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La Casa Bianca taglia le Ong in Africa e vara un «Piano Mattei» sanitario
Ansa
Investimento da 11 miliardi. L’obiettivo: fornire competenze in cambio di risorse locali.
L’amministrazione di Donald Trump ha avviato una profonda ristrutturazione della cooperazione sanitaria internazionale, lanciando un programma da 11 miliardi di dollari che segna una netta rottura con il modello dell’Usaid e delle grandi organizzazioni non governative. Il progetto, battezzato «America first global health strategy», mira a rilanciare il ruolo degli Usa nei Paesi in via di sviluppo, in particolare in Africa, attraverso accordi diretti con governi, sistemi sanitari nazionali e aziende farmaceutiche, evitando l’intermediazione - finanziaria, sì, ma anche e soprattutto ideologica - del mondo delle Ong.

Nel concreto, il piano prevede lo stanziamento di 11,1 miliardi di dollari in cinque anni, accompagnati da impegni vincolanti dei Paesi beneficiari, che hanno promesso risorse proprie per oltre 12 miliardi di dollari e il raggiungimento di precisi obiettivi di performance. I fondi sono destinati soprattutto alla lotta contro Hiv e Aids, malaria e tubercolosi, oltre al rafforzamento della salute materna e dei sistemi di prevenzione. L’obiettivo è quello di costruire capacità sanitarie stabili a livello locale, riducendo la dipendenza da strutture parallele esterne.

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