Oltre agli ex parlamentari che percepiscono il vitalizio in base alle legislature che li hanno visti sui banchi del parlamento, ci sono numerosi casi di ex deputati o ex senatori che cumulano (la legge lo permette, quindi è tutto regolare) la rendita derivante dall’attività parlamentare con altri vitalizi legati ad altre cariche, oppure con altre pensioni. Arrivando in alcuni casi a raggiungere cifre mensili molto elevate. Ad esempio Anna Finocchiaro. L’ex ministro per le Pari opportunità percepise sia un vitalizio da parlamentare ( da 9.000 euro al mese) che la pensione da magistrato, pur avendo esercitato solo 6 anni la professione. La Finocchiaro entra in magistratura nel 1981, nel 1987 approda in Parlamento e ci resta fino al 2018. Da quell’anno inizia a percepire il vitalizio e poco dopo ha incominciato a incassare pure la pensione da magistrato, cresciuta grazie agli scatti automatici e ai contributi figurativi: nel 1996 è diventata magistrato di Corte d’Appello nel 2004 magistrato di Cassazione. Stesso percorso per il collega di partito, l’ex presidente della Camera Luciano Violante: a fatto il magistrato solo 13 anni, ma ha maturato pensione da magistrato con scatti automatici e contributi figurativi: prende 7.300 euro lordi. Cui vanno aggiunti i 5.800 euro netti di vitalizio da ex parlamentare. Se la passa bene anche Romano Prodi . L’ex premier può contare su tre entrate fisse: la pensione da ex docente universitario (4.246 euro lordi) e i vitalizi da ex presidente della commissione Ue (5.283 euro lordi) e da ex parlamentare (4.725 euro lordi).
Anche Sergio D’Antoni, ex segretario della Cisl ed ex parlamentare del Pd incassa tre assegni: il vitalizio da ex parlamentare (3.958 euro netti al mese) il vitalizio da ex consigliere regionale (3.108 euro) più 5.233 euro netti al mese come ex professore universitario che ha cominciato a incassare nel 2001 quando aveva solo 55 anni.
Pure Clemente Mastella, attuale sindaco di Benevento percepisce il vitalizio da ex parlamentare, 6.900 euro netti al mese, ma dal 2000 cioè da quando aveva appena 53 anni, incassa anche la pensione da giornalista per 397 giorni di lavoro effettivo alla Rai, prima di prendere una lunga aspettativa politica, dovuta alle numerose cariche politiche elettive ricoperte negli anni. Il suo corregionale Paolo Cirino Pomicino, esponente di spicco della Dc durante la Prima Repubblica, oltre al vitalizio da ex parlamentare (5.573 euro netti) prende anche una pensione da medico per 10 anni di lavoro all’Ospedale Cardarelli di Napoli fra il 1966 e il 1976. L’assegno, per sua stessa ammissione, ammonterebbe a 2.600 euro netti. Tripletta anche Antonello Soro, deputato (nelle fila del centrosinistra) dal 1994 al 2012 e pi garante della Privacy. Oltre al vitalizio da parlamentare (di importo sconosciuto) percepisce 5.371 euro lordi di vitalizio da ex consigliere regionale e 6.000 euro lordi come pensione da ex medico.
Anche un altro ex magistrato prestato alla politica, Giuseppe Ayala, incassa due assegni: imp da 9.000 euro lordi (circa 5.000 netti) come ex parlamentare e circa 10,000 euro lordi (6.000 netti) da ex magistrato: Mentre molti ex parlamentari nascondono l’entità delle loro entrate, Ayala ha tranquillamente a mostrare i due assegni in Tv durante una puntata della trasmissione di La7 Di Martedì.
In passato aveva suscitato clamore il caso della pensione da magistrato percepita dall’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. L’esponente democristiano percepiva infatti 4. 766 euro netti al mese pur avendo indossato la toga solo 36 mesi. Scalfaro aveva iniziato a percepire l’assegno dall’Inps nel 1988 (4 anni prima di essere eletto al Quirinale) con 42 anni di contributi sostanzialmente offerti dallo Stato (con scatti automatici) mentre era in aspettativa politica.



