Sono dovuti passare due anni, quasi tre, perché Netflix si decidesse a dare un seguito a Mercoledì, serie tv che ha saputo ripensare l'universo degli Addams colpendo il cerchio e poi la botte. Guadagnandosi, cioè, il favore di un pubblico composito, cui la spersonalizzazione della Mercoledì originale e la sua trasformazione in altro dal primo sé non ha turbato troppo. Mercoledì, con la regia di Tim Burton, ha scelto, fra gli Addams, una sola protagonista, la bimba incarognita, con le trecce lunghe e l'animo nero. E di lei, poi, ha fatto una sorta di eroina. Per carità, Mercoledì non è stata (completamente) snaturata. Il pessimismo, quella forma sottile e gotica di cinismo, l'ardente desiderio di vedere il prossimo soffrire sono rimasti. Mercoledì non ha mai sorriso, i suoi vestiti non si sono colorati. La pettinatura è rimasta intatta, il pallore è stato protetto. Ma quella ragazzina sociopatica, figlia di due genitori stralunati, ha preso le sembianze di un'adolescente moderna, che Netflix ha collocato altrove rispetto alla grande magione degli Addams. Mercoledì, nella prima stagione dello show, il cui seguito sarà rilasciato online il 6 agosto, si è trasferita alla Nevermore Academy, una sorta di Hogwarts versione emarginati.Alla Nevermore, pur rappresentata con tutti i crismi (e i classismi) della scuola americana, non studiano persone qualunque. Lì, solo i reietti sono ammessi: i figli di persone speciali, ostracizzate, però, dalla società canonica. I reietti, ciascuno a modo proprio, hanno poteri speciali. Sono lupi mannari, vampiri et similia. Sono gli Addams, che alla Nevermore hanno studiato tutti, Morticia e Peter Gomez in testa. Mercoledì, dunque, non eccepisce alla tradizione di famiglia. In divisa, nera, si unisce allo stuolo di studenti, per scoprire - nella prima stagione della serie - che un mistero aleggia sull'accademia. Una storia tetra, di omicidi e mostri. Un giallo, che la ragazzina, con il contributo di nuovi amici, risolve brillantemente, promettendo di fare altrettanto nel seguito dello show.Mercoledì, al suo secondo capitolo, non dovrebbe allontanarsi granché dalla strada tracciata con il primo. Lo show promette di seguire la brava Jenny Ortega, nuova ragazzina Addams, fra i corridoi della scuola, portandola a contatto con un nuovo, raccapricciante segreto. Sono lacrime di sangue, quelle che le solcano il viso, l'incubo che la sua migliore amica, in qualche modo, possa morire per mano sua. «Questa stagione sarà più grande e contorta di quanto possiate immaginare», ha dichiarato Catherine Zeta-Jones, che in questa seconda stagione ha ripreso le sembianze di Morticia, infilandosi, lei pure, nel passato e nel presente della Nevermore Academy.
Tim Burton è arrivato a Lucca e un’ovazione lo ha accolto. La platea del Lucca Comics & Games, il festival che di anno in anno racconta il fumetto così come le culture collaterali lo hanno declinato, si è alzata in piedi. «Maestro», ha urlato qualcuno, «Grazie». Tim Burton ha abbozzato. Un sorriso imbarazzato gli è comparso in volto, quasi a dire che ancora, alle manifestazioni collettive di gratitudine e ammirazione, non si è abituato. Poi, dietro gli occhiali fumé, gli occhi hanno abbracciato la folla e il «Maestro», così come è stato ribattezzato, si è seduto. Tim Burton ha detto poche parole, nei quarantacinque minuti in cui è rimasto sul palco del Lucca Comics & Games. Ma il poco di cui ha fatto uso è stato sufficiente a rendere conto di quanto personale sia il progetto, il primo televisivo, che lo ha portato in Italia: Mercoledì, una serie Netflix per raccontare gli Addams oltre l’immaginario nel quale sono nati e prosperati.
Mercoledì, otto episodi disponibili online dal 23 novembre prossimo, non è una lettura classica degli Addams e della loro bambina. «Sono cresciuto con la Famiglia Addams, con quei fumetti. E, nonostante io sia un uomo, mi sono sempre sentito affine a Mercoledì. Ho sempre pensato di avere il suo stesso sguardo sulla vita, una prospettiva in bianco e nero. Mercoledì, però, è sempre stata raffigurata come una bambina. Volevo andare oltre, immaginarla altrove: una ragazza in rapporto con la scuola, con la famiglia, con la terapia», ha spiegato il regista, la cui serie televisiva è una creatura ibrida, a mezza via tra il reboot e il revival. In Mercoledì, così come Tim Burton l’ha scritta per Netflix, la ragazza pallida con le trecce scure vive un presente parallelo, reietta ai margini di una società dove ci sono mostri e stranezze. I genitori, Morticia (Catherine Zeta-Jones) e Gomez (Luis Guzmán), l’hanno levata dalla scuola canonica per mandarla alla Nevermore Academy, il liceo degli esuli. Ed è lì, tra emarginati che dovrebbero alleviare il suo disagio sociale, che Mercoledì si scopre un’altra volta sola. Sola di una solitudine che per la piccola Addams, il volto (perfettamente calzante) di Jenna Ortega, è preludio di uno stato paradisiaco. Estasi in potenza. Mercoledì Addams anela alla solitudine, ma il suo piano per esistere senza il mondo è destinato ad un brusco arresto. Mercoledì, di cui Tim Burton e Netflix hanno chiesto di non divulgare alcuno spoiler, assume presto le sembianze di un thriller, un mistero. Ed è Mercoledì, cinica e franca, a doverlo risolvere, mentre doveri e piaceri si mescolano a creare un universo nuovo, riflesso di Tim Burton più che degli Addams.
«Ho avuto problemi di salute mentale per tutta la mia vita», ha esordito il regista a Lucca, spiegando di aver voluto portare dentro la serie tematiche contemporanee, che avessero al contempo un legame personale con il suo passato. «Mercoledì è un’esclusa fra gli esclusi, una che non desidera in alcun modo unirsi alla festa. È com’ero io ai tempi della scuola», e non solo. Tim Burton ha spiegato di condividere con il personaggio molto più della sua natura manifesta. «Come la mia Mercoledì, anch’io ho paura di Internet. Ogni volta che lo uso, finisco risucchiato in un buco nero colmo di video e gattini. Sono certo che potrebbe essere usato per il Bene, ma sono altrettanto certo che il più delle volte venga usato per il Male», ha continuato Burton, raccontando di genitorialità e scuola, di TikTok e Instagram, di un mondo ibrido in cui il passato – gli Addams – è il pretesto per scandagliare il presente e analizzare il privato.




