Caso Ariston, la Farnesina studia le contromosse: al lavoro per sbloccare risarcimenti
Scongiurare altri casi Ariston per le nostre imprese operanti in Russia e, se ciò non sarà possibile, prevedere un meccanismo di risarcimento operante a livello europeo. È questa, in estrema sintesi la conclusione cui è giunto ieri il Tavolo di lavoro per le imprese italiane in Russia, convocato alla Farnesina dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, dopo la decisione di Mosca di nazionalizzare «temporaneamente» 21 aziende straniere che hanno stabilimenti e lavoratori sul suolo russo, tra le quali la Ariston, che produce scaldabagni e impiega circa 200 operai locali. Al Tavolo, che nelle intenzioni del governo deve considerarsi permanente, hanno partecipato, oltre il ministro, il presidente di Ice Agenzia, Matteo Zoppas, funzionari del ministero dell’Economia e del ministero delle Imprese e del Made in Italy, di Confindustria, Abi, Confapi e Filiera Italia e aziende con rilevanti investimenti nella Federazione Russa. Alla riunione era inoltre presenti rappresentanti dell’ambasciata d’Italia a Mosca e i vertici delle associazioni imprenditoriali italiane in Russia.
«Ho voluto organizzare questo incontro», ha spiegato Tajani, «convocato a seguito delle recenti misure disposte dal governo russo nei confronti di alcune aziende straniere, tra cui Ariston Thermo Group, perché il governo, da sempre a fianco delle aziende all’estero, è fermamente convinto che il dialogo con il mondo delle imprese e con le associazioni di categoria sia cruciale in questa fase per affrontare il complesso quadro russo». «Il presidente Meloni», ha aggiunto, «si è interessato direttamente e tutti i ministeri competenti sono al lavoro. Come Farnesina, ci siamo attivati da subito a Roma, Bruxelles e Mosca». Quanto alle possibili misure da mettere in campo di fronte alle iniziative russe, Tajani ha ribadito l’intenzione dell’Italia di muoversi su un piano di buon senso, agendo di concerto con l’Ue ma cercando di recidere l’esile filo diplomatico ancora in piedi con la leadership russa. «Consideriamo la scelta russa su Ariston», ha affermato il vicepremier, «una violazione del diritto internazionale e come governo siamo al fianco delle imprese e tutti i ministeri competenti si sono mobilitati. Come governo», ha aggiunto, «siamo a fianco delle imprese: so che il presidente del Consiglio ha parlato anche direttamente con Merloni. Tutti i ministri competenti sulla vicenda si sono mobilitati, vogliamo mettere a disposizione di tutte le imprese che operano in Russia la massima tutela possibile da parte del governo. È una questione», ha detto ancora Tajani, «non solo italiana, ma europea e internazionale. Vogliamo impedire che ci siano operazioni analoghe in futuro».
Nel caso - molto probabile - che Mosca non torni a più miti consigli, il capo della nostra diplomazia ha confermato che «l’Italia sta lavorando per trovare una soluzione che permetta un risarcimento del danno subito dalle imprese colpite dalle sanzioni russe». Un impegno che secondo il ministro conferma «il sostegno del governo alle aziende italiane» in un «quadro complesso». Estendendo il discorso al conflitto in generale, Tajani ha voluto ricordare, rivolgendosi indirettamente al Cremlino, che il nostro paese «è portatore di «una posizione equilibrata»: «Pur sostenendo il diritto dell’Ucraina di rimanere un Paese libero», ha sottolineato, «abbiamo sempre detto che noi non siamo in guerra con la Russia e che non invieremo mai militari italiani in Russia».



