Pure Figliuolo rivela gli sprechi di Arcuri: «Stava per buttare 492 milioni negli hub»
Il generale Francesco Paolo Figliuolo (Ansa)

Non accenna a placarsi la polemica politica, dopo la relazione del generale Francesco Paolo Figliuolo davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid presieduta da Marco Lisei, avvenuta martedì.

L’ex commissario ha scelto il linguaggio dei numeri, dei contratti e dei magazzini, e tanto è bastato a condannare l’operato del suo predecessore.

La vicenda di Figliuolo e Arcuri durante il Covid

La macchina che trovò il 1° marzo 2021, subentrando a Domenico Arcuri, il manager scelto da Giuseppe Conte, spiega perché sulla spesa pubblica dell’emergenza comincino ad affiorare certezze. Il primo numero è 253.000 metri cubi. Tanto era il materiale accatastato in 28 magazzini di Sda express courier al momento del passaggio di consegne.

La nuova struttura dovette censirlo, inviando team militari per capire cosa fosse utilizzabile e cosa dovesse essere smaltito. Ma non si trattava solo di un problema di spazio: il contratto con Sda aveva un valore presunto di 100 milioni di euro ed era già integralmente assorbito.

Lo stoccaggio costava 2,70 euro per metro cubo al giorno. Figliuolo rinegoziò la tariffa portandola a 80 centesimi: oltre il 70% in meno e, sui volumi effettivamente custoditi, un risparmio quantificato in 20 milioni al mese. Dentro quei depositi c’era di tutto, ma c’erano soprattutto mascherine.

La relazione spiega infatti che, una volta insediato, Figliuolo non avviò nuovi acquisti generalizzati di chirurgiche: si concentrò sulle giacenze ereditate, sulla distribuzione di ciò che poteva ancora servire e sulla gestione del materiale ormai inutilizzabile. Il caso più clamoroso riguarda 218,5 milioni di mascherine di comunità, prive di marcatura Ce e prodotte senza la preventiva valutazione dell’Istituto superiore di sanità, che non potevano più essere impiegate come dispositivi di protezione dopo la fine del regime derogatorio.

Si tentò prima di venderle, con due indagini di mercato, a giugno e ottobre 2021. Nessuno le volle. Si tentò anche di recuperare la materia prima, ma costi di trasporto e difficoltà tecniche lo impedirono. Alla fine si procedette allo smaltimento.

La questione delle mascherine

Ma il capitolo più significativo porta direttamente in Cina. Figliuolo precisa che la sua struttura non acquistò quelle mascherine: gli acquisti erano già stati effettuati dalla precedente gestione. Al momento del subentro il materiale risultava già acquisito e stoccato nei magazzini logistici cinesi di Shenzhen, Guangzhou, Xi’an e Changsha.

Alla nuova struttura toccò quindi svuotare quelle giacenze e riportarle in Italia. E anche questo aveva un costo. La scarsità di container ferroviari e il costo dei voli imposero una scelta: per i carichi meno urgenti, comprese chirurgiche, Kn95 e Ffp2, fu privilegiata la via navale, lasciando l’aereo ai materiali urgenti. Per mare furono utilizzate 18 navi e 165 container da 40 piedi, per circa 8.833 metri cubi di materiale.

Non c’erano soltanto le scorte: la struttura si trovò legata anche da contratti della fase precedente, quando fabbisogni, prezzi e mercato erano diversi. Alcune forniture erano concluse, altre ancora da pagare, altre continuavano a produrre effetti.

Figliuolo ordinò di passare ogni contratto al setaccio: verificare utilità, quantità, prezzi e margini per ridurre gli impegni. Non sempre era possibile liberarsene. Dove i vincoli giuridici lo consentivano si rinegoziava; altrove bisognava onorare obbligazioni già assunte. Lo stesso metodo fu applicato alle altre forniture.

Le tute passarono da circa 10 milioni di pezzi, per 88 milioni di euro, a poco più di 5 milioni, per circa 44 milioni. Sul gel per le scuole gli impegni calarono di oltre 4,2 milioni; su siringhe e aghi il risparmio fu di circa 1,5 milioni.

La ciliegina sulla torta della gestione Covid di Arcuri

E poi, dulcis in fundo, ci sono le famigerate «Primule». Il progetto simbolo della gestione Arcuri prevedeva padiglioni vaccinali temporanei: base d’asta da 8,6 milioni per almeno 21 strutture, ma possibilità di arrivare a 1.200 unità. Con un costo di circa 410.000 euro ciascuna, l’esborso potenziale avrebbe potuto toccare 492 milioni.

Quando Figliuolo arrivò, la gara era sospesa e le offerte non erano state aperte. Il generale la cancellò: l’Italia disponeva già di strutture utilizzabili.

È questa la linea che attraversa tutta la relazione: continuità amministrativa, sì, ma «evitare automatismi». Una formula burocratica dietro la quale affiora una cesura netta.

Al suo arrivo Figliuolo trovò anche più di 10.800 fatture ancora da processare, per oltre 1,35 miliardi di euro. Mise nella struttura un magistrato della Corte dei Conti e un avvocato dello Stato, entrambi a titolo gratuito.

Per Alice Buonguerrieri, di Fdi, l’audizione ha confermato l’utilità della commissione per fare luce sugli sprechi della prima fase. Altri esponenti di maggioranza hanno richiamato giacenze, mascherine da distruggere e contratti ereditati, chiedendo a Pd e M5s di spiegare quelle scelte.

Figliuolo, dunque, ha scelto la linea della sobrietà: raccontando ciò che trovò e ciò che decise di cambiare. Ma tanto è bastato per mostrare quanto è stata dissennata la stagione di Arcuri. Per farlo non sono serviti aggettivi: sono bastati i magazzini, i contratti e i conti.

Da non perdere

Salute

Gli unici alunni discriminati furono i «no vax»

Speranza & C. oggi gridano che nelle nostre classi ci sono solo «bambine e bambini, non stranieri e italiani». Eppure, nei tristi giorni della pandemia si distingueva tra non vaccinati e vaccinati. E mentre questi andavano a scuola, gli altri venivano relegati in casa.

Frutto «invernale» dalle origini persiane. Il melone bianco è un orgoglio nazionale
Salute

Frutto «invernale» dalle origini persiane. Il melone bianco è un orgoglio nazionale

L’Italia, con la Spagna, è uno dei principali produttori europei di questo frutto dalla particolare polpa chiara. Si raccoglie tra agosto e settembre ed essendo molto longevo dura spontaneamente fino a Natale. Vera miniera di sali minerali e vitamine, offre, tra gli altri benefici, quello dell’idratazione, che spesso trascuriamo quando le temperature si abbassano.

Vaccini Covid, gli Usa hanno nascosto i danni
Salute

Vaccini Covid, gli Usa hanno nascosto i danni

Secondo il «British medical journal», per monitorare gli eventi avversi da mRna la Fda ha utilizzato un algoritmo compromesso che insabbiava gli allarmi. Le autorità americane sapevano ma sono state zitte. Intanto Merkel ammette: «Pressioni da Bill Gates».