Diffidenti sui vaccini? Caro Burioni, è colpa sua
Roberto Burioni (Imagoeconomica)

Le bugie sui vaccini, caro Burioni? Davvero ha il coraggio di parlare di bugie? Lei? Ha il coraggio di parlare di bugie proprio adesso che, pezzo dopo pezzo, il castello di bugie che avete raccontato sta venendo giù?

Davvero vuole parlarne? E allora mi dica: chi è che diceva che «se ti vaccini non ti contagi» sapendo che non era vero? Chi è che diceva che bisogna vaccinare anche i bambini piccoli, anche le donne incinte, pur sapendo benissimo che era sbagliato farlo? Chi è che garantiva che i vaccini erano sicurissimi anche quando, persino per gli stessi produttori, persino per Pfizer o Moderna, non erano stati fatti test a sufficienza per garantirlo? Chi è che ha mentito fin dall’inizio sull’origine del virus? Chi è che ha taroccato i dati, modificato i grafici, chi è che ha taciuto informazioni che erano essenziali per i cittadini? Chi è che ha negato gli effetti avversi, sotterrando sotto montagne di disumanità la sofferenza di chi si era fidato delle vostre parole e, per l’appunto, delle vostre bugie?

In evidente crisi di astinenza catodica, ormai emarginato nelle pagine interne di Repubblica, senza nemmeno un Fabio Fazio ad adularlo, lei, caro Burioni, illuminato virologo che disse «più facile morire colpiti da un fulmine che uccisi dal Covid», scienziato tutto d’un pezzo che sentenziò «mascherine inutili» e subito dopo «mascherine obbligatorie», guru di Scientology che sa tutto e insegna tutto con l’eleganza che gli è propria (come quando disse: «I non vaccinati stiano agli arresti domiciliari come sorci» o come quando, da laziale incallito, paragonò la tragedia del Covid alla Roma Calcio), ha cercato ieri un po’ di luce riflessa speculando biecamente su una bambina di 4 anni, uccisa dalla difterite a Palermo. Siccome la piccola non era stata vaccinata, lei ha pensato bene di trovare i colpevoli della sua morte nei programmi tv, nei giornali e nei politici che, durante la pandemia, osarono sollevare qualche sacrosanto dubbio sull’obbligatorietà dei vaccini Covid. Fra le due cose c’è lo stesso rapporto che c’è fra me e miss Universo: purtroppo inesistente. Ma perché perdere l’occasione per scrivere una stupidaggine ammantandola di scienza?

Non vale nemmeno la pena replicare che lo sciacallaggio sulla morte di una bambina per proporre, come fa lei, vaccini obbligatori di ogni tipo, è una meschinità. E non vale nemmeno la pena replicare che un conto sono i vaccini e un conto sono i sieri che furono usati, in via affrettata e sperimentale, per il Covid. Tempo sprecato. Non c’è peggior Burioni di chi burioneggia, e tant’è. Saremmo passati oltre se non fosse per la cosa che ci importa davvero: e cioè per sottolineare che è vero che la diffidenza degli italiani verso i vaccini è aumentata, come scrive lei, caro professore. Come è aumentata la diffidenza degli italiani verso le virostar e la scienza ufficiale. Ma è aumentata proprio per colpa sua. E di quelli come lei. È aumentata per colpa di chi ha imposto i vaccini a suon di menzogne, negando la verità, nascondendo i dati, raccontando balle una dopo l’altra, demonizzando chiunque provasse a sollevare dubbi o domande, trasformando la scienza in un dogma e mandando al rogo chiunque non s’inginocchiasse. Proprio così, caro Burioni: avete fatto della scienza una religione e del vaccino Covid un dio infallibile, e lo avete imposto con la violenza della menzogna. È questo che ha aumentato la diffidenza degli italiani verso i vaccini e verso gli scienziati come lei. Per il semplice fatto che non si fidano più. E come dar loro torto?

Era il 19 gennaio 2021, la campagna vaccinale era cominciata da pochi giorni. La Regione Umbria, come raccontato da Fuori dal Coro e da Marianna Canè nel suo libro Effetto Avverso, già segnalava all’Agenzia per il farmaco i primi casi di «fallimento vaccinale». Cioè: le persone vaccinate si contagiavano. Poi arrivarono le segnalazioni della Toscana, degli Spedali Civili di Brescia e altre ancora. Risposta ufficiale delle istituzioni scientifiche? Nascondere e negare. Ripetere pubblicamente che «chi si vaccina non si contagia». Ripetere che bisogna vaccinarsi per altruismo. Per aiutare gli altri. Per poter abbracciare i nonni. Quante persone sono andate a trovare i nonni convinti di non avere il virus perché erano vaccinati («se mi vaccino non mi contagio»)? E quanti invece ce l’avevano? E quanti nonni nelle Rsa sono stati contagiati e uccisi in questo modo?

A maggio, alla commissione d’inchiesta sul Covid, l’allora direttore generale dell’Aifa, Nicola Magrini, lo ha ammesso: «Sapevamo che il vaccino non avrebbe evitato il contagio». E di quanto lo riduceva? «Solo un po’». Un po’ quanto? «Un po’». Insomma: non sapevate neppure quanto il vaccino riducesse la possibilità di contagio, eppure andavate in giro dicendo «chi si vaccina non si contagia». Lo avete fatto dire pure al presidente del Consiglio, Draghi, nel luglio 2021. E viene a parlare a noi di bugie sui vaccini, caro Burioni? Lei? Lei che quelle bugie le ha sempre sottoscritte tutte? Lei che diceva che bisognava vaccinare i bambini, pur sapendo benissimo che sarebbe stato meglio non farlo? («Il vaccino ai bambini sotto i 12 anni non ha senso», disse, salvo poi consigliarlo appena approvato).

In questi giorni dagli Stati Uniti sta emergendo in modo chiaro che l’uomo forte della pandemia, Anthony Fauci, mentiva sapendo di mentire sui vaccini: lo rivelano i suoi diari privati. E anche il suo braccio destro, David Morens, ha mentito sapendo di mentire. Anzi, è arrivato a distruggere mail e documenti per non far emergere la verità. Parliamo ancora di bugie, caro professor Burioni? Stia tranquillo: anche qui in Italia, seppur più lentamente, il castello verrà giù. Verrà fuori chi raccontava le bugie e chi nascondeva la verità. Per esempio, nello studio con cui nel dicembre 2020 è stato approvato il vaccino Pfizer, sezione 2.6.11 «Conclusioni sulla sicurezza clinica», c’era scritto testualmente che «in questa fase mancano dati sulla sicurezza per i soggetti fragili». Eppure l’Aifa diede immediatamente indicazione di vaccinare prima di tutto i soggetti fragili dicendo che «i vaccini hanno dimostrato una elevata efficacia». Chi glielo aveva rivelato? Maga Magò? L’uccellino? Su cosa si fondava quella «elevata efficacia» sbandierata? Subito dopo dalla Norvegia arrivò la notizia dei primi 23 anziani morti dopo il vaccino, e i dirigenti dell’Aifa con un rigurgito di coscienza pensarono di avvertire i cittadini del pericolo («Sarebbe necessario dire qualcosa…»). Ma poi tacquero. Mandando i soggetti fragili allo sbaraglio. Senza informarli. Di chi è la colpa, dunque, professor Burioni, se oggi qualcuno non si fida?

E gli effetti avversi? Sì, lo so, lei continua a negare il problema dicendo che per le statistiche sono «piccolissimi numeri». Ma di che statistiche parliamo? Mark Twain diceva: esistono le bugie piccole, le bugie grandi e poi esistono le statistiche. E scientificamente parlando aveva ragione. Nella bozza del quarto report sulla sorveglianza dei vaccini pubblicato dall’Aifa doveva essere inserito il dato delle reazioni avverse dopo la seconda dose di Astrazeneca, ben 2011 casi. «Non lo riporterei», disse il funzionario dell’Agenzia del farmaco. E infatti il dato sparì. Nel rapporto successivo uno degli esperti segnalò «l’incertezza sulla frequenza delle reazioni dopo la seconda dose». «Il dato è preoccupante, io lo toglierei», rispose il dirigente. E il dato in effetti fu tolto. Chi è allora, professor Burioni, che ha raccontato bugie? E mi fermo qui per non parlare delle cartelle cliniche dimenticate, dei dati non raccolti, delle analisi vietate, delle autopsie non fatte, della farmacovigilanza attiva sempre bloccata: i «piccolissimi numeri» potrebbero essere assai meno piccoli se soltanto qualcuno provasse a indagare, anziché continuare a nascondere.

Solo così, per altro, solo facendo chiarezza e ristabilendo verità e trasparenza, si potrà ridare ai cittadini fiducia nelle istituzioni scientifiche di questo Paese e dunque nella scienza e dunque nei vaccini. E invece lei, caro Burioni, mi sembra uno di quei politici bolliti che pensano che il problema della mancanza di sicurezza non siano i criminali in libertà ma i giornalisti che ne danno conto. O uno di quei medici svalvolati che quando sale la febbre se la prendono con il termometro. Ecco: per quanto strano le possa sembrare se la gente non si fida più dei vaccini la colpa è di chi, scientificamente, ha raccontato bugie, non di chi quelle bugie ha cercato, giornalisticamente, di svelarle. So che le dispiace ma noi abbiamo fatto il nostro mestiere, siete voi che non avete fatto il vostro. E stia sicuro, visto che lo ripete in continuazione come un disco rotto, che sappiamo benissimo che la Terra non è piatta. La Terra è tonda come una palla. E noi le palle abbiamo imparate a conoscerle da tempo. A cominciare dalle vostre.

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