Barista tiene in mano un bicchiere con una bevanda alcolica fredda
iStock

C’è tanto da sapere sulla vodka, oltre all’unica cosa che sanno tutti ossia la sua origine russa. Russa o polacca? Ecco la prima notizia. Russi e polacchi se ne contendono l’origine e il nome. Non sapendo chi abbia ragione, intanto annotiamo che in russo vodka si scrive водка, traslitterato vodka, in polacco invece wódka.

E che cos’è? È un’acquavite ottenuta dalla distillazione di cereali o patate, per lo più. C’è la vodka di cereali come grano e segale, che è la tipologia più classica e diffusa. Quella di segale (tipica della tradizione polacca) ha note più speziate, più dolci, sentori mandorlati e una consistenza più robusta, quella di grano (più diffusa in Russia e Occidente) offre un gusto più morbido, più pulito e leggermente agrumato. Poi c’è la vodka di patate, tipica di alcune produzioni tradizionali polacche, dalla consistenza più cremosa, più densa e un profilo aromatico leggermente più terroso o dolciastro. C’è la vodka di mais, una vodka quindi naturalmente priva di glutine, distillato molto pulito e dal retrogusto leggermente dolce. Le vodke di frutta, distillate a partire da frutta e non da cereali, sono versioni non tradizionali, sperimentazioni moderne, distillate per esempio a partire da uve bianche o mele e risultano molto fruttate.

Le differenze tra vodka neutra e aromatizzata

In base all’aromatizzazione, si distingue la vodka neutra anche detta pure, che è la versione tradizionale della vodka, trasparente e pura, e la vodka aromatizzata, detta flavored, che non è una vodka di frutta ma una vodka aromatizzata alla frutta: dopo il processo di purificazione, che è l’ultimo passo della distillazione della vodka neutra, si aggiungono, per infusione o per ridistillazione, aromi naturali che vanno dagli agrumi ai frutti di bosco passando per la pesca, per esempio, oppure ci sono versioni di vodka aromatica tradizionali come quella polacca aromatizzata all’erba del bisonte di nome (appunto polacco) zubrówka.

Ci si potrebbe domandare se allora la vodka al melone che si trova nei bar e le gelaterie e piace soprattutto a chi cerca una vokda delicata sia una vodka aromatizzata al melone. No, non lo è. La stragrande maggioranza delle «vodke a…» frutti vari sono vodka normale con aggiunta post distillazione di succo del frutto specifico, aromi e sciroppo di zucchero: non sono distillati, sono liquori a base di vodka, anche per la legge, infatti sulle etichette, se guardate, c’è scritto «liquore» e non «distillato» o «vodka» come si trova scritto sulla vokda.

La differenza sta nello zucchero

La proporzione di questi liquori a base di vodka è una specie di fifty fifty: circa il 47% è vodka neutra, di solito da grano, e il resto è una miscela dolce, per esempio al melone, ottenuta con zucchero, acqua, succo di melone e aromi. La sua gradazione alcolica finale è bassa, intorno ai 18% o 20% vol., ben lontana dai 37,5%-40% vol. della vodka vera.

Ciò riguarda tutte le «vodke a» qualunque gusto, da quella al melone a quella al cocco passando per quella alla fragola e una caratteristica importante di queste vodke è anche che hanno il colore del frutto al quale sono state sciroppate. Quella al melone è arancione, quella alla fragola è rossa e così via.

La vera vodka alla frutta non è dolce

La vodka aromatizzata alla frutta è invece vodka aromatizzata secca: durante o subito dopo la distillazione, i veri frutti (o i loro oli essenziali naturali) vengono infusi o ridistillati insieme all’alcol e non si aggiunge assolutamente sciroppo di zucchero, al massimo si mette una quantità infinitesimale di zucchero solo per bilanciare l’acidità.

La vodka aromatizzata alla frutta è facilmente riconoscibile rispetto al liquore a base di vodka al gusto di frutta perché non ha il colore del frutto, né consistenza densa e sciropposa. Il liquido della vodka aromatizzata alla frutta rimane trasparente, il sapore ha un aroma in più, quello dell’aroma in questione, più o meno intenso, ma di base è il sapore tipico e alcolico della vodka, anche perché è una vodka che resta tra il 37,5 e il 40% vol. e non è dolce e sciropposa, è una reale vodka secca che profuma intensamente e sa di quel frutto col quale la si è aromatizzata.

La vodka dal punto di vista nutrizionale

Dal punto di vista puramente nutrizionale, l’esame della vodka è veloce: la vodka non apporta nutrienti utili all’organismo, non contiene vitamine, minerali, proteine o fibre. Zero macro e micronutrienti. È composta esclusivamente da acqua e alcol etilico.

L’alcol etilico fornisce quelle che in nutrizione vengono definite «calorie vuote» (circa 7 calorie per grammo), ovvero energia che il corpo non può utilizzare per funzioni biologiche utili, ma che deve semplicemente metabolizzare e smaltire attraverso il fegato.

Secondo l’Oms, non esiste un livello sicuro di consumo di alcol per la salute. Ci sono, però, dei limiti a basso rischio per gli adulti sani, non più di 2 unità alcoliche al giorno, e per le donne adulte sane e gli over 65, non più di 1 unità alcolica al giorno. Un’unità alcolica corrisponde a circa 12 grammi di alcol puro. Nel caso dei superalcolici come la vodka a 40% vol. una singola unità alcolica corrisponde a un bicchierino da 40 ml.

Anche se nel rispetto di questi limiti, bere vodka quotidianamente costringe il fegato a un lavoro costante di disintossicazione e può influire negativamente sulla qualità del sonno, sull’idratazione e sul metabolismo generale. L’approccio migliore all’alcol, quello che riduce veramente al minimo l’impatto sulla salute, è il consumo occasionale e moderato, magari durante un evento sociale.

Quante calorie ha la vodka

E a livello calorico? Si potrebbe pensare che non essendo dolce, la vodka neutra non abbia calorie. In realtà, la vodka neutra non è dolce e non ha zuccheri aggiunti di alcun tipo, sì. Ma anche se presenta zero carboidrati e zero zuccheri, fa ingrassare a causa dell’alcol etilico.

L’alcol, infatti, apporta 7 calorie per grammo (quasi quante i grassi che ne hanno 9, ricordiamoci più o meno il doppio dei carboidrati che ne hanno 4). I superalcolici, consumati in eccesso o inseriti in una dieta già piena di grassi e zuccheri, fanno ingrassare per due motivi.

Primo, il blocco del metabolismo. Il corpo riconosce l’alcol che si beve come una tossina e dà al fegato la priorità assoluta di metabolizzarlo convertendolo in acetato per eliminarlo dal corpo al più presto (ecco perché la dipendenza dall’alcol a lungo termine rovina sempre e pesantemente il fegato). Mentre il corpo è impegnato a metabolizzare l’alcol della vodka, processo che dura molte ore, interrompe la scomposizione del resto e quindi se si sono assunti carboidrati e grassi questi vengono presi e accantonati, accumulati come adipe.

Anche i muscoli pagano il conto dell’alcol

E le proteine? Si blocca la sintesi proteica. L’alcol inibisce i segnali chimici e gli ormoni che dicono al corpo di usare le proteine per riparare e costruire tessuti: il corpo assorbe gli amminoacidi delle proteine, ma non riesce a usarli. Quindi converte questi amminoacidi in grasso oppure ne espelle l’azoto tramite le urine.

Non solo. Poiché l’alcol altera i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress), il corpo entra in uno stato catabolico e opera una vera e propria distruzione muscolare, sarebbe a dire che invece di sintetizzare nuove proteine a partire per dire dalla bistecca che mangiamo mentre beviamo un cocktail, il corpo va a smantellare le proteine già esistenti nei muscoli per trarne energia.

Secondo motivo per cui si ingrassa assumendo troppo alcol: le calorie vuote. Un bicchierino di vodka neutra da 40 ml apporta circa 80-90 calorie. Se si bevono tre o quattro bicchierini, si incamerano le calorie di un pasto contenuto senza averlo effettuato e poi dopo ovviamente si ha fame e si mangia, ecco che si incamerano calorie in eccesso rispetto a quelle bruciate e si ingrassa.

Si entra, cioè, in surplus calorico: le calorie in entrata sono superiori a quelle in uscita, così l’energia che risulta in eccesso viene immagazzinata, portando all’aumento di peso sotto forma di adipe, più che di massa muscolare come abbiamo già visto a causa degli altri meccanismi che il corpo mette in atto.

Una porzione standard di vodka neutra (circa 40 ml) apporta intorno alle 80-100 calorie, mentre le versioni zuccherine o i liquori alla frutta ne contengono un pelo meno ma di più da zuccheri aggiunti.

Vodka pura o liquore alla frutta?

Le calorie della vodka neutra sono appunto tra 80 e 100, tutte vuote, da alcol etilico. In un bicchierino da 40 ml di liquore a base di vodka con sciroppo di zucchero e succo concentrato di frutta, le calorie sono appena appena minori rispetto alla pura vodka, tra 70 e 90: 40 calorie provengono dall’alcol a 18% vol. e le restanti, tra 30 e 50 circa, derivano dagli zuccheri dello sciroppo e del succo di frutta, che sono in media 6 grammi.

Ultima differenza tra vodke è che anche se il bicchierino di vodka classica ha leggermente più calorie (perché ha il doppio dell’alcol, 40% contro 18%), non avendo zuccheri non provoca il picco di glicemia e insulina causato dallo sciroppo di zucchero del liquore a base di vodka con sciroppo di zucchero e succo di frutta. Certo, ha più alcol, però.

Da non perdere

Una mancetta per i danneggiati dal vaccino
Salute

Una mancetta per i danneggiati dal vaccino

A Firenze una donna ha subito lesioni neurologiche permanenti e irreversibili a causa delle punture imposte da Draghi e Speranza. Un uomo, dopo una dose di Moderna, è invece diventato cieco e disabile al 100 per cento. Verranno risarciti con 500 euro al mese

Gli unici alunni discriminati furono i «no vax»
Salute

Gli unici alunni discriminati furono i «no vax»

Speranza & C. oggi gridano che nelle nostre classi ci sono solo «bambine e bambini, non stranieri e italiani». Eppure, nei tristi giorni della pandemia si distingueva tra non vaccinati e vaccinati. E mentre questi andavano a scuola, gli altri venivano relegati in casa.

Frutto «invernale» dalle origini persiane. Il melone bianco è un orgoglio nazionale
Salute

Frutto «invernale» dalle origini persiane. Il melone bianco è un orgoglio nazionale

L’Italia, con la Spagna, è uno dei principali produttori europei di questo frutto dalla particolare polpa chiara. Si raccoglie tra agosto e settembre ed essendo molto longevo dura spontaneamente fino a Natale. Vera miniera di sali minerali e vitamine, offre, tra gli altri benefici, quello dell’idratazione, che spesso trascuriamo quando le temperature si abbassano.