La virologa Gismondo: «Famiglia senza colpe, la difterite si cura»
Maria Rita Gismondo (Imagoeconomica)

Sarà eseguita oggi l’autopsia sul corpicino della piccola Anna Rosa, la bimba di 4 anni deceduta a causa della difterite a Palermo.

Le indagini dell’Iss e il contagio del cugino

Alle 15.30 sarà affidato l’incarico autoptico e poi a seguire sarà effettuato l’esame nei locali del Policlinico Paolo Giaccone di Palermo. Intanto, nella giornata di ieri, è giunta un’altra conferma: è risultato positivo alla difterite anche il campione del cugino della bimba deceduta lo scorso 19 agosto.

In particolare, secondo quanto riferito dall’Istituto superiore di sanità, che ha effettuato le analisi, le «indagini molecolari condotte sul ceppo batterico isolato da tampone faringeo del paziente affetto da sospetta difterite respiratoria, hanno confermato l’identificazione della specie C. diphtheriae e la presenza del gene della tossina difterica».

L’Iss precisa inoltre che «dai referti del laboratorio dell’ospedale di provenienza gli isolati dei due pazienti (bambina deceduta e cugino) presentano lo stesso profilo di antibiotico-resistenza, mentre il sequenziamento completo è ancora in corso. Il bimbo ha sviluppato una forma non grave della malattia perché vaccinato. Al momento non risultano altri casi».

La denuncia dei genitori contro gli ospedali

Nei giorni scorsi, i genitori della piccola, Salvatore Bartolotta e Manuela Maggio, attraverso il loro legale, l’avvocato Luigi Marrandino, hanno presentato un esposto in Procura in cui chiedono che vengano accertate cause del decesso ed eventuali responsabilità, chiamando in causa i tre nosocomi che hanno avuto in cura la bimba, ovvero gli ospedali Cervello, Civico e Ospedali dei Bambini (quest’ultimo appartiene alla stessa azienda del Civico).

La denuncia presentata è tecnicamente «contro ignoti», ma la famiglia ha l’atroce sospetto che la loro bimba sia stata curata in modo «non appropriato», che sia stata sottoposta a interventi chirurgici invasivi, che avrebbero finito per peggiorare le già gravi condizioni di salute della piccola, causandone la morte.

Il nodo della mancata vaccinazione

Si tratta di ipotesi che, ovviamente, dovranno essere approfondite dagli inquirenti e soprattutto serviranno riscontri con evidenti elementi probatori. Anche perché, come emerge dalla denuncia presentata, i genitori di Anna Rosa, al momento del primo accesso in pronto soccorso, avevano avvertito i medici che la piccola non era stata vaccinata.

Tale particolare è contenuto pure nel referto dell’ospedale Cervello, rilasciato al momento delle dimissioni il 13 agosto, quando la bimba viene portata per la prima volta in ospedale e dimessa poco dopo. Infatti, i genitori della piccola hanno ribadito all’avvocato Marrandino di aver avvertito subito i sanitari che la bambina non aveva fatto le vaccinazioni.

L’analisi della virologa Gismondo sulle cure

Su questo punto, è significativa l’analisi della professoressa Maria Rita Gismondo, una delle massime esperte di microbiologia, nota a livello internazionale per il suo contributo al bioterrorismo: «Il successo dell’intervento in un caso di difterite è dovuto all’immediatezza della diagnosi e terapia.

Il test rapido per i frequenti batteri che possono dare tonsillite, se negativo, unitamente alla tipologia di membrane che si osservano sulle tonsille (a maggior ragione se si conosce che il bambino non è vaccinato) dovrebbe suggerire un test specifico che dà una risposta immediata. In caso di positività, l’immediata terapia che blocca la tossina difterica salva dall’attività distruttiva degli organi e dalla morte. È andata così?».

L’indagine e la difesa della famiglia

Dopo la morte della bimba, la Procura di Palermo ha iscritto nel registro degli indagati i genitori della piccola per omicidio colposo perché accusati di non aver vaccinato la loro figlia. Intanto, da ambienti vicini alla famiglia, si apprende che i genitori di Anna Rosa non sono «no vax», essendo loro stessi vaccinati e avendo vaccinato anche gli altri quattro figli.

Su questo, la professoressa Gismondo ha precisato: «Per quanto riguarda il polverone sollevato sui genitori, invito a leggere la cosiddetta legge Lorenzin. La vaccinazione è obbligatoria per l’accesso alla scuola e le pene eventuali per i genitori non adempienti sono solo amministrative, pertanto tutte le altre minacce legali sono infondate. Solo rispetto per il loro dolore».

Il calvario ospedaliero della piccola

Nella denuncia presentata dalla famiglia viene ricostruito il calvario della bimba, che il 13 agosto era stata portata in ospedale perché non stava bene. La mamma si era rivolta dapprima alla pediatra e poi, a causa del peggioramento dei sintomi, ha portato la piccola all’ospedale Cervello di Palermo.

Qui – è sempre il racconto della famiglia contenuto nell’esposto – dopo circa due ore e mezza viene dimessa con una diagnosi di «stato febbrile» e «tonsillite». La bimba torna a casa, ma le sue condizioni di salute non migliorano, nonostante la terapia farmacologica indicata al momento delle dimissioni.

A quel punto, i genitori la riportano in ospedale il 15 agosto: il quadro clinico precipita rapidamente e si rende necessario intervenire chirurgicamente. Anna Rosa viene operata agli Ospedali dei bambini e poi trasferita in terapia intensiva al Civico, dove muore.

Da quel momento, la sua famiglia è stretta in un immane dolore e vuole conoscere la verità, vuole capire perché la vita di quella bimba solare e gioiosa è finita nel lettino di quell’ospedale. Alcune risposte potrebbero arrivare già dall’esame autoptico.

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