Si avvicina la festa di Halloween e per quanto si sia scettici su questo "rito" d'importazione la ricorrenza ormai si è imposta. Speriamo di bruciare in quella notte i fantasmi della pandemia. Detto questo sarà bene ricordare che gli americani – lo hanno fatto abilmente con Babbo Natale – non si sono inventati nulla: la notte delle zucche viventi è semmai un antichissimo retaggio celtico innervatosi sulla tradizione cattolica di Ognissanti e ha come scopo la celebrazione della fine dell'estate con la promessa di una rinascita.
Saporita ricetta autunnale per questa domenica celebrando un ortaggio che di solito viene snobbato e che invece è un toccasana: il cavolfiore. Come tutte le brassicacee – dai broccoli, al fiolaro, dal cavoletto di Bruxelles fino al cavolo in foglie e alle verze – è ricchissimo di vitamine e sali minerali (tra le vitamine c'è anche la K che aiuta la concentrazione e protegge il sistema nervoso) povero di calorie – solo 25 per etto e se lo mangiate lesso con appena un filo d'olio la dieta ne sarà lieta – è un toccasana per la stagione invernale perché aiuta il sistema respiratorio.
Proponiamo in questa domenica ottobrina, quando l'aria pare vetro lucente, una preparazione campestre. Protagonisti sono i fagioli cannellini, i soli davvero bianchi che si coltivano. Prendeteli di prima qualità. Impariamo a cucinare con pochi ingredienti, ma tutti di altissimo profilo. Come la pasta che usiamo di semola di grano (senatore) Cappelli il vanto della nostra cerealicoltura.
Caterina de' Medici (Getty Images)
La futura regina consorte portò i fagioli bianchi alla Corte di Francia. La «carne del povero», nelle sue infinite varietà, ha stregato numerosi palati di talento: da Gioacchino Rossini a Giacomo Puccini, da Giuseppe Verdi a Giuseppe Giusti. Indro Montanelli fu testimonial del Sorana. A Carlo Azeglio Ciampi piaceva lo zolfino.