pregliasco malattie migranti
Fabrizio Pregliasco (Imagoeconomica)

Risuona il coro unico delle virostar. Fabrizio Pregliasco scende in campo, a fianco del collega Matteo Bassetti, per negare di nuovo il nesso tra tubercolosi, difterite e flussi migratori. Ma i numeri, e perfino le sue dichiarazioni, mostrano contraddizioni. E, nel frattempo, nell’aeroporto di Francoforte, due addetti ai lavori muoiono per la malaria.

Sono a malapena passate 24 ore da quando Bassetti, direttore del dipartimento di Malattie infettive della Liguria, ha affermato come la diffusione della difterite sia da imputare ai no vax, e non agli immigrati.

La difesa di Pregliasco sui migranti e le malattie

Ora Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in igiene dell’università di Milano, ha sentito il bisogno di pubblicare una nota per ribadire che «non esistono prove che tubercolosi e difterite siano determinate dai migranti».

Ma le contraddizioni emergono scomponendo il titolo dalle sue argomentazioni. Infatti, scrive chiaramente che i migranti «contribuiscono in misura rilevante» ai casi di tubercolosi e sono stati «coinvolti in specifici focolai europei di difterite».

Ma poi di fatto ritira tutto, concludendo che «non esistono prove che i migranti «determinino» da soli la presenza o la diffusione generale di queste malattie in Italia». Sullo sfondo c’è la denuncia: spesso il programma vaccinale nei centri d’accoglienza non è accessibile oppure viene interrotto.

Al contrario della retorica, i numeri non consentono esercizi di stile. Come riportato anche ieri su queste colonne, nel 2024, in Italia si sono registrati 3.150 casi di Tbc, corrispondenti a un tasso del 5,3 ogni 100.000 abitanti, con un incremento dell’8,9% rispetto all’anno precedente.

Tubercolosi, i numeri sui casi tra i nati all’estero

Secondo Sanità informazione, il 63,2% dei casi riguarda persone nate all’estero, 13 volte più dei nati in Italia. Il trend è in aumento. Infatti, secondo il ministero, a partire dal 2009, la percentuale di nuovi casi di Tbc riferiti ai cittadini nati all’estero ha superato quella dei nati in Italia, passando dal 47% del 2006 al 56% del 2016. Secondo uno studio del New England Journal of medicine, poi, la difterite si è diffusa in Europa a causa dell’aumento dei flussi migratori.

Malaria a Francoforte, morti due dipendenti dell’aeroporto

Nel frattempo, ieri sono morti di malaria due dipendenti dell’aeroporto di Francoforte. Con tutta probabilità, il focolaio, sei casi in tutto, era sorto intorno a inizio mese, a causa di una o più zanzare infette trasportate nella stiva di un aereo o in alcuni bagagli.

Anche questo caso conferma: le malattie arrivano da fuori. Quando i Paesi di provenienza hanno regimi sanitari e vaccinali diversi, e condizioni di vita più dure, il rischio non è un’opinione. È un dato.

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