magistrati per il sì

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Nessuna Apocalisse, basta leggere il testo del referendum sulla giustizia. Sinistra traditrice
Nel riquadro, Jacqueline Monica Magi, giudice penale al tribunale di Pistoia (Ansa)
Jacqueline Monica Magi, giudice penale al tribunale di Pistoia: dalla Bicamerale in poi, i dem hanno sempre sostenuto la separazione delle carriere. Ora, invece, la ripudiano perché l’ha fatta la destra.

Il 22 e 23 marzo si va alle urne per il referendum sulla legge costituzionale che riguarda la separazione delle carriere requirenti-giudicanti e le modalità di composizione dei nuovi Consigli superiori della magistratura e la nascita dell’Alta corte disciplinare. È un referendum importante, su una riforma attesa da anni, che viene a completare il disegno costituzionale del 1948 e quello del nuovo Codice di procedura penale varato nel 1988-1989 dall’impianto accusatorio.

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Noi magistrati del Sì ci stiamo battendo per il nostro 25 aprile
Nel riquadro, Natalia Ceccarelli, giudice Corte d’appello di Napoli (iStock)
Natalia Ceccarelli, giudice Corte d'appello di Napoli: «Siamo diventati parte di una vera "primavera" e siamo amati dalla gente. Serve un futuro senza correnti e raccomandazioni».

Quando Carmen Giuffrida mi ha chiamato, in una fredda mattina di gennaio, e mi ha proposto di aderire al manifesto di un manipolo di magistrati per il Sì, confesso, ho tentennato. Non per la giustezza dello schieramento - di cui non dubitavo, avendo avuto modo di osservare da vicino le allegre scorribande correntizie - bensì per il timore della lapidazione che, puntuale, si sarebbe abbattuta sul miniclub di kamikaze in gestazione.

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