- Il consigliere di Roberto Speranza tira dritto su un altro richiamo in primavera. L’organismo internazionale: «Non si esce dalla pandemia a colpi di booster». Pierpaolo Sileri: «Prima i dati».
- Bollettini incompleti: Omicron non risparmia vaccinati con doppia dose e già contagiati.
Lo speciale contiene due articoli.
In piena campagna vaccinale per la terza dose (booster) anti-Covid, prevede la necessità di un quarto richiamo da fare a maggio o giugno, Walter Ricciardi, solerte consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza. La proposta, lanciata in un’intervista al Messaggero, oltre ad avere scarse basi scientifiche e ad alimentare la confusione, è in netto contrasto anche con quanto espresso dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), dove Ricciardi, tra l’altro, siede in consiglio come rappresentante per l’Italia.
Probabilmente il professore di Igiene della Cattolica di Milano si è ispirato a quanto messo in campo recentemente da Israele che, primo Paese a partire con il booster e a prevedere il richiamo, ha però di fatto bloccato, nei giorni scorsi, la quarta somministrazione. Incurante, Ricciardi però tira dritto e mette in guardia sull’impennata «impetuosa» dei contagi a gennaio in Italia che quest’anno, osserva, ha lottato bene contro il virus. «Abbiamo subìto la conseguenza delle scelte sbagliate di altri», secondo il professore. «Non è un caso che le tre varianti che hanno caratterizzato il 2021, siano arrivate da Paesi simbolo. La prima dal Regno Unito, che non ha fatto nulla per fermare il virus. La seconda dall’India, che aveva abbassato la guardia. E quest’ultima dal Sudafrica, dove si è diffusa perché la copertura vaccinale è minima. Ora finiamo il 2021 con una quarta ondata superiore per casi alle precedenti e la necessità di accelerare sulla terza dose». Non si capisce bene perché per Ricciardi «ci sarà bisogno di una quarta» dose che definirebbe «richiamo» tra alcuni mesi, «a maggio o giugno» se, come ammette, «per l’aumento dei casi le norme che abbiamo si sono dimostrate efficaci. L’impennata dei casi è impetuosa ma grazie al vaccino preme poco sulla rete ospedaliera rispetto al passato». Il consulente di Speranza, inoltre, prevede che a gennaio «andremo oltre i 100.000 contagi al giorno», ma non crede «tornerà il lockdown totale: le regioni diventeranno arancioni e rosse, con le limitazioni che conosciamo. Ci saranno restrizioni solo per i no vax, perché a pesare sui sistemi sanitari saranno loro’».
Di tutt’altro avviso è però l’Oms che boccia la terza dose, figurarsi la quarta. «È probabile che i programmi con le dosi booster generalizzate prolunghino la pandemia invece di porre fine» alla diffusione del Covid, per il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, che sottolinea come le campagne incentrate sulla terza dose di vaccino Covid rischino di produrre risultati opposti a quelli sperati. «È importante ricordare che la stragrande maggioranza dei ricoveri e dei decessi riguarda persone non vaccinate, non persone prive della dose booster. E dobbiamo essere molto chiari sul fatto che i vaccini che abbiamo rimangono efficaci contro entrambe le varianti Delta e Omicron», aggiunge Ghebreyesus evidenziando la necessità di distribuire i vaccini dove scarseggiano anche le prime dosi. «Nessun Paese può uscire dalla pandemia a colpi di dose booster. E le terze dosi non possono essere viste come un biglietto per andare avanti con le festività programmate, senza bisogno di altre precauzioni», avverte. «Mentre alcuni paesi stanno lanciando programmi con il richiamo» delle vaccinazioni per tutta la popolazione, ricorda, «solo la metà degli stati membri dell’Oms è stata in grado di raggiungere l’obiettivo di vaccinare il 40% della propria popolazione entro la fine dell’anno, a causa degli squilibri nell’offerta globale» di dosi.
Ha frenato sulla quarta dose anche Israele, all’avanguardia nella campagna dei richiami e per questo di riferimento a livello globale, anche se ha solo il 60% della popolazione vaccinata. Il ministero della Sanità ha fatto scattare il semaforo rosso sul quarto richiamo – che avrebbe dovuto essere somministrato da domenica ad over 60 e personale sanitario – dopo aver esaminato i dati provenienti dalla Gran Bretagna secondo i quali la variante Omicron del coronavirus causa malattie meno gravi rispetto al ceppo Delta. È comunque in corso uno studio sul quarto richiamo negli operatori sanitari dello Sheba Hospital di Tel Aviv, ma i dati richiedono settimane. Anche Oltreoceano «è prematuro parlare di una quarta dose», per Anthony Fauci, consigliere principale del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden.
In Italia, la voce di Ricciardi si leva solitaria perfino all’interno dello stesso ministero della Salute. Il sottosegretario Pierpaolo Sileri ha chiarito che «sia l’estensione della terza dose agli under 18 che la somministrazione di una eventuale quarta dose sono ipotesi da verificare alla luce dei numeri che emergeranno nelle prossime settimane sulla prevalenza della variante Omicron e sulla sua possibile minore aggressività, come sembrerebbe stando ad alcuni studi preliminari provenienti dal Sudafrica e dal Regno Unito». Dello stesso avviso anche Donato Greco, componente del Comitato tecnico scientifico (Cts). A differenza del consulente ministeriale, osserva che al momento «non ci sono ancora dati che giustifichino la quarta dose di vaccino anti Covid».
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