Pregliasco mostra il lato sadico: «Influenza debole… purtroppo»
Il virologo Fabrizio Pregliasco (Ansa)

Vatti a fidare della scienza! Luciano Garofano (un po’ appassito per la verità), ex generale dei Ris si barcamena tra Dna spariti e cachinni giuridici, ma occupa il video a reti unificate.

Ed ecco un suo quasi collega che ai tempi del Covid pareva l’angelo del Signore e, manco si fosse a Lourdes, appariva il giorno e la notte in tutte le case (sia detto per inciso, lui è presidente nazionale delle Pubbliche assistenze e deve temere una penuria del mercato): ora potrebbe invocare l’articolo 346-bis del Codice penale per il «traffico d’influenze illecite».

Chi è Fabrizio Pregliasco

Il reato? Il virus quest’anno non fa paura a nessuno! Costui è il primo sponsor dei vaccini, è la quintessenza del promotore della puntura: è immutabilmente Fabrizio Pregliasco, virologo e igienista sociale nel senso che si occupa, purtroppo, di salute pubblica.

È il direttore sanitario dell’ospedale Galeazzi di Milano e, forse per assonanza, quando c’è in giro un virus ricorda un altro Galeazzi, Giampiero, detto Bisteccone (purtroppo scomparso, e ricordatevi del purtroppo), mitico sostenitore nelle sue telecronache tanto degli Abbagnale come di Panatta.

Il nostro Pregliasco, invece, se vede un Coronavirus o un più banale Orthomyxoviridae che però sempre Rna è, si lancia come Bisteccone in un tifo sfrenato: ecco che entra, attacca, aumenta il ritmo delle palate, e cioè la febbre, e finalmente conclude. Invariabilmente di rovescio perché se non c’è un po’ di minaccia che tifo è?

Il suo deve essere un tifo virale. Se poi serve anche un’ambulanza è l’apoteosi, è un oro olimpico.

La gaffe di Pregliasco sull’influenza in radio

Ebbene, con questo suo tifo da canottiere ieri il nostro si è presentato al microfono di Radio1 a Un giorno da pecora. Bei tempi quando gli italiani appecoronati lo idolatravano come un monatto catodico che dalla tv dispensava anatemi contro i no-vax, quando lui grazie al Covid faceva il co-video!

Ma si sa, le epidemie passano e la sindrome da astinenza mediatica resta. Così il nostro si è presentato in radio e, spronato dalla sublime Nancy Brilli, si è lasciato andare a una sconcertante confidenza. Gli sussurra lei al microfono: «Allora professore che tipo d’influenza sarà?».

Aggiunge Giorgio Lauro, l’altro conduttore: «Han detto che non sarà tanto forte quest’anno…».

E lui con quella faccia un po’ così che abbiamo noi quando consoliamo una vedova risponde: «Beh purtroppo…», anche lui si rende conto che è troppo, ma la voce è come un contagio, come uno sputo, uno starnuto (vedi a non avere la mascherina che ti capita?) fuggita dal sen più richiamar non vale e prova ad aggiustare: «Ho detto purtroppo, cioè stavo dicendo purtroppo perché i dati che ci arrivano dall’Australia sono benevoli rispetto a quelli di due o tre anni fa».

La giustificazione dell’ex virostar

Lauro prova a metterci una pezza: «Eh però purtroppo…». Pregliasco cerca di andargli sopra e dice: «Ma è meno lavoro, come si può dire».

Capisci il virologo? Tira alla massima preoccupazione! Lauro ci riprova: «Capisco che sia meno lavoro per lei ma…».

Incredula, Nancy Brilli gli dà un consiglio: «Ma vada in vacanza, si senta libero».

Però Pregliasco si rincuora: «Comunque saranno sempre 12-14 milioni quelli colpiti». Quando si dice nostalgia pandemia!

Lauro ci riprova: «Sì, saranno 14 milioni, ma fa differenza che sia meno forte o più forte».

La virostar concede, quasi delusa: «Certo: un conto è che sia una vera influenza, un conto che siano altre cose».

Anche perché se ti raccontano che l’influenza è leggera, è come se ci avessero raccontato che il Covid passava con tachipirina e vigile attesa, si corre meno a vaccinarsi. Purtroppo!

Da non perdere

Dalla Russia con «calore». Vodka, piacere a 40 gradi
Salute

Dalla Russia con «calore». Vodka, piacere a 40 gradi

In realtà anche i polacchi rivendicano l’origine e il nome di questa acquavite, ottenuta per lo più dalla distillazione di cereali o patate. Esiste anche quella alla frutta, ma è una variante non tradizionale e meno alcolica. Comunque la scegliate, il suo consumo deve essere occasionale.

Una mancetta per i danneggiati dal vaccino
Salute

Una mancetta per i danneggiati dal vaccino

A Firenze una donna ha subito lesioni neurologiche permanenti e irreversibili a causa delle punture imposte da Draghi e Speranza. Un uomo, dopo una dose di Moderna, è invece diventato cieco e disabile al 100 per cento. Verranno risarciti con 500 euro al mese

Gli unici alunni discriminati furono i «no vax»
Salute

Gli unici alunni discriminati furono i «no vax»

Speranza & C. oggi gridano che nelle nostre classi ci sono solo «bambine e bambini, non stranieri e italiani». Eppure, nei tristi giorni della pandemia si distingueva tra non vaccinati e vaccinati. E mentre questi andavano a scuola, gli altri venivano relegati in casa.

Frutto «invernale» dalle origini persiane. Il melone bianco è un orgoglio nazionale
Salute

Frutto «invernale» dalle origini persiane. Il melone bianco è un orgoglio nazionale

L’Italia, con la Spagna, è uno dei principali produttori europei di questo frutto dalla particolare polpa chiara. Si raccoglie tra agosto e settembre ed essendo molto longevo dura spontaneamente fino a Natale. Vera miniera di sali minerali e vitamine, offre, tra gli altri benefici, quello dell’idratazione, che spesso trascuriamo quando le temperature si abbassano.