melone bianco
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Si fa presto a dire melone. La maggior parte di noi lo sente dire e pensa al melone dalla polpa color arancione.

Cos’è il melone bianco: varianti e denominazioni


Per esempio, in molte zone della Sicilia il melone è parecchie cucurbitacee: il melone (o mellone) d’acqua è innanzitutto l’anguria anche detta cocomero, il melone di pane è il melone di polpa arancione – brevemente detto melone arancione – come il cantalupo (con consistenza «panosa» della polpa) e, infine, il melone giallo è il melone oggetto del nostro interesse, anche detto melone d’inverno o melone a polpa bianca, brevemente melone bianco.

Nel nord e nel Lazio, invece, si chiama rispettivamente anguria e cocomero la cucurbitacea dalla polpa rossa e si è ancora concordi, come nel precedente caso di non chiamare melone l’anguria, nel chiamare melone e basta il melone a polpa arancione e melone giallo o d’inverno o bianco quello di colore di polpa appunto giallo, a volte talmente chiaro da parere bianco. Abbiamo detto, comunque, che questo melone non arancione, ma giallo o bianco, si chiama anche «d’inverno».

Infatti, la caratteristica principale del melone a polpa gialla o bianca è che si tratta di un frutto invernale, mentre quello a polpa arancione è estivo. Lo chiameremo d’ora in poi per brevità melone bianco o d’inverno ed è un esponente della categoria del Cucumis melo, la varietà inodorus. A dispetto del nome, il melone d’inverno non è completamente inodore.

Certamente è meno odoroso del melone arancione estivo, è meno profumato del parente più diffuso, questo sì, e lo è per la durezza della scorza. Come accade a noi quando spruzziamo il profumo sulla pelle: più spessore di tessuto d’abiti metteremo addosso, meno si sentirà la fragranza all’esterno.

Origini storiche e stagionalità del melone d’inverno

Non si conoscono bene le sue origini storiche, ma si concorda nell’indicare come terra d’origine l’antica Persia (l’attuale Iran). Dalla quale il melone d’inverno poi si è espanso il tutto il Mediterraneo, per mano degli Egizi e dei Romani. Nel nostro… vabbè nostro e dei greci, degli spagnoli ecc., dicevamo nel nostro bel bacino, il melone d’inverno ha attecchito alla grande grazie al clima perfetto per la sua crescita.

A proposito di questo, il melone d’inverno si coltiva tipicamente in primavera, tra aprile e maggio, e la raccolta si fa a fine estate, da agosto a settembre. Perché allora ormai lo troviamo in vendita praticamente tutto l’inverno e anche dopo? Perché il melone d’inverno è naturalmente molto longevo dopo la raccolta, quindi arriva spontaneamente fino a Natale. In più, ormai si coltiva anche in serra prima delle primavera e quindi si trova al supermercato anche prima dell’estate. Non ne siamo molto consapevoli e «brandiamo» altro dal paniere culinario come simbolo di italianità, ma il melone è un orgoglio nazionale. Insieme alla Spagna, siamo i maggiori produttori europei di meloni.

La produzione in Italia e il primato nazionale

Nel 2025 abbiamo destinato alla coltivazione dei meloni circa 16.500 ettari di terreno con una produzione di circa 545.000 tonnellate, a maggioranza di melone d’inverno. Il melone estivo o arancione che dir si voglia, sebbene sia il primo a cui pensiamo quando sentiamo dire la parola melone, è una produzione secondaria al bianco. Nel nostro bello Stivale, i maggiori produttori di meloni sono la Puglia e la Sicilia, poi ci sono Lombardia ed Emilia-Romagna. Un primato, quello del melone, con avamposti a sud e a nord, a decostruire coi fatti l’idea che in Italia la terra si coltivi solo a sud.

Benefici per la salute e potere idratante

Quali sono le caratteristiche nutrizionali del melone bianco? Innanzitutto, «nutre» il portafogli cioè gli tira via un po’ meno dei soldi necessari ad acquistare altri tipi di melone o di frutta. Ciò permette di farne scorta senza limiti e questo si ripercuote sull’arricchimento, anche, della nostra salute. Includere il melone bianco nella dieta, infatti, offre tanti benefici. Innanzitutto, l’idratazione, che in inverno spesso dimentichiamo. Si tratta di un frutto composto per oltre il 90% da acqua (su 100 g di peso troviamo circa 90 g di acqua), perciò svolge una brillante funzione idratante e diuretica, favorendo l’attività renale e il contrasto alla ritenzione idrica.

Valori nutrizionali e apporto di carboidrati

Dal punto di vista dei micronutrienti, il melone bianco è una miniera di sali minerali e vitamine. Prima ricordiamoci che gli alimenti ci forniscono macronutrienti e micronutrienti. Tra i primi annoveriamo carboidrati, proteine e grassi (e, estensivamente, anche acqua e fibre) e nei secondi vitamine e sali minerali.

Grassi e proteine si trovano nel melone d’inverno in quantità veramente minime. I carboidrati (o glucidi) sono la principale fonte energetica del corpo. Si trovano in pane, pasta, riso, frutta e legumi e nel melone bianco ne troviamo un po’ meno che in quello arancione, il che vuol dire anche che rispetto al fratello estivo presenta un indice glicemico più basso.

La ricchezza di minerali: potassio, calcio e fosforo

Spicca poi l’altissimo contenuto di potassio, 230 mg ogni 100 g, che serve a regolare la pressione arteriosa e la funzionalità muscolare ed è molto interessante anche il contenuto di fosforo e di calcio. Calcio: circa 10 mg e fosforo fino a 13 mg, che sono meno di quelli dei latticini o dei legumi, ma c’è un ma che cambia tutto.

La ricchezza in fosforo e calcio è caratteristica di tanti ortaggi, non solo del melone, e la forte presenza di acqua li rende minerali altamente assimilabili dall’organismo rispetto a quelli da latticini o legumi, meno acquosi. Il calcio e il fosforo supportano la densità ossea e la robustezza dello smalto dentale. Il fosforo aiuta a contrastare la stanchezza mentale e a mantenere alti i livelli di concentrazione e memoria.

Il calcio è un messaggero chimico indispensabile per permettere ai muscoli di contrarsi e rilassarsi correttamente (incluso il muscolo cardiaco), insieme col potassio (di cui il melone bianco abbiamo visto essere ricchissimo) aiuta a regolare la pressione e a prevenire i crampi e supporta il metabolismo energetico: aiuta, infatti, il corpo a trasformare i macronutrienti (in particolare i carboidrati) in energia immediatamente spendibile dalle cellule, riducendo il senso di spossatezza quotidiana.

Profilo vitaminico e apporto calorico

Il melone d’inverno apporta anche vitamina C, 12 mg, un po’ meno del parente estivo, che funziona come un potente antiossidante che sostiene il sistema immunitario e la sintesi del collagene; poi, le vitamine del gruppo B, in particolare la vitamina B3 o niacina, 0,50 mg, pari al melone estivo, che contribuisce al corretto metabolismo energetico e alla protezione della pelle e delle mucose. Infine, il ridotto apporto calorico (circa 30-35 kcal per 100 grammi) rende il melone bianco perfetto per i regimi alimentari ipocalorici, garantendo al contempo un buon senso di sazietà grazie alle fibre solubili.

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