Lo ammettono loro stessi: la sinistra non è affidabile; per nulla su alcuni argomenti, non più su altri che invece le appartenevano. Entreremo nel merito cammin facendo. Vincenzo De Luca, lo sceriffo della sinistra, lo ha detto chiaramente dal palco della Leopolda.
De Luca ammette il disagio della sinistra sulla sicurezza
«Le forze progressiste hanno ancora disagio a parlare di sicurezza», ha ammesso l’ex governatore campano. Certo, poi ha dovuto infiocchettare le sue verità con delle bugie rispetto al governo in carica e frasi di circostanza rispetto al centrodestra: «Non ha fatto niente, parlano e basta». È comprensibile, sia chiaro: mica poteva snocciolare i dati sugli sbarchi davanti a Renzi che, da premier, aveva fatto entrare il numero record di immigrati! Sono i dati a parlar chiaro, e nello show tra il «Kraken» e lo Sceriffo è meglio non discostarsi dal copione.
I dati, dicevamo: nel 2016, governo Renzi in carica, abbiamo avuto 181.436 sbarchi, record storico; col governo Meloni e Piantedosi al Viminale, gli sbarchi (ultimo dato: settembre) si sono fermati a 21.827 da inizio anno (contro i 49.314 dello stesso periodo del 2025: calo del 56%).
Ecco perché Vincenzino De Luca a Firenze ha fatto fesso tutto il popolo della Leopolda con l’antico classico delle tre carte. Ma non è questo il punto: il tema è l’ammissione dell’inadeguatezza e dell’incapacità culturale a sinistra nell’affrontare il tema della sicurezza. È così: le forze progressiste sono strutturalmente inadeguate perché imprigionate da quel senso di (finta) pietà verso lo straniero, il quale gode della copertura ideologica anche quando frega il popolo.
«La sicurezza ha oggi lo stesso valore unificante e decisivo che ha avuto nei decenni passati il lavoro. Oggi il bisogno di sicurezza è bisogno primario al di là di destra, sinistra e centro. Serve alla povera gente, a chi vive nei quartieri popolari, non al Vomero o a Prati», ha analizzato lo Sceriffo salernitano. Ma, appunto, non è cosa per la sinistra, che non ha la cultura adeguata per essere ferma, rigorosa e legalitaria: non ammette che gli immigrati incidano sull’aumento della delinquenza e non ammette che alla violenza dei delinquenti si risponde con la forza pubblica.
La sinistra e il rapporto con i centri sociali
La sinistra non riesce a slegarsi da contesti di dissenso organizzato – centri sociali come Askatasuna, per esempio – coi quali continua a dialogare. «Abbiamo un’esplosione di microdelinquenza, bande giovanili incontrollate con ingresso massiccio anche di extracomunitari […] hanno occupato militarmente alcune piazze», ammette De Luca, il quale però non è un sociologo ma un protagonista della classe dirigente del centrosinistra.
Ma in minoranza, come l’altro «straniero», Marco Minniti, l’unico ministro di quelle latitudini politiche che raggiunse al Viminale importanti risultati e per questo fu accusato di «agire come la destra» e allontanato.
Oggi la sicurezza è un tema urgente perché negli anni dei governi o di centrosinistra o tecnici ma con inclinazioni progressiste (tipo Lamorgese, ministro del Conte 2 come del governo Draghi) nessuno ha avuto la forza di fare quello che ha fatto la coppia Meloni/Piantedosi. Quando Vannacci fa il controcanto a questo esecutivo rischia non solo di mancare la messa a fuoco (le remigrazioni nel 2026 sono già 6.238 e potrebbero centrare l’obiettivo record di 8.000) ma anche di favorire coloro che realizzerebbero un’altra invasione di immigrati.
Majorino accusa Sala: «Abbiamo favorito i fondi»
Oltre a De Luca, c’è stata un’altra dichiarazione che ha provocato il terremoto a sinistra. L’ha fatta Pierfrancesco Majorino, volto storico della sinistra milanese e lombarda, nonché uno dei concorrenti alle eventuali primarie. Questa è l’accusa lanciata a Beppe Sala: «Milano è la città frenetica dei suoi tanti cantieri, ma c’è troppo cemento». E ancora: «Devono essere le persone e non i fondi immobiliari a farla da padrona».
Sala non l’ha presa benissimo perché tutta la sua narrazione è crollata nel giro di pochi secondi. Majorino (che però a Palazzo Marino aveva ricoperto incarichi nella giunta Pisapia) di fatto ha confermato quel che andiamo scrivendo da tempo, e cioè che il centrosinistra e la sinistra hanno svuotato l’anima sociale di Milano per consegnarla ai fondi golosi della «cementificazione vip» realizzata dalle giunte sinistrorse. Insomma, hanno tradito il popolo.
Del resto non è un caso che proprio sul welfare stiano arrivando le proteste di cui fingeva di accorgersi, giusto ieri, Ezio Mauro su Repubblica: sulla casa il socialista Sánchez si ritrova migliaia di cittadini nelle piazze spagnole; e sui tagli alle scuole di periferia i giovani francesi stanno sfidando Macron e il suo primo ministro.
Peccato che i responsabili del crollo del welfare per i cittadini comuni siano proprio le sinistre. E infatti, guarda caso, chi sta raccogliendo questo disagio? Le destre: in Germania con AfD, in Francia con Marine Le Pen, in Spagna con Vox e in Italia con la Meloni, unica premier che resiste nello tsunami europeo.
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