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L’Anm detta al governo le riforme da fare
Rocco Maruotti, segretario generale dell'Anm (Imagoeconomica)
Il sindacato dei magistrati si dice disponibile al dialogo «evitando contrapposizioni frontali», ma intanto elenca le leggi di suo gradimento e chiede assunzioni. Il successore del presidente dimissionario Parodi potrebbe essere eletto già sabato.

Il giorno dopo la bocciatura della riforma della giustizia l’Associazione nazionale magistrati da un lato tende la mano alla politica, ma dall’altro passa all’incasso per ottenere quel riconoscimento di interlocutore principale che il centrodestra non ha mai visto di buon occhio. Il segretario generale dell’Anm, Rocco Maruotti, ha spiegato così la posizione delle toghe associate: «Non ci siamo intestati una vittoria e siamo pronti a tornare sugli otto punti da cui siamo partiti il 5 marzo del 2025 nell’incontro a Palazzo Chigi.

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