Nella settimana tra il 20 e il 25 aprile scorso una delegazione di Bank of America-Merrill Lynch, una delle maggiori istituzioni finanziarie mondiali, ha avuto alcuni incontri con personalità politiche italiane tra cui il segretario del Partito democratico, Elly Schlein, e l’ex premier ed ex Commissario Ue, Paolo Gentiloni. Non risultano alla Verità incontri con protagonisti dello stesso livello appartenenti alla maggioranza o al governo italiano, salvo contatti con un parlamentare di Fratelli d’Italia con cui non è stato possibile organizzare un faccia a faccia per via di una contemporanea missione all’estero di quest’ultimo.
Si tratta di «consultazioni» effettuate con periodicità da Bofa (così come da molte altre simili istituzioni), compiute - spiega chi è stato contattato - per avere informazioni sulla situazione politica, sulle direttrici macroeconomiche del Paese, eccetera. Ad esempio, secondo informazioni raccolte dai diretti interessati di allora, a settembre 2025 un round di questi colloqui ha riguardato, nelle settimane di ingresso nel vivo delle discussioni sulla manovra economica del 2026, esponenti di spicco della maggioranza parlamentare.
Ad aprile di quest’anno, come detto, il colosso americano, rappresentato dalla dottoressa Chiara Angeloni, Senior Europe economist and director di Bofa-ML, ha fatto scelte diverse. Il 20 aprile ha infatti incontrato a Roma Elly Schlein, che ha aderito alla richiesta di colloquio. Nessuna delle parti ha voluto commentare con La Verità il contenuto di tale dialogo, confermato dall’entourage dell’italo-svizzera. Secondo informazioni in nostro possesso non smentite dal diretto interessato, si è tenuto un contatto analogo con Paolo Gentiloni, ex premier italiano dal 2016 al 2018 e Commissario europeo agli Affari economici della prima Commissione Von der Leyen (2019-2024). Non è un grande mistero che il suo nome circoli come possibile candidato al Quirinale per la successione a Sergio Mattarella, ovviamente in attesa di sapere come finiranno le elezioni politiche.
Le scelte di Bank of America - che, secondo la nostra ricostruzione, nello stesso periodo non ha visto membri del governo italiano - vanno lette in chiave di preparazione a possibili cambi di equilibrio in Italia in un futuro prossimo? Ovviamente nella fase attuale ci si può solo limitare a speculazioni: appare in ogni caso più che ragionevole che attori internazionali di questo calibro abbiano interesse a mantenere canali di dialogo aperti con chiunque venga ritenuto un interlocutore importante nel presente o nel futuro. Da questo punto di vista la notizia per la Schlein è dunque già buona, considerando che la fase apertasi dopo la bocciatura della riforma della Giustizia al referendum del 22-23 marzo ha sicuramente indebolito le istanze di chi, dentro e fuori dal Partito democratica, meditava la sua sostituzione prima delle prossime elezioni in modo da affidare ad altri la composizione delle liste.
A conferma del ruolo non trascurabile sul piano internazionale dell’onorevole nata a Lugano 41 anni fa, è arrivata proprio ieri la notizia della sua partecipazione, prevista per oggi e domani, al Global progress action summit di Toronto, raduno internazionale in Canada di leader di sinistra di mezzo mondo. Qui, per la possibile gelosia di «Giuseppi» Conte (prossimo al rientro in pista dopo un pit stop chirurgico), è previsto un incontro personale della Schlein con l’ex presidente americano Barack Obama nella prima giornata. Sabato invece la segretaria interverrà all’assise poco prima della chiusura del premier Mark Carney, che fa gli onori di casa come Pedro Sanchez li aveva fatti al Global progressive summit di Barcellona, patrocinato dal figlio di George Soros (anche qui, Schlein presente). «La tappa in Canada», ha detto ieri la guida del Pd, «è un altro tassello di costruzione di questa rete globale di forze progressiste e democratiche che si oppongono a chi sta cercando di smantellare l’ordine mondiale».



