Bergoglio, assente alla Cop 28, affida il suo messaggio al Segretario di Stato Parolin. Rilanciando le tesi radicali della «Laudate Deum» e accusando i «nazionalismi».
Con «Laudate Deum», il Papa esalta la cura della natura, a scapito di quella dell’anima. Un cambio di paradigma che rischia di rendere negoziabile perfino il valore della vita.
L’esortazione assolve il Dragone, grande inquinatore: una carezza a Xi dal Pontefice vicino ai Clinton, che sono sponsor della Cina nel Wto e finanziano gli attivisti radicali.
Il Papa chiede che le decisioni degli organismi mondiali diventino «vincolanti», a prescindere dalla volontà dei cittadini. Ma se lo sono sull’agenda verde, possono esserlo anche sull’ideologia gender o sull’aborto.
Cataclismi causati da mezzo grado in più di temperatura, confusione sulle emissioni pro capite, equivoci sulla scienza fatta a maggioranza: il testo della «Laudate Deum» è tecnicamente inesatto.