«Quando io ho fatto il primo accesso in ospedale, il 13 agosto, ho dichiarato subito che mia figlia non aveva fatto nessun vaccino». Manuela Maggio, la mamma della piccola Anna Rosa, la bimba di 4 anni deceduta a causa della difterite a Palermo, ha ribadito alla Verità quanto già emerso in questi giorni e contenuto nella denuncia che la famiglia della bimba ha presentato.

Ieri è stata una giornata molto particolare per i giovani genitori siciliani, che dal 19 agosto stanno vivendo un dolore immane per la morte improvvisa e prematura della loro bambina. Dopo le 16 è iniziato l’esame autoptico nel reparto di Medicina legale del Policlinico «Paolo Giaccone» di Palermo, al quale hanno partecipato i consulenti nominati dalla famiglia, ma anche i periti degli otto medici iscritti sul registro degli indagati per la morte della bimba.

Nell’immediatezza dei fatti, la Procura di Palermo ha aperto un fascicolo iscrivendo sul registro degli indagati il papà e la mamma della bimba, Salvatore Bartolotta e Manuela Maggio, accusati di omicidio colposo per non aver vaccinato la piccola. Poi nei giorni scorsi la famiglia, attraverso il loro legale, l’avvocato Luigi Marrandino, ha presentato un esposto in Procura chiedendo chiarezza rispetto a quanto accaduto dal 13 agosto, giorno in cui la bimba è stata portata per la prima volta all’ospedale Cervello, fino al 19 agosto quando la piccola è deceduta in un lettino dell’ospedale Civico.

L’esposto è stato presentato contro ignoti, ma in realtà la denuncia chiama in causa i tre nosocomi Cervello, Civico e Ospedali dei Bambini che hanno avuto in cura Anna Rosa dal 13 al 19 agosto. Anche alla luce delle nuove carte, si è allargato il numero degli indagati. Quindi, nella giornata di giovedì, la Procura ha iscritto nel registro degli indagati otto medici.

Gli accertamenti sulle cure ricevute

Si tratta di un «atto dovuto» per consentire ai sanitari di partecipare, attraverso i loro consulenti, all’autopsia, che è un esame irripetibile. L’esame è durato circa tre ore: sono stati prelevati gli organi della piccola e i tamponi per accertare la positività delle indagini microbiologiche. Saranno, quindi, gli esiti dell’autopsia a fare chiarezza sulle cause della morte.

La famiglia, nella denuncia, ha messo in evidenza che la piccola sia stata curata in modo «non appropriato», sottoponendola a interventi chirurgici invasivi, che avrebbero contribuito a peggiorare le sue condizioni di salute. Infatti, secondo quanto è stato raccontato dalla famiglia e ricostruito nella denuncia, il calvario della famiglia palermitana è iniziato già il 13 agosto, quando la mamma, dopo aver visto la figlia stare male, aveva deciso di recarsi direttamente all’ospedale Cervello di Palermo.

Qui, la bimba viene presa in carico al Pronto soccorso e sottoposta ad alcuni controlli. Ma, come ribadito dalla mamma alla Verità, quel giorno, appena hanno fatto accesso al triage, ai medici è stato subito riferito che la bimba non avesse fatto le vaccinazioni. Tale elemento emerge pure dal foglio del Pronto soccorso rilasciato lo stesso 13 agosto, perché la piccola dopo circa due ore e mezza è stata dimessa.

Sul referto dell’ospedale, allegato alla denuncia, è riportato che la bambina non aveva allergie e non aveva fatto le vaccinazioni. Le viene poi data una terapia farmacologica perché la diagnosi è di «stato febbrile» e «tonsillite». Anna Rosa ritorna a casa, ma le sue condizioni non migliorano e, anzi, gradualmente peggiorano. Così, dopo due giorni, i suoi genitori decidono di recarsi nuovamente all’ospedale Cervello.

Da quel momento in poi, la piccola viene sottoposta a flebo e altre terapie farmacologiche, però sta sempre peggio. Allora, viene trasferita d’urgenza agli Ospedali dei Bambini dove viene sottoposta a interventi chirurgici. Nessun miglioramento. La piccola viene trasportata in Terapia intensiva all’ospedale Civico che appartiene alla stessa Azienda ospedaliera degli Ospedali dei Bambini. Lì la bimba muore.

Le indagini sulla morte di Anna Rosa

Adesso, sul registro degli indagati ci sono infatti, i sanitari degli ospedali che hanno avuto in cura la bimba. Sono in corso le indagini della Procura che, da quanto emerso, procederanno su due binari, ovvero da un lato accertare che non ci siano state delle responsabilità mediche e dall’altro accertare se la mancata vaccinazione abbia potuto causare la morte della bimba, che è risultata positiva alla difterite. Sono, poi, in corso le analisi dell’Asp per capire chi è stato il paziente zero e da dove è partita l’infezione.

I genitori della bambina, sin dall’inizio, sono stati etichettati come no vax, ma da quanto emerso da fonti vicine alla famiglia i genitori di Anna Rosa e i suoi quattro fratellini sono stati vaccinati. Intanto, da due giorni è stato dimesso dall’ospedale il cuginetto della piccola, il bambino di quattro anni risultato positivo alla difterite. Le sue condizioni non sono apparse, sin dall’inizio, gravi come quelle della cuginetta. Da quanto emerso, il bimbo risultava vaccinato.

Il parere di Maria Rita Gismondo

Significativo quanto dichiarato ieri alla Verità dalla professoressa Maria Rita Gismondo, una delle massime esperte di Microbiologia e nota a livello internazionale per il suo contributo al bioterrorismo: «Per quanto riguarda il polverone sollevato sui genitori, invito a leggere la cosiddetta legge Lorenzin. La vaccinazione è obbligatoria per l’accesso alla scuola e le pene eventuali per i genitori non adempienti sono solo amministrative, pertanto tutte le altre minacce legali sono infondate. Solo rispetto per il loro dolore».

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