L’infezione avanza meno spedita ma la fine del tunnel resta lontana
  • Bollettino sempre durissimo: 28.000 contagiati, decessi a quota 2.158. I nuovi positivi in 24 ore sono stati 2.470. La crescita mostra flessioni sparse, però il virus rimane dirompente. La Lombardia è ancora nel dramma.
  • Il farmaco per l’artrite può evitare l’intensiva, lo spiega Paolo Ascierto, oncologo dell’Istituto Pascale di Napoli: «Nei pazienti seri ma non gravissimi, può stabilizzare il decorso».

Lo speciale contiene due articoli.

L’avanzata del coronavirus sembra rallentare: con i nuovi 2.470 contagiati di ieri il numero dei malati di Covid-19 è salito a 23.073. Domenica, però, l’aumento era stato di 2.853 unità. Ora il numero complessivo di contagiati, comprese le vittime e i guariti, ha raggiunto i 27.980. Ci sono infatti 2.749 pazienti guariti dopo aver contratto il coronavirus, 414 in più in 24 ore. Domenica i guariti erano 369. In sostanza: scende il numero di contagiati e sale quello dei guariti. «Mancano i numeri della Puglia e della provincia di Trento», spiega il capo della Protezione civile Angelo Borrelli, «ma il trend complessivo è in ribasso». Lo confermano anche i dati della Lombardia. A Milano il coronavirus frena, anche se Brescia sorpassa Bergamo per numero di nuovi contagiati. A Brescia ieri sono stati registrati 445 tamponi positivi in più rispetto a domenica. A Bergamo, invece, si contano 344 contagiati in più in 24 ore. Solo 42 nuovi casi, invece, a Lodi. «A conferma», ha detto l’assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera, «che la strada intrapresa per contenere il virus è stata giusta». In Lombardia ora ci sono 14.649 positivi al coronavirus. I positivi di ieri: 1.377, «un dato inferiore a quello di domenica», sostiene Gallera, «in linea con quello degli altri giorni». Il dato dei ricoverati, però, cresce: 1.273 pazienti sono entrati ieri in un ospedale lombardo. I decessi invece sono arrivati a 1.420, ossia 202 in più rispetto a domenica. Nelle terapie intensive della Lombardia sono ricoverate 823 persone, 66 in più rispetto a domenica. A Milano città i contagiati sono 813 (domenica erano 711).

All’appello per avere in fretta altro personale sanitario hanno risposto 27 medici e quattro infermieri militari, che da ieri sono al lavoro nel Papa Giovanni XXIII di Bergamo. «A oggi», conferma Gallera, «sono arrivate 2.200 domande e ne sono state selezionate 1.020». L’appello è stato esteso anche ai medici pensionati. E se per l’ospedale alla Fiera di Milano il governatore Attilio Fontana è ottimista e annuncia che sul personale «presto ci saranno novità», ma Borrelli smorza: «Mancano le attrezzature».

Nel frattempo la Sicilia si blinda: stop ai collegamenti con il continente. Da tempo il governatore Nello Musumeci aveva chiesto l’adozione di questa misura ed era stato criticato. Nella notte di domenica, però, il ministro delle infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, ha firmato il decreto che prevede la sospensione dei collegamenti. In Sicilia i casi positivi sono 213 e rappresentano lo 0,0043% cento del totale degli abitanti nell’isola, pari a 4.999.891 persone. La media nazionale è intorno allo 0,05%. L’isola si trova in basso nella classifica delle regioni, dietro ci sono Molise, Calabria e Basilicata. In quest’ultima regione il governatore di centrodestra, Vito Bardi, ha assunto provvedimenti più stringenti per chi arriva da fuori: 14 giorni di quarantena per chiunque entri nei confini lucani. Crescono in Campania, invece, i comuni chiusi come Codogno: Nel Vallo di Diano, territorio campano della provincia di Salerno, dalla tarda serata di domenica ci sono quattro interi comuni in quarantena. Così ha disposto il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, dopo l’accertamento di 16 casi di positività in un giorno solo a Sala Consilina, Caggiano, Polla e Atena Lucana. La diffusione del contagio, confermano le autorità, è partita dallo svolgimento, tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, di due ritiri spirituali in una chiesa di neocatecumenali. Al primo incontro, svolto in un hotel di Atena Lucana a fine febbraio, hanno partecipato circa 20 persone, tra le quali tre parroci. Uno dei sacerdoti è risultato positivo. All’incontro ha partecipato un anziano di Bellizzi, sempre in provincia di Salerno, morto la settimana scorsa e contagiato dal Covid-19. Ora sono cinque, quindi, i comuni campani in isolamento. Ariano Irpino, il primo paese isolato da De Luca, è chiuso con dei posti di blocco che impediscono ingressi e uscite. Tamponi a tappeto sulla popolazione di Castiglione Messer Raimondo, paesino abruzzese di 2.000 abitanti. Si contano già nove contagiati e il sindaco ha chiesto una misura simile a quella adottata da De Luca in Campania. Anche in Liguria provvedimenti più stringenti: troppe persone a passeggio lungo le scalinate storiche e i sentieri collinari a La Spezia lo scorso weekend. Per questo il sindaco Pierluigi Peracchini ha vietato l’accesso con un’ordinanza in vigore fino al 3 aprile. A Lecce è polemica per un provvedimento, firmato dal governatore pugliese Michele Emiliano, che ha fermato un pezzo del polo d’eccellenza destinato alla gestione delle emergenze proprio poco prima della diffusione dell’epidemia. Conta 40 posti letto, pronti dal 21 dicembre, ma non parte perché è stato bloccato il rifornimento del serbatoio per l’ossigeno. In Piemonte, invece, la Regione ha annunciato l’apertura in pochi giorni del nuovo ospedale di Verduno, nel Cuneese: sarà il centro di riferimento regionale per il Covid-19.


Da non perdere

Salute

Un teenager su quattro ha provato droghe

La Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia del 2026, presentata ieri mattina in una conferenza stampa dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Alfredo Mantovano, racconta uno spaccato complesso, che va ben oltre quello dell’uso…

M5s pretende che Arcuri possa mentire sul covid
Salute

M5s pretende che Arcuri possa mentire sul covid

I pentastellati chiedono che l’ex plenipotenziario di Conte durante il Covid venga audito in commissione «senza alcun vincolo di testimonianza veritiera». Non bastavano lo scudo erariale e i controlli anticorruzione aggirati: arriva pure la licenza di dire bugie.

Conte punto sul vivo vuole querelare tutti
Salute

Conte punto sul vivo vuole querelare tutti

Tirato in ballo da quanto emerge in commissione Covid, Giuseppi ora minaccia. Il capogruppo di Fdi al Senato, Malan, tira dritto: «Muro di silenzio sulle maxi commesse ai suoi ex colleghi». Montaruli rincara: «Si faccia audire». Ma le opposizioni: «Lisei lasci».