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Christine Lagarde (Ansa)

La signora Lagarde è tornata a parlare. Non stavamo più nella pelle in attesa che proferisse il verbo. Abbiamo passato un periodo paragonabile a una sorta di avvento laico. E anche questa volta non ci ha deluso: non ha detto nulla come al solito.

O meglio, ha detto non volendo dire e non ha detto quello che ci aspettavamo ci dicesse. L’occasione è stata la «Fête des pommes», la festa delle mele che si svolge ogni anno in Normandia.

Tra una mela e l’altra ha parlato anche delle prossime elezioni presidenziali che si terranno in Francia nel 2027. Ha detto che un po’ per l’età (70 anni, in Italia per quel ruolo una giovinetta, qualcuno glielo dica), è un po’ perché è un impegno fortemente gravoso e che richiede molte energie, ha escluso, si fa per dire, una sua candidatura all’Eliseo.

Si fa per dire: ha fatto come quelle persone timide che quando gli viene offerto qualcosa, nel frattempo che dicono «no, grazie, non serve, meglio evitare, non si disturbi», allungano la mano per prendere ciò che gli viene offerto.

Sarà che magari siamo troppo maliziosi, ma la risposta riportata dall’agenzia non c’è parsa così decisa. Ma questi, almeno questi, per fortuna, sono problemi dei francesi…

La signora Lagarde però non si è limitata solo a questo, per ciò dubitiamo fortemente della sincerità delle sue parole.

Ci ha anche ricordato che, essendo in scadenza il suo mandato presidenziale alla Banca Centrale Europea, il prossimo anno, lo stesso delle elezioni presidenziali d’Oltralpe, potrebbe dimettersi anche prima, tipo a fine estate del prossimo anno, senza tuttavia spiegare se prima o dopo le elezioni.

Vedremo cosa succederà in una competizione elettorale che ad oggi sembra avere due schieramenti contrapposti uno tutto a destra e uno tutto a sinistra. Lei naturalmente si metterebbe al centro, ma non è che siccome la scheda elettorale la si imbuchi al centro degli scatoloni, vado necessariamente a un partito di centro. Ma ripetiamo: sono problemi dei francesi.

Ha anche affermato che l’Europa necessita di maggiore sovranità, detto da lei che è presidente della Bce, che è totale sovranità in campo monetario, è qualcosa che ci potrebbe anche spaventare, anzi ci spaventa, calcolando i danni che ha fatto ricoprendo quel ruolo.

Ora, visto che ormai mancano pochi mesi alla conclusione del suo mandato, noi la preghiamo con tutta la devozione possibile, con tutto il rispetto, financo in ginocchio: Signora Lagarde, stia ferma, non si affatichi in questo scorcio finale di mandato, anche in previsione magari dello sforzo elettorale che dovrà sostenere, non si muova, non faccia nulla perché quel che ha fatto fino ad ora in campo monetario in momenti di crisi è stato semplicemente ed unicamente devastante.

Anche questa volta, come accadde dopo il Covid, l’inflazione è tornata a crescere trattandosi di inflazione «da costi di produzione».

Lei, Signora Presidente, non altra persona, nell’altra occasione decise di aumentare i tassi di interesse riuscendo in questo modo ad ottenere due risultati: la non diminuzione dell’inflazione e l’aumento dei costi di produzione, tra i quali, come saprà, c’è il costo del denaro e, così facendo, fece lievitare i costi di produzione e con essi i costi di beni e servizi.

D’altra parte fece lievitare i costi dei mutui delle famiglie riducendo notevolmente, fino a due terzi, il reddito mensile delle stesse e deprimendo così consumi.

Riuscì in un’opera che neanche un gruppo di cervelli premi Nobel poteva compiere: da una parte aumentare i costi delle imprese, e dunque dei beni e dei servizi prodotti, e dall’altra diminuire i redditi a disposizione delle famiglie che, ovviamente, ridussero l’acquisto dei beni e dei servizi stessi.

Si è ventilata l’ipotesi di una sua idea di aumentare ancora il tasso di interesse verso la fine dell’anno.

La nostra non è una richiesta, è molto di più, è un’invocazione. Non tocchi boccia, stia ferma, immobile. Ci manca solo un suo intervento e così l’abisso si avvicina a passi veloci e non tanto distesi.

Io non so se in Francia ci sono feste di altri tipi di frutta. Se ci sono le frequenti tutte. Non ne manchi una. Ad ognuna faccia una conferenza stampa e parli di tutto quello che vuole, ma stia lontana dalla sede della Bce.

Si dia per malata, le procuriamo noi un certificato. Dica che ha bisogno di un periodo di relax, se lo conceda. Visto che è stata alla festa delle mele, eviti, nel frattempo che lei se le mangia, di lasciare a noi il torsolo di un nuovo aumento dei tassi.

Lo faccia mangiare a qualche suo assistente, lo butti nell’umido, lo conservi in una busta di cellophane. Ma non lo rifili a noi, dobbiamo ancora digerire l’ultimo che ci ha lasciato.

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