Per carità, la ricetta non sembra nuovissima. Anzi, è un cavallo di battaglia della sinistra. Solo che stavolta a propinarla è il commissario europeo per l’Immigrazione, Margaritis Schinas: «Di fronte alla bomba demografica, la soluzione passa attraverso una politica a favore della natalità e l’immigrazione legale». È anche vicepresidente della Commissione, però. Insomma, uno dei più fidati scudieri della baronessa Von der Leyen, che punta a venir riconfermata alla guida dell’esecutivo Ue. Entrambi illustri esponenti dei popolari, tra l’altro. Meno culle? Più migranti. Il programma per combattere la denatalità dell’Ursula bis sembra chiaro: riaprire le frontiere.
Del resto, basta ricordare un recente dibattito in aula con Rosa Estarás, pure lei del Ppe: «Abbiamo bisogno che arrivino gli immigrati» chiarisce l’eurodeputata. Schinas conferma e dettaglia con enfasi: «I talenti devono essere portati da Marocco, Algeria, Egitto e Tunisia». Gli stessi «talenti» già evocati ad aprile 2022: «Bisogna offrire a coloro che intendono emigrare l’opportunità di migliorare la propria situazione, fornendo al contempo lavoratori qualificati ai paesi ospitanti. Questo stimola l’economia, a vantaggio di tutti». E quando si discute dell’accordo tra i Paesi, il commissario spiega che «bisogna avere una politica migratoria olistica e omnicomprensiva». Al quotidiano spagnolo El Pais, lo scorso dicembre, anticipa persino l’attuale strategia: «Voglio fare una campagna che usi la migrazione come argomento per un’Europa che trova soluzioni».
Dunque: più ingressi contro la crisi demografica. Il greco Schinas, comunque, è un politico duttile. Già portavoce della Commissione durante il mandato dell’indimenticabile Jean-Claude Juncker, non si occupa solo di immigrazione. Per l’esattezza, è commissario alla «protezione dello stile di vita europeo». Ruolo che, tra l’altro, esercita con estro e acume. Durante la finale di Eurovision, massimo concorso canoro continentale, non sventolano le bandiere dell’Ue? Lui fiuta il trappolone: «A meno di un mese dalle elezioni, chi vince dal divieto?» Domanda retorica. Schinas è meglio di Maigret: «Solo gli euroscettici e i nemici dell’Europa». E adesso che Ursula agogna il secondo mandato, cosa s’inventa Margaritis per vederla nuovamente al comando della commissione? Nel 2023 decine di migliaia di giovani statunitensi si sono registrati per votare dopo un invito lanciato sui social da Taylor Swift, di sperticata fede democratica. E la regina del pop mondiale, quasi 280 milioni di follower, ora è in tour proprio nel vecchio continente. Guarda un po’. Chi meglio di lei, quindi, per chiedere ai virgulti europei di fiondarsi alle urne? «Spero proprio che qualcuno le riferisca la nostra richiesta» implora il commissario ellenico. E vista appunto la cruciale delega per lo stile di vita, aggiunge che «sono i giovani a poter sensibilizzare i giovani, più che i commissari».
Severo, ma giusto. Secondo Schinas è «cruciale», per l’imminente tornata, che l’affluenza sia alta. E se Taylor appoggiasse Ursula, come ha già fatto con Joe Biden negli Usa, beh allora per la strada verso il secondo mandato sarebbe davvero spianata. D’altronde, non è la prima volta che Margaritis si fa notare per le sue conoscenze pop. Una volta, nel mezzo di una conferenza stampa, gli citano due canzoni degli Abba. Lui replica lesto, con un verso del gruppo svedese: «Breaking up is never easy, I know». Già: lasciarsi non è mai facile, si sa. Sembra scritto apposta per la sua nostalgica baronessa, disposta a tutto pur di riacciuffare il trono.