commercio

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Marco Fortis: «L’Italia terrà botta sui nuovi dazi»
Marco Fortis, direttore della Fondazione Edison (Imagoeconomica)
L’economista: «Per la Ue tassare i servizi Usa è un’opzione, ma è meglio non fare la voce grossa: si rischia l’inflazione. La linea dialogante della Meloni può pagare, Macron si differenzia solo per ragioni di visibilità».

Più di un americano su due, secondo dei recenti sondaggi, pensa che Trump con l’avanzare dell’età sia diventato imprevedibile. E le sue ultime decisioni in politica estera e interna lo dimostrano. «Come anche il suo discorso di puro trumpismo al Congresso di un’ora e 48 minuti della scorsa settimana» aggiunge Marco Fortis, economista e direttore della Fondazione Edison, che per definire il presidente Usa utilizza un aggettivo che ci colpisce, ovvero «Trump è bizzoso».

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L’intesa Ue-India è uno schiaffo alla realtà
Narendra Modi e Ursula von der Leyen (Ansa)
Con l’accordo di libero scambio, l’Unione cerca di perpetuare quel modello fallimentare che ci ha condannato al declino: invece di constatare la fine della globalizzazione e puntare sui consumi interni, come suggerisce perfino Draghi, cerca mercati di sbocco.

La specialità della casa dell’Unione europea, in qualsiasi campo, è il rifiuto della realtà. O, elemento complementare, il prevalere ottuso dell’ideologia. Difficile trovare altre parole di fronte a una burocrazia che, nonostante i numerosi e inequivocabili segnali sulla fine della terza globalizzazione, insiste con anacronistici (e suicidi) accordi di libero scambio.

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Con l’intesa India-Ue rischiamo l’invasione di tè, riso e tessuti. Ridono vino e chimica
Antonio Costa, Narendra Modi e Ursula von der Leyen (Ansa)
Nuova forzatura della Von der Leyen che penalizza la nostra agricoltura. Occasione per l’export di macchinari e farmaci.

Bisognerà che prima o poi s’indaghi perché Ursula von der Leyen ce l’ha con i piemontesi, i lombardi e i pugliesi. E col sistema moda italiano. Qualsiasi accordo commerciale la presidente della Commissione europea stringa è sempre contro gli agricoltori e stavolta colpisce duramente il tessile. A Nuova Delhi si è costruita la «più grande area commerciale di libero scambio». Lo avevano detto anche a proposito del Mercosur, ma dalla burocrazia europea non si può pretendere uno sforzo di fantasia.

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La «dittatrice» Ursula fa affari con l’India
Ursula von der Leyen (Ansa)
Il presidente della Commissione (criticata dalla Kallas perché decide solo con i fedelissimi) firma oggi un accordo di libero scambio con Nuova Delhi che favorisce l’automotive tedesca. Mazzata per il tessile, da valutare gli impatti per il settore agricolo.

Non sarà un altro Mercosur. La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen ha lanciato messaggi rassicuranti già prima di sbarcare a Nuova Delhi, dove oggi firmerà l’atteso accordo commerciale con l’India, punto di arrivo di quasi due decenni di negoziati e anche di un trattamento di favore senza eguali giacché l’Ue non ha mai sanzionato l’India per l’acquisto di petrolio russo.

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  • Economia emergente in settori chiave come i semiconduttori, le Filippine sono importanti per il contenimento dell'espansionismo cinese nell'Indopacifico. Anche se legata militarmente ad Usa, Australia e Giappone, Manila è oggi uno dei partner commerciali più importanti per Pechino.
  • L'italiano Antonio Pigafetta, cronista di Magellano, racconta la scoperta delle Filippine nel marzo 1521 e la tragica morte del navigatore nella battaglia di Mactan.

Lo speciale contiene due articoli.

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