La risposta arriva da Bruxelles con il linguaggio felpato delle istituzioni europee. Poche righe con formule calibrate per non concedere un centimetro più del necessario.
A una prima lettura potrebbe sembrare la solita cortina di burocratese alzata davanti alle domande scomode. Ma quando si arriva all’ultima frase della mail di risposta ai quesiti posti dalla Verità il tono cambia: «La Commissione sta esaminando la questione».
E la questione ha un nome e un cognome: Paolo De Rosa, il nerd diventato papà dell’app Immuni e ingaggiato dai governi Gentiloni, Conte e Draghi a suon di affidamenti (per quasi 300.000 euro complessivi lordi), che ora lavora alla Direzione generale delle reti di comunicazione, dei contenuti e delle tecnologie, un ufficio dal nome chilometrico che nel gergo di Bruxelles si accorcia in «Dg Connect».
Dove De Rosa è «Policy officer, Cto of European digital identity framework». Ovvero l’uomo che si occupa del dossier sul portafoglio elettronico destinato a diventare la chiave con cui milioni di cittadini potranno identificarsi e accedere ai servizi nell’Unione europea.
Un incarico che, seppur schermato dalla privacy, in quelle che vengono presentate come «schede di retribuzione», si posizionerebbe in una forbice tra i 7.500 e i 13.000 euro mensili. A incidere sarebbe la complessità dei dossier trattati. Due le fasce retributive per la mansione di De Rosa: la «Ad7», di livello intermedio, e la «Ad10» per il livello «senior». Più eventuali benefit.
L’ombra di Autistici Inventati e i fari degli USA
Prima di ottenere un ufficio tutto suo, dal quale l’altro giorno De Rosa ci ha risposto al telefono, lavorava da consulente «senior», probabilmente per le stesse cifre. Correva l’anno 2022. L’esecutivo del governo Draghi era al capolinea e De Rosa ha afferrato il salvagente europeo. Meno di un anno dopo è all’interno del meccanismo.
E ora, mentre lavora all’identità digitale degli europei, dall’altra parte dell’Atlantico il governo americano ha acceso un faro sulla realtà informatica alla quale il suo nome è legato da molti anni: Autistici Inventati, il collettivo hacker appena bandito.
Sul punto, il direttore generale a capo del dipartimento in cui lavora De Rosa, Roberto Viola, tramite il suo portavoce fa sapere che la Commissione «sta esaminando la vicenda riguardante un membro del suo personale». La premessa è questa: «Prendiamo atto della decisione del governo statunitense di sanzionare la società italiana Autistici Inventati (Ai collective)».
Conflitti d’interesse: l’esame della Commissione
C’è un dettaglio, però, che rende la risposta un po’ ambigua. Prima di comunicare alla Verità che il caso è sotto esame, qualcuno a Bruxelles ha ritenuto necessario inserire nel testo questo passaggio: «I funzionari sono tenuti a dichiarare potenziali conflitti di interesse al momento dell’assunzione e a richiedere l’autorizzazione per le attività esterne».
Nessuno accusa De Rosa di aver violato queste regole. E la Commissione non lo dice. Bruxelles però sembra considerare quelle norme abbastanza pertinenti da richiamarle nella risposta e, soprattutto, ha deciso di «esaminare la questione».
Online non è rintracciabile un suo curriculum ufficiale. Ma c’è una dichiarazione formale con la quale De Rosa ha dichiarato di non trovarsi in situazioni di incompatibilità. La sua vita professionale è quasi tutto online.
I 300.000 euro dai governi italiani per Immuni e Io
Compressi i quasi 300 mila euro che, in cinque anni di collaborazione, il nerd è riuscito a ottenere dai governi italiani. Un lavoro a tempo pieno nel Dipartimento per la transizione digitale, prima in veste di «Cloud and data center strategy expert», per «definire strategie governative e gestire migrazioni complesse di dati», poi come «Chief technology officer», ovvero il capo dell’ufficio tecnologico.
La sua parentesi nella macchina governativa comincia nell’ottobre 2017, sotto il governo di Paolo Gentiloni. De Rosa ottiene il primo affidamento annuale da 80.000 euro lordi, in scadenza il 30 ottobre 2018. L’esperienza negli uffici statali prosegue a colpi di rinnovi corposi. Anche nel 2019, a cavallo tra Conte I e Conte II, il suo stipendio si attesta ancora sugli 80.000 euro lordi.
Poi il cambio di ruolo: per il triennio 2020-2022, stagione di governi a trazione giallorossa, la retribuzione annua scende a circa 45.000 euro. C’è il Covid. È il momento in cui De Rosa lavora alla creazione delle app governative finite sui cellulari di milioni di italiani. Oltre a firmare l’app Immuni, che erogava il green pass, De Rosa ha sviluppato la piattaforma IO, quella dei servizi pubblici per i cittadini.
Reazioni politiche e i domini dell’area antagonista
«Con Carlo Fidanza abbiamo chiesto alle istituzioni europee come si concilierebbe il suo incarico con la fondazione di un’associazione che ha ricevuto accuse così gravi negli Stati Uniti», commenta con la Verità Augusta Montaruli, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera.
E aggiunge: «In ogni caso la vicenda assume un contorno politico, perché non si può ammettere tra le proprie fila chi non ripudia la violenza e non collabora con le forze dell’ordine per interrompere la catena dell’odio ideologico».
Infatti, sui server di Autistici Inventati sono finiti oltre cento domini dell’area anarchica e antagonista, alcuni dei quali orientati verso la propaganda ProPal (e, secondo i Dipartimenti di Stato e del Tesoro americani, anche usati da ambienti radicalizzati e jihadisti). Compresi siti di matrice estremista riferibili all’area dei Paesi dell’ex Urss.
Latitudini non distanti dal portato ideologico che emerge dalle produzioni letterarie (Più Kaos) di cui il collettivo per anni si è fatto promotore.
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