Un vaccino personalizzato contro il cancro sviluppato da Moderna e Merck ha centrato l’obiettivo principale nel primo studio clinico di fase 3, facendo compiere alle due aziende un passo decisivo verso una possibile richiesta di autorizzazione.
La notizia ha provocato una reazione immediata a Wall Street: le azioni Moderna, dopo l’annuncio, sono arrivate a guadagnare oltre il 120%, mentre Merck è salita di oltre il 10%.
Il trattamento sperimentale utilizza la tecnologia a mRna ed è costruito sulle caratteristiche genetiche del tumore del singolo paziente.
Nello studio è stato somministrato insieme a Keytruda, l’immunoterapia di Merck già utilizzata come standard di cura nel melanoma.
La sperimentazione ha coinvolto più di 1.100 pazienti con melanoma ad alto rischio o avanzato, nei quali il tumore visibile era stato completamente rimosso chirurgicamente.
Moderna e Merck, il vaccino riduce il rischio di recidiva del melanoma
Secondo i risultati preliminari annunciati dalle aziende, la combinazione ha prolungato in maniera statisticamente significativa il periodo trascorso senza una recidiva rispetto alla terapia con il solo Keytruda.
Il trattamento ha inoltre ridotto il rischio che il tumore si diffondesse in parti distanti dell’organismo. Lo studio continuerà per valutare altri parametri, compreso l’impatto sulla sopravvivenza complessiva.
«È un momento importante per la medicina, un momento importante per i pazienti», ha dichiarato l’amministratore delegato di Moderna, Stéphane Bancel. Merck e Moderna intendono ora discutere i dati con le autorità regolatorie.
Dean Li, presidente dei Merck Research Laboratories, ha spiegato che i primi confronti con le agenzie competenti potrebbero iniziare «nei prossimi mesi».
Il risultato assume particolare rilievo perché riguarda il melanoma, che rappresenta una quota minoritaria dei tumori della pelle ma è responsabile della maggior parte dei decessi legati a queste neoplasie. Nei pazienti sottoposti a intervento chirurgico, uno dei principali problemi resta infatti il rischio che la malattia ritorni negli anni successivi.
Jane Healy, responsabile dello sviluppo oncologico precoce di Merck, ha definito «molto incoraggiante» il miglioramento osservato rispetto a Keytruda da solo, parlando di un beneficio «clinicamente significativo».
Come funziona il vaccino costruito sulle mutazioni del tumore
La tecnologia rappresenta anche una prova decisiva per la strategia dei vaccini oncologici personalizzati. Ogni tumore presenta infatti un proprio insieme di mutazioni. Il vaccino di Moderna e Merck viene realizzato analizzando il tessuto tumorale del singolo paziente e individuando specifici bersagli, chiamati neoantigeni, contro i quali addestrare il sistema immunitario. Keytruda interviene parallelamente rimuovendo uno dei «freni» che possono impedire alle cellule immunitarie di attaccare il tumore.
Le due aziende stanno già sperimentando lo stesso approccio anche nel tumore del polmone non a piccole cellule, nel carcinoma della vescica e nel carcinoma renale.
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