20% in più di rischio rispetto ai carnivori di subire un ictus. «Le diete vegetariane e vegane sono diventate sempre più popolari negli ultimi anni, però i potenziali benefici e pericoli non sono stati completamente compresi», afferma nelle sue conclusioni la dottoressa Tammy Tong, che all'Università di Oxford si occupa di ricerca epidemiologica in campo oncologico. Con il suo team ha analizzato i dati dello studio Epic-Oxford compiuto nel Regno Unito nell'arco di 18 anni su 48.188 persone. Raggruppati nelle categorie mangiatori di carne (24.428), di pesce (7.506) e vegetariani-vegani (16.254), gli inglesi (età media 45 anni) arruolati tra il 1993 e il 2001 per lo studio prospettivo (chiamato anche di coorte), sono stati monitorati fino al 2016.
Dopo aver registrato 2.820 casi di malattie coronariche e 1.072 ictus e aver valutato fattori quali il fumo, l'uso di integratori, l'attività fisica, i ricercatori hanno scoperto che i vegetariani avevano un rischio di problemi alle coronarie del 22% inferiore rispetto ai carnivori. Per i pescetariani, quelli che escludono dalla propria alimentazione la carne però accettano di consumare pesce e frutti di mare, il rischio era inferiore del 18%. Evviva i legumi e l'insalata? Niente affatto, la Tong ha analizzato i casi di malattie neurologiche dovute alla chiusura (ictus ischemico) o alla rottura (ictus emorragico) di un'arteria cerebrale, insorte nell'arco di dieci anni nelle persone appartenenti ai tre gruppi e i risultati non sono allegri. Per vegetariani e vegani il rischio di essere colpiti da un ictus è maggiore del 20% rispetto a chi consuma carne. La causa sembra sia il livello troppo basso di colesterolo e la mancanza di nutrienti come le vitamine. «La denutrizione può portare all'ictus», commenta Valeria Caso, neurologa presso la Stroke Unit dell'Ospedale Misericordia di Perugia, past presidente della European stroke organisation (Eso), la società europea di riferimento per le patologie cerebrovascolari. «Già in passato si era visto che la malnutrizione e livelli di colesterolo molto bassi aumentavano il rischio di ictus emorragico, quindi i risultati di questo studio sono in linea con quello che sapevamo. Il tessuto celebrale dipende anche dal grasso, se questo manca aumenta la fragilità del cervello», spiega la professoressa.
Lo studio condotto dalla Tong ha rilevato tra i vegetariani una maggiore percentuale di ictus emorragici, causati dalla rottura di un vaso sanguigno danneggiato o da una malformazione arterovenosa, che possono essere fatali. «L'80% delle malattie cardio e cerebrovascolari sono prevedibili», informa Valeria Caso, «quindi bisogna controllare il peso, fare attività ma non per questo eliminare l'alimentazione sana. Giusto ridurre il rischio cardiovascolare diminuendo il consumo di carne ma attenzione, noi spesso vediamo pazienti vegani con livelli di vitamine essenziali sotto dosati». Pochi giorni fa lo studio di un'altra inglese, la nutrizionista Emma Derbyshire, metteva in guardia sui rischi derivanti dalla carenza di colina nella dieta vegana e vegetariana. Molecola fondamentale per la salute del cervello, si trova soprattutto in manzo, uova, latticini mentre le percentuali in noci, fagioli, crucifere sono molto basse, insufficienti. «Oltre ad assumere poca colina naturale, se rinunciano a latte, uova e formaggio i vegetariani o vegani stretti vanno incontro a carenze di vitamine del gruppo B, soprattutto della B12», conferma Giacinto Miggiano, direttore di dietetica e nutrizione clinica alla Fondazione Policlinico Gemelli di Roma. «Il cibo nutre cervello e corpo, la carenza di vitamine non si avverte subito ma a distanza di 5- 10 anni. Gli integratori possono essere inutili, perché la vitamina B12 può essere assorbita solo se non ci sono problemi a livelli di stomaco e di intestino», avverte il professore ricordando che gli alimenti vegetali non contengono questa vitamina essenziale, fondamentale per potenziare il sistema immunitario, produrre globuli rossi e proteggere il sistema nervoso e circolatorio.
«In Italia i casi di ictus solo calati in vent'anni da 200.000 a 150.000, ne sono colpite soprattutto le donne - per il 55% - nel periodo della menopausa e sopra gli 85 anni, ma non è più la malattia dell'anziano. Negli ultimi cinque anni la fascia maggiormente colpita è quella tra i 50 e i 60 anni», segnala la neurologa. «Sono le persone più sottoposte a stress psicosociale, hanno fumato, sono meno sane rispetto ai nostri novantenni».



