luigi veronelli

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La bottiglia giusta è quella con quattro «T»
(IStock)
Terra, territorio, tradizione e tipicità in base ai teoremi di affinità e di regionalità. Ma quel che più conta è l’armonia: perché con un grande piatto e un immenso vino si può arrivare a uno scontro frontale. Anche se certe volte la teoria degli opposti...
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Veronelli, iniziatore della telecucina italiana
Luigi Veronelli (Getty Images)
Fu negli anni Settanta con il popolarissimo «A tavola alle 7», a fianco dell’attrice «cuoca» Ave Ninchi, che avvenne la definitiva consacrazione del giornalista nel pantheon degli esperti di enogastronomia. Sempre puntando a qualità del prodotto e al contesto.
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Veronelli, l’uomo che «camminava la terra»
Luigi Veronelli (Ansa)
Sostenitore del «mangiarbere» nazionale, a partire dagli anni Sessanta è stato il testimone della nascente cultura gastronomica ed enologica. Giornalista ed editore, supportò «l’arte del gusto». La sua vera missione: far conoscere l’Italia rurale e contadina.
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I sapori padani conquistarono anche Cesare
Gianni Brera (Getty Images)
Il libro «La pacciada» (l’abbuffata), scritto con Veronelli, è la guida in una terra, quella lombarda, che ha avuto in Gianni Brera un cantore. Perché «due millenni dopo non vi è traccia dei piatti di Lucullo e Trimalcione, ma gli asparagi sono ancora buon cibo».
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