Europa e America discutono da settimane dell’idea di sequestrare gli asset russi e poi si stupiscono se il Cremlino reagisce, prendendo il controllo di fabbriche come Ariston. E a farne le spese alla fine sono le imprese, che con il conflitto non c’entrano nulla.
Scambi di accuse tra la Farnesina e l’ambasciata russa dopo la nazionalizzazione degli stabilimenti di Vsevolozhsk. Per i diplomatici di Putin «la responsabilità è dell’Italia che ha sacrificato i suoi interessi».
Zelensky riceve Stoltenberg e bacchetta l’Occidente: «Senza un invio veloce, non potremo stabilizzare il fronte». Ma Scholz nega ancora i missili Taurus.
Lo storico dirigente Rai, Mario Maffucci: «Sarà una sfida per Amadeus e Fiorello, oltre che una difficoltà per i cantanti». Sulla tv italiana: «Facciamo fiction provinciale, mentre i talk politici mi inquietano: sembra propaganda».
Guai a toccare il festival targato Rai. Ma di alzare il sipario sul resto non si parla. Rischia di saltare per sempre un settore economico molto importante. E potrebbero sparire anche cineforum e compagnie amatoriali, così radicati nel tessuto culturale italiano.
Giampaolo Letta, amministratore delegato di Medusa: «La programmazione dei film richiede tempo, molte pellicole attendono da mesi e c'è il pericolo che si sovrappongano a quelle che usciranno dalle rassegne di Cannes e Venezia».
Gli enti della lirica hanno organizzato «tournée» sul Web e ora pretendono attenzione per cantanti e orchestrali: «L'opera aiuta a ritrovare il senso della comunità».