Chi di like ferisce, di like perisce. Nel suo ricorso per essere ricollocato alla guida di Report, Sigfrido Ranucci fa scrivere: «Nell’aprile del 2026 il dott. Corsini (direttore approfondimento Rai, Ndr) aveva inserito un “mi piace” (like) sotto un post social di Esperia, piattaforma multimediale orientata verso la destra sovranista, che attaccava pesantemente Report definendolo come “il sottobosco social della propaganda”: il fatto aveva sollevato polemiche sull’imparzialità e l’indipendenza del direttore Corsini».
Un like, forse dal sen fuggito, bastava per mettere in discussione tutto, imparzialità di Corsini in primis. Poi però capita di andare sotto i post dello stesso Ranucci e di guardare dove il conduttore di Report decida di mettere like.
Ranucci e il doppio standard dei «like» sui social
Alcuni esempi: «Io ti credo Sig, mi sembri l’unico che dice sempre la verità», scrive un utente. Beato si fida ancora di Sig, visto che il vicedirettore della Rai si è contraddetto più volte negli ultimi mesi.
Un altro se la prende con Giorgio Mottola e Gian Gaetano Bellavia, colpevoli di lesa maestà nei confronti di Ranucci: «Che delusione». «Che vergogna», sbotta invece uno.
Subito un altro rilancia: «Filorosso è un talk inguardabile. Questi giornalisti (Mottola e Alberto Nerazzini) non ci dovrebbero andare. Boicottare queste trasmissioni significa agire contro l’informazione pilotata dal governo».
Puntuale come gli ordini presi al Cefalù bistrot, ecco arrivare il like dell’autore, Ranucci appunto, che però è anche uno dei vicedirettore di quella azienda l’utente, con tanto di bandiera palestinese come immagine profilo, invita a boicottare.
E infine un altro contro Monteleone: «È pagato per dire fake e menzongne su di te è stato messo li (sic) perché la criminalità istituzionale non ti vuole». E via di mi piace di Ranucci.
Una svista? Potrebbe pure essere. Del resto Sigfrido, che fino a poco tempo fa era considerato il più grande giornalista d’inchiesta in Italia, no è molto pratico con la tecnologia.
Ieri, per esempio, ha pubblicato la registrazione di un video in cui Giovanna Boursier intervistava Mottola e Nerazzini, dove appare anche la notifica: «E Mottola che dice?».
Già, vorremmo saperlo anche noi. Anche perché ci abbiamo provato a contattarlo ma l’unica risposta che abbiamo ottenuto è stata: «Ti rimando all’Ansa dell’altro giorno». E giù di agenzia copiata e incollata.
L’audio di Zavalani riapre il caso dei rapporti di Ranucci
In compenso, sul fu braccio destro di Report, qualcosa ha detto Gino Zavalani, il direttore di Esperia, che tirò fuori lo scoop nascosto (ma nemmeno troppo) dallo stesso Ranucci nel suo libro La scelta.
Quello riguardante i rapporti poco chiari (subito derubricati da Sig a racconti di fantasia, anche se in passato spacciati come autobiografia), tra Sigfrido, le sue collaboratrici e le sue fonti.
Bene, in un nuovo audio, ascoltato da Zavalani, Sig afferma: «C’era Mottola che era innamorato di lei (Roberta Rei delle Iene, Ndr), e io lo sapevo che si erano conosciuti, erano molto amici. Tanto è vero che me lo chiese Mottola di incontrare la Rei, perché io non l’avrei manco incontrata.
Lei pensava di poter venire da noi e guadagnare le stesse cifre, infatti l’attrito tra me e lei ci fu solamente quando lei chiese praticamente i prezzi che c’avevano Mottola e tutti gli altri per fare i pezzi, e io gli dissi: guarda che non è possibile perché questa cosa mi amplierebbe il budget, e io praticamente le offrii di fare inizialmente le anteprime. So che si lamentò di questo con Mottola, e Mottola me lo disse anche, e io gli dissi: guarda, io non posso far di più di questo».
Ora, non si sa quando sia stato registrato quest’audio. Certo è che all’epoca in cui Ranucci lo inviò i rapporti con Mottola erano molto diversi rispetto a quelli di oggi.
I due potevano ancora fidarsi l’uno dell’altro. Potevano confessarsi i propri innamoramenti e cercare di far entrare nella squadra di Report le proprie cotte. Proposta rigettata, giustamente, da Ranucci, che pensava a far quadrare i conti.
Poi qualcosa è cambiato. Lo scandalo Lavitola, la bomba d’amore e la redazione che si allontana sempre di più da Sigfrido. E che ora inizia a parlare. Filorosso, il programma condotto da Antonino Monteleone (uno dei bersagli preferiti dai fan di Ranucci), ha pubblicato un video in cui la Boursier incalza Mottola e Nerazzini: Il fatto che uno vada a letto con le fonti, porti in redazione gente che faceva parte del suo entourage sentimentale, che alcuni pezzi siano stati fatti sulla Cisl e Ranucci aveva una relazione stretta con una rappresentante interna della Cisl, che faceva guerre interne al sindacato. Anche di questo non vi siete accorti?».
Mottola parla dell’audit e delle accuse contro Ranucci
Domanda imbarazzante. Mottola si muove sulla poltrona. Riflette. E poi risponde citando un dossier anonimo su Ranucci in cui lo si accusava di «bullismo sessuale».
Ci fu un audit, come abbiamo raccontato nelle scorse settimane, e Sigfrido ne uscì pulito. Però. incalza la Boursier, «tu sei sicuro che una persona di trent’anni come erano le due che hanno subito bullismo sessuale da Ranucci fosse in grado di difendersi in un audit dove sono stati ascoltati tutti, compreso te, in merito a una questione che le riguardava, ed erano persone che stavano cercando di mantenere il loro lavoro?».
Chissà. L’unica cosa certa è che Ranucci ha minacciato la Boursier di querela. Singolare per chi si è lamentato di averne subite troppe in passato. E a cui vennero tolte, come gesto di solidarietà, subito dopo l’attentato. Pianificato però dal suo amico fraterno.
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