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«Sta arrivando il più pericoloso video dell'anno, ostacolato da Emma Bonino, odiato dalle femministe di tutto il mondo, temuto dalle élite e messo all'indice dai radical chic»: sono le parole usate per il lancio del video ufficiale del prossimo Congresso mondiale delle famiglie (World Congress of Families), per la prima volta in Italia, a Verona dal 29 al 31 marzo, annunciato così sul sito e sui profili social di Pro Vita e Generazione Famiglia dal presidente del Wcf Verona XIII Antonio Brandi e dal vice presidente Jacopo Coghe.

«Sarà la kermesse più importante del 2019» promettono gli organizzatori che hanno attirato l'attenzione dell'ex radicale Emma Bonino e la sua interrogazione parlamentare che chiede di revocare il patrocinio ottenuto dal governo italiano, che si somma a quelli della Regione Veneto e della Provincia di Verona. «Lo scandalo», scherzano Brandi e Coghe, «sono le tematiche che saranno affrontate durante il congresso come la bellezza del matrimonio, perché per noi la famiglia è l'istituzione sociale originaria che getta le fondamenta di una società moralmente responsabile. Poi si parlerà anche di diritti dei bambini, ecologia umana integrale, la donna nella storia, la crescita e crisi demografica, la salute e dignità della donna, tutela giuridica della Vita e della Famiglia, politiche aziendali per la famiglia e la natalità».

Confluiranno rappresentanti istituzionali come il Ministro delle Famiglia e delle Disabilità Lorenzo Fontana e il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti, ma anche esperti, organizzazioni non governative e famiglie dai cinque continenti.

Per avere ulteriori notizie, occorre attendere la conferenza stampa di presentazione dell'evento. Per partecipare, basta registrarsi QUI

Comune di Roma sconfessato, vittoria Pro Vita e Generazione famiglia

Il presidente del Gran Giurì dello Iap (Istituto di autodisciplina pubblicitaria) ha giudicato non offensivi i manifesti anti-utero in affitto. Pro Vita e Generazione famiglia: «Ha vinto la verità. Ora la Raggi si scusi con noi».

«Ha vinto la verità, i nostri manifesti “Due uomini non fanno una madre #stoputeroinaffitto” non offendono nessuno; è la maternità surrogata piuttosto a essere “contraria all’ordine pubblico” come ha ben ribadito da poco il Procuratore Generale della Cassazione e a rappresentare una “violenza contro le donne” come ha stabilito il Parlamento». È la dichiarazione soddisfatta del presidente di Pro Vita Antonio Brandi, e di quello di Generazione Famiglia Jacopo Coghe, dopo che il presidente del Gran Giurì dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria ha accertato che la campagna delle due associazioni - tra le promotrici del Family Day - non viola il suo codice.

«Ora Virginia Raggi ci chieda scusa e si renda conto che sono lei e le sue trascrizioni a non essere più ammissibili. I diritti civili non possono basarsi sul calpestamento dei diritti dei più deboli» hanno aggiunto i due presidenti. «È una bella lezione alla dittatura del politicamente corretto e alla nuova ‘Inquisizione buonista’» - hanno concluso Brandi e Coghe - «che dietro falsi slogan che inneggiano all’amore, vogliono privare un bambino della sua mamma o del suo papà. Noi continueremo a difendere il diritto dei più piccoli a non essere comprati al mercato degli uteri».

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