Kamel Ghribi, presidente di Gksd e vicepresidente del gruppo San Donato, ha incontrato a Ginevra il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità, il dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus, per un confronto sulle principali sfide della salute globale e sull’evoluzione dei sistemi sanitari nazionali.
Al centro del colloquio è stata posta la necessità di rafforzare l’accesso a cure di qualità, la formazione del personale sanitario e la capacità dei singoli sistemi nazionali di rispondere ai bisogni delle popolazioni, con particolare attenzione ai Paesi africani e alle aree del mondo maggiormente esposte a situazioni di fragilità, dove l’accesso ai servizi sanitari di base è compromesso da guerre, povertà, carestie. Ed è tal proposito che, dopo aver elogiato «l’eccellente qualità della sanità italiana», il direttore generale dell’Oms si è congratulato con Ghribi e con l’ospedale San Raffaele di Milano per l’iniziativa umanitaria promossa da Gsd e Gksd a sostegno della popolazione libanese, che prevede l’invio di farmaci, forniture e apparecchiature mediche e la messa a disposizione di competenze sanitarie qualificate. Una nota del gruppo San Donato chiarisce che il primo cargo di farmaci partirà per il Libano già la prossima settimana.
«Il confronto con il dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus è stato particolarmente importante perché ha confermato quanto la salute rappresenti oggi una delle grandi questioni globali», ha dichiarato Ghribi. «Ho apprezzato il riconoscimento del valore dell’iniziativa che, con il San Raffaele, stiamo promuovendo per il Libano. Nei momenti di difficoltà, la solidarietà deve tradursi in azioni concrete».
Ghribi e Adhanom Ghebreyesus hanno infine approfondito le sfide che attendono i sistemi sanitari, dalla prevenzione alla ricerca, dall’innovazione alla formazione dei professionisti, condividendo l’importanza di investire nelle competenze e nella qualità delle cure.
«La salute è un diritto universale e una delle infrastrutture fondamentali dello sviluppo umano», ha concluso Ghribi. «Investire nelle persone, nella conoscenza e nella qualità delle cure significa contribuire a costruire società più forti, più stabili e capaci di guardare al futuro», è il pensiero che li accomuna.
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