L’unica certezza scientifica è che Matteo Bassetti ha il fegato ingrossato. Dopo essersela presa con il polpo crudo e con il prezzo dell’acqua minerale alla Malpensa, l’infettivologo ligure è tornato dalle ferie e ha messo nel mirino La Verità, colpevole di avere scritto che l’aumento di casi di difterite è dovuto anche «a un maggiore flusso di migranti». Apriti cielo. Per lui più che un insulto è un depistaggio.
Non si può sentire, convinto com’è che la morte della piccola Anna Rosa Bartolotta sia dovuta a una mancata vaccinazione. Così ha rispolverato l’archibugio ed è ripartito nella campagna che gli viene meglio: quella contro i no vax. Anche se i genitori della bimba sono vaccinati, anche se l’obbligo scatta in età scolastica (lei aveva quattro anni), anche se oltre a mamma e papà la procura di Palermo ieri ha indagato otto medici del Policlinico per vederci chiaro.
L’inchiesta è agli albori, la prudenza sarebbe doverosa ma Bassetti con l’elmetto non fa prigionieri e ha già in tasca tutte le risposte. Chi dubita viene ingiuriato, accusato di «taroccare i numeri della statistica», invitato «a un corso accelerato di malattie infettive e di etica professionale». Uno degli sciamani più imbarazzanti dell’era pandemica è così furente da saltarsi addosso da solo ma – mostrando il petto contro l’incidenza dei flussi migratori – coglie un aspetto non secondario della polemica: l’accreditamento a sinistra, la possibilità di trasformarsi in un altro doctor house della causa progressista. Aveva perso il treno quattro anni fa quando colleghi come Andrea Crisanti e Pierluigi Lopalco entravano allegramente in politica. Hai visto mai che riesca a rimediare.
Così, prendendo spunto da un articolo del Foglio, il prof del San Martino di Genova rovescia tutto il suo livore contro il nostro giornale accusandolo di «citare articoli inesistenti per confermare tesi di razzismo sanitario». È la consueta strategia del conformista da trattoria, anche se con il camice: non essendo in grado di affrontare il ragionamento insulta il ragionatore. Vale la pena ribadirlo: in questo caso il coinvolgimento dei migranti non ha nulla di etnico né di antropologico, ma riguarda lo scenario batteriologico-sanitario. Persone che dopo viaggi estenuanti arrivano dall’Africa e dall’Asia (luoghi dove certe malattie sono endemiche), sono più esposte all’aggressione degli agenti patogeni di difterite e tubercolosi, con il contagio più facilmente trasmissibile durante le micidiali e affollate traversate.
Lo studio sui flussi migratori e le malattie infettive
Non lo diciamo noi che da ragazzi detestavamo perfino l’«Allegro chirurgo» con il naso che suona, lo sottolinea uno studio del New England Journal of Medicine del 2022 ribadito dall’Istituto Pasteur, che documenta come queste malattie infettive hanno mostrato una ripresa statistica in tutta Europa in concomitanza con l’aumento dei flussi migratori. Con un’incidenza, relativamente alla tbc, di 5,3 casi ogni 100.000 abitanti. Come specifica l’Istituto superiore di sanità, nel 2024 sono stati notificati 3.150 casi, spesso derivanti dalle condizioni igienico-sanitarie dei viaggi dei disperati. Numeri non proprio ininfluenti, ma basta ricordarlo per finire nel tritacarne di Bassetti. Eppure questa è solo una lettura scientifica del fenomeno, consolidata da studi di istituti autorevoli che l’autonominato luminare genovese dovrebbe conoscere.
La furia dello sciamano è a sua volta sintomo di un approccio ideologico incomprensibile (ma molto praticato): colui che tratta come bestemmie le conclusioni dell’Istituto Pasteur e del New England Journal of Medicine riportate dal nostro giornale riguardo un fenomeno politico-sociale, non ha alcun problema ad avventarsi alla giugulare di una famiglia distrutta dal dolore che ha perso una figlia in una situazione tutta da verificare, con un’inchiesta aperta, nessun reato commesso e otto medici ospedalieri indagati. Davanti alla piccola Anna Rosa la prudenza e un profondo senso di umanità dovrebbero essere ancor più di casa.
La morte del paziente vaccinato al San Martino
Mentre Bassetti si scagliava contro La Verità, purtroppo nel suo reparto al Policlinico San Martino di Genova un paziente di 66 anni è morto con un’infezione invasiva da meningococco. Due giorni fa l’infettivologo aveva detto con troppo ottimismo: «Si tratta di una situazione un po’ anomala per questo tipo di patologia. Ma è vaccinato e il vaccino ha limitato la diffusione del batterio ai polmoni, quindi la gravità». Subito Fabrizio Pregliasco si è premurato di correre in soccorso del collega: «Non facciamo allarmismo sul meningococco». Insomma, decidono loro quando allestire la gogna, quando distribuire patenti no vax come se fosse delittuoso esserlo, quando offendere i giornali. Decide l’ensemble che in un inverno disgraziato (con Crisanti tenore) si esibì nella versione pro vax di Jingle Bells. E lì è rimasta. Bassetti ha scritto anche un libro dal titolo «Il mondo è dei microbi». Sarà un’autobiografia?
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