In vacanza la lettura su carta disintossica dallo stress da digitale
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L’estate è una stagione impegnativa. Ma anche bellissima. È un grande esempio di onere, sì, ma con onore (basti pensare solo a tutta quella luce che ci inonda da mane a sera). Un modello di sacrificio che vale la pena perché sì, sentiamo caldo, ma sentiamo anche il rumore delle onde del mare, se andiamo al mare, degli uccellini che cinguettano, se siamo in campagna o montagna, della musica delle feste di paese, del vociare dei vicini di ombrellone o di casa se ci stendiamo sulla sdraio nel nostro giardino.

Tutto un mondo che ci è negato nelle altre stagioni entra nel nostro e lo riempie. E una delle caratteristiche più belle dell’estate è quel tempo in più, quel tempo delle vacanze vere e proprie che possiamo dedicare al relax. Alcuni fanno vacanze in ogni stagione dell’anno ma chi non appartiene a questa categoria certamente le fa d’estate. E se non le fa nemmeno d’estate, certamente si può giovare del rallentamento del fluire del tempo che si vive in città quando tanti, se non tutti, sono partiti per le vacanze. E anche in quel tempo più lento abbiamo finalmente modo di dedicarci a una pratica che la robotizzazione e la velocizzazione delle nostre vite rende sempre più preziosa da coltivare. La lettura. Leggere fa bene e fa più bene leggere un libro di carta che sul lettore elettronico. Leggere, innanzitutto, rasserena. E già. Qualcosa di cui in queste vite sempre più di corsa abbiamo sempre più bisogno. Secondo uno studio dell’Università del Sussex nel Regno Unito, leggere un libro (ma anche un quotidiano, un settimanale, un mensile, un fumetto) in silenzio anche solo per sei minuti consecutivi rallenta la tensione muscolare e la frequenza cardiaca. I livelli di stress, leggendo per almeno sei minuti, calano del 68% e l’aspetto più sorprendente è che leggere è risultato più rilassante di altre attività che sono sempre – giustamente – pubblicizzate come rilassanti, per esempio ascoltare musica che ci piace destressa del 61%, il rituale del tè o di altre bevande calde sorseggiate con calma abbassa lo stress del 54%,  passeggiare abbatte lo stress del 42%. Leggere, insomma, vince.  Leggere rende più creativi ed elastici. Secondo un’altra ricerca, questa volta dell’Università di Toronto, dopo aver letto un romanzo o anche un racconto la mente sapeva gestire meglio situazione confuse ed incerte, affrontandole senza rigidità. Considerato quante scelte dobbiamo compiere ogni giorno, piccole e grandi, medie e minime e abnormi, si capisce come qualcosa che «elasticizzi» la forma mentis aiuti: spesso è la rigidità infatti che orienta pessime scelte o che impedisce di compierle. Una caratteristica negativa molto diffusa è l’assenza di empatia. Leggere può aiutare a diventare più empatici. Il non empatico è chi non comprende quale sia il punto di vista degli altri oppure lo comprende, ma non lo tiene in considerazione perché vede gli altri come soli strumenti, oggetti, burattini. Anche il non empatico potrebbe essere in parte aiutato dalla lettura (diciamo in parte perché un non empatico ha necessità di una relazione psicoterapeutica per guarire questa caratteristica di personalità). Leggere, infatti, costringe ad entrare in storie che non sono le sue e ciò stimola la comprensione del punto di vista diverso dal proprio.

Per il fisico, andiamo in palestra. E per la mente? Leggiamo! Leggere è una vera e propria palestra per il nostro cervello, che ha bisogno di essere allenato non meno dei muscoli. Una sessione di lettura è un esercizio per la cognitività, leggere, riassumendo, è pensare, dedurre, notare e, soprattutto, memorizzare. La lettura infatti stimola notevolmente la memorizzazione ed è utilissima a chi rischia di assottigliare la propria memoria a causa dell’età che avanza. Secondo uno studio che è stato pubblicato su Neurology, le parti del cervello coinvolte nella memoria di 294 anziani seguiti fino alla morte si erano conservate più efficienti in chi era un lettore abituale. Leggere migliora la capacità di concentrazione. Ormai viviamo in tempi in cui nemmeno la parola multitasking basta più per definire il milione di cose cui dobbiamo badare contemporaneamente. Mentre siamo col telefono in mano per telefonare ci arriva la notifica del social network, quella della messaggistica istantanea, quella della mail, nel frattempo qualcuno ci parla e magari stiamo contemporaneamente camminando, guardando la tv e così via. Una continua sollecitazione di questo tipo lascia il cervello agitato anche quando la moltitudine di stimoli cessa. In giornate che sono così e che sono sempre così, una dopo l’altra, si capisce come concentrarsi su una lettura e solo su quella, seguire il filo del racconto, sia nel senso di leggere lettera e parole una dopo l’altra e immaginare le scene descritte, sia nel senso di memorizzare la trama vera e propria, sia un esercizio prezioso e perfettamente opposto al raccattare un nanosecondo di attenzione per ognuna delle settecentomilaenovecento cose che ci invadono dall’esterno. Siamo noi ad «entrare» nel libro, ma anche nel giornale, con la nostra attenzione, e solo in quello.

Leggere è un po’ come andare a scuola. Chi legge molto, libri ma anche giornali, amplia il proprio lessico e la propria sintassi. Possono migliorare anche la grammatica, la punteggiatura e l’ortografia. Non è un caso che chi scriva di professione sia anche un grande lettore: si legge per amore della lettura, ovviamente, ma nel caso dello scrittore leggere le scritture altrui significa anche misurarsi con il risultato di una produzione scrittoria altrui: la scrittura altrui diviene un prototipo da cui farsi stimolare e lo stesso accade a chi sia solo un lettore.

Leggere cartaceo è un momento di detox digitale. Mettiamo via lo smartphone, il notebook, il notepad e rivolgiamo i nostri occhi, le nostre mani e la nostra mente a qualcosa (la carta che ospita un inchiostro e lettere alfabetiche) che esiste da millenni, che non contiene niente di elettrico, ma la cui sostanza è la cellulosa, dagli alberi. Non si pensi che la lettura dia un viatico per l’eremitaggio. È controintuitivo, ma leggere aiuta a diventare più sociali. Lo ha rivelato uno studio dell’università americana di Stanford secondo il quale i bambini che leggono di più alle scuole materne ed elementari sono più socievoli e anche meno aggressivi di quelli che non amano la lettura fuori di scuola. Anche leggere con gli altri cementa i legami. I bimbi cresciuti con genitori che leggono loro libri sono più legati alla famiglia (e arrivano a scuola con le abilità intellettive più pronte). I detrattori della lettura dicono che leggere farebbe addormentare nel senso, metaforico, di annoiare tanto da procurare sonnolenza e sonno. Fuori di metafora, di iperbole e di giudizio negativo sulla lettura, leggere qualche pagina di carta a letto aiuta a dormire meglio una volta addormentati e può anche aiutare chi soffre d’insonnia da iperattenzione a mollare il controllo e addormentarsi autonomamente grazie al relax prodotto dalla lettura. È importante leggere libri, giornali, ciò che vorrete leggere, su supporto cartaceo e non digitale. Le persone che leggono sul cellulare (e non libri, ma i social network e tanti nemmeno leggono i post ma guardano solo i video) prima di addormentarsi sono sempre di più, ma leggere su schermo non solo non fa dormire bene: rende faticoso addormentarsi, a causa dello stimolo visivo della luce dello schermo che dice al cervello che deve stare ancora sveglio. Una lucina per leggere un libro, invece, non crea questo problema.

Tra i miei ricordi più belli ci sono quelli legati alla lettura su carta. Da bambina leggevo Topolino e libri adatti all’infanzia, ricordo, tra tanti altri, Piccole donne. Leggevo anche tante poesie, in casa c’erano tanti florilegi. Lessi tutto d’un fiato L’isola di Arturo durante una vacanza, da adolescente. Ho centellinato le pagine de I miserabili di Victor Hugo, che a fine lettura elessi uno dei miei romanzi preferiti, durante una vacanza al mare, un po’ più grande che adolescente. Centellinavo perché avrei voluto che quella scrittura monumentale, meravigliosa, eterna, immensa non finisse mai. E voi, cosa state leggendo? Cosa leggerete?

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