La Verità - Repliche
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«Cdp ha rigorose policy aziendali, alle quali mi sono sempre attenuta»

Gentile Direttore,

In relazione all'articolo circa il cambio di management in Cassa Depositi e Prestiti, pubblicato in data 5 settembre 2018 sul sito web del giornale La Verità da Lei diretto, dal titolo: Palermo riorganizza CDP e fa traslocare il salotto Costamagna, tengo a precisare quanto segue, per amor di verità e per la tutela della mia persona e della mia professionalità.

Sono uscita dalla compagine di CdP su dimissioni volontarie presentate il giorno 10 agosto 2018, al fine di poter seguire il dott. Costamagna nella sua nuova attività professionale. In relazione, poi, alle note di colore - vere o meno vere poco le importa - che sovente corredano gli articoli del Suo giornale, è opportuno far sapere ai suoi lettori che CdP ha rigorose policy aziendali, alle quali mi sono sempre attenuta.

Cordiali Saluti
Sara Polatti

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«Agenas non stila classifiche dei Pronto soccorso»

Egregio Direttore,

in merito all'articolo Aspetta e Spira. Se il Pronto Soccorso non è affatto pronto di Carlo Piano, pubblicato il 6 agosto 2018, si precisa che Agenas non «ha stilato una classifica dei Pronto soccorso italiani».

I dati citati dal giornalista sono stati estrapolati dall'edizione 2015 del Programma nazionale esiti (Pne) che - come espressamente previsto sulla propria home page - «non produce classifiche, graduatorie, giudizi».

Va, inoltre, specificato che la permanenza nella struttura di ricovero non è un indicatore valido in assoluto per valutare la qualità assistenziale, poiché l'attesa può dipendere da vari fattori quali: i volumi di accesso al Pronto soccorso, la composizione e gravità dei casi assistiti, la quantità e composizione del personale, la capacità di assorbimento dei reparti di degenza, eccetera. Alcuni di questi fattori possono costituire elementi di criticità della qualità assistenziale del Pronto soccorso, altri del sistema di filtro territoriale, altri ancora sono conseguenza naturale delle attività necessarie a garantire una corretta risposta assistenziale.

La possibilità di consultare detti flussi, coerentemente con lo spirito del Pne, ha la finalità di consentire alle Regioni di disporre di uno strumento scientifico di valutazione e di monitoraggio e ai professionisti coinvolti nei servizi di emergenza-urgenza di avere conoscenza di eventuali segnali di criticità.

Cordiali saluti

Staff Comunicazione, Agenas

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«Nessun rapporto con Soros»

Spiace dover tornare su una vecchia bufala, ma il fatto che sia stata rispolverata da alcuni organi d'informazione-senza compiere i dovuti approfondimenti – ci costringe a precisare quanto segue: in data 28 Luglio 2018 il suo giornale ha pubblicato un articolo titolato La cricca Soros all'Europarlamento: 14 deputati italiani tutti di sinistra firmato da Carlo Tarallo che in realtà è una notizia falsa di tanto in tanto riciclata.

In primo luogo vogliamo affermare con nettezza che nessun deputato europeo del Pd, della lista o fuori di essa, ha alcun rapporto diretto o indiretto con George Soros. Giova peraltro ricordare che al Parlamento europeo l'attività di lobbying è rigorosamente disciplinata per assicurarne la necessaria trasparenza.

L'elenco a cui fate riferimento nell'articolo, è tratto da un rapporto di una società di consulenza indipendente redatto nel 2014 e riguarda membri appartenenti a 11 delle 20 commissioni legislative del Parlamento, ovvero alle loro sottocommissioni. Nonché a 26 delle 44 delegazioni internazionali ritenute d'interesse. Da tale appartenenza si sarebbe fatta derivare l'affidabilità o addirittura un opaco "rapporto di servizio", con evidente malafede. Le informazioni riportate dallo studio della società di consulenza sono tutte pubbliche, rinvenibili dal sito del Parlamento europeo o da altri siti web, ivi compreso Wikipedia.

I dati sono peraltro superati: tra i nomi compaiono deputati non più in carica da molto tempo e non si tiene conto delle numerose variazioni della composizione delle commissioni nel frattempo intervenute.

I membri dell'elenco (226 in tutto) appartengono a cinque degli otto gruppi parlamentari, ossia: Sinistra Europea, Socialisti e Democratici, Verdi, Liberali e Popolari. Non sta a noi motivare tale scelta, ma pare abbastanza evidente che chi ha redatto lo studio abbia inteso escludere i gruppi euroscettici. Quanto alla presenza di molti deputati del centrosinistra è chiaro che ciò va ricondotto al risultato elettorale del 2014, che ha portato ad essere eletta una nutrita compagine di questo schieramento.

In conclusione ci preme sottolineare che è molto grave insinuare un rapporto "servizievole" tra gli eurodeputati e il signor Soros; la nostra attività si svolge in modo totalmente indipendente e libero, per cui non è accettabile una simile lesione della nostra reputazione.

Vi chiediamo dunque di voler provvedere, ai sensi dell'art. 8 Legge 47/1948, alla rettifica di quanto riportato nel citato articolo nella collocazione prevista dalla legge e con risalto analogo a quello riservato al brano giornalistico cui la rettifica si riferisce, comunicandovi che, in difetto, intraprenderemo le iniziative necessarie volte a tutelare la nostra reputazione personale e professionale.

Gli europarlamentari PD:

Patrizia Toia capo delegazione, Brando Benifei, Mercedes Bresso, Renata Briano Nicola Caputo, Silvia Costa, Andrea Cozzolino, Nicola Danti, Isabella De Monte, Elena Gentile, Roberto Gualtieri, Cecile Kyenge, Luigi Morgano, Pina Picierno, Gianni Pittella, David Sassoli, Daniele Viotti.

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Cucinotta non nel cast del film ambientato nella magione del bancarottiere di Etruria

Nel titolo di prima pagina riguardante la villa di proprietà di un presunto bancarottiere, abbiamo scritto «Affondò Etruria. Ora si dà ai video e ai film con la Cucinotta», il che può aver indotto a pensare che Maria Grazia Cucinotta abbia fatto parte del cast del film ambientato nella magione. In realtà, come scritto nel relativo articolo di Giacomo Amadori, alla Verità risulta che l'attrice abbia solo assistito a qualche ora di riprese come ospite. Ce ne scusiamo con la diretta interessata e con i lettori.

Leggi qui l'articolo

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Lettera di Elsa Fornero

Gentile direttore,

il giornale da lei diretto riportava ieri un articolo a firma di Antonio Grizzuti dal titolo La Fornero ama l'Europa perché la riempie di soldi (occhiello: Gli affari dell'ex ministro).

L'articolo si riferisce a un progetto di divulgazione economico-finanziaria finalizzata agli anziani, finanziato dal programma Erasmus+ dell'Unione europea e denominato FinKit. Tutte le informazioni sul progetto e i materiali prodotti nel suo ambito si trovano, secondo le indicazioni del bando, su www.finkit-cerp.carloalberto.org, sito ufficiale del progetto.

A dispetto del nome del suo giornale, l'articolo è pieno di informazioni false, tendenziose o inesatte, forse anche perché l'autore dell'articolo, dopo aver scritto una mail lunedì (non una settimana fa) alla responsabile della comunicazione del progetto per chiedere svariate informazioni, non ha atteso, neppure qualche ora, una nostra risposta.

La invito, pertanto, a pubblicare - possibilmente con la stessa visibilità data all'articolo e anche sul sito, queste mie precisazioni e rettifiche - che mando in qualità di coordinatore del progetto FinKit.

  1. Come lei saprà i bandi Ue sono altamente competitivi e quindi solo i migliori progetti si aggiudicano i finanziamenti. Il finanziamento in questione non è pertanto andato «alla Fornero» e meno che mai ai suoi «affari», ma a un partenariato di cinque enti (Collegio Carlo Alberto; Ufficio Pio della Compagnia di San Paolo; Confederación Española de Centros de Enseñanza, Madrid; Observatoire de l'Epargne Européenne, Parigi; Instituto Politécnico de Setúbal) di cui il Collegio Carlo Alberto è capofila. L'importo riportato nell'articolo di euro 223.645 si riferisce al finanziamento deliberato dall'Ue per tutto il progetto, spalmato su tre anni e da suddividere fra i cinque partner.
    La quota attribuita al Cca è complessivamente di 100.000 euro, interamente utilizzati per i compensi dei cinque ricercatori junior coinvolti nel progetto e per la realizzazione degli strumenti di educazione finanziaria (questa voce di budget era esclusivamente a carico del Cca, in quanto leading partner del progetto). Tutta la contabilità è tenuta sulla base delle precise indicazioni dell'Ue.
    Per quanto mi riguarda ho considerato la supervisione scientifica del progetto come parte del mio impegno accademico e non ho pertanto percepito, né percepirò in futuro, neppure un euro. E ciò non tanto per soddisfare il «codice d'onore» del suo giornale, bensì la mia coscienza e perché il mio attaccamento all'Europa è ideale, non venale come vorrebbe l'articolista.
  2. Pur con tutti i limiti di un prodotto «artigianale», i risultati possono essere ritenuti molto buoni dato il budget limitato e l'affidamento della realizzazione dei «libretti» a una scuola professionale. L'app sarà disponibile a breve sul sito del progetto, entro il suo termine ufficiale. I «libricini» (come sprezzantemente li ha definiti l'articolista) hanno richiesto quasi un anno di lavoro di più persone.
    La conferenza finale del progetto Finkit ha superato i 110 partecipanti, in conformità con le regole del progetto e come testimoniato dal foglio firme che abbiamo raccolto e che farà parte della rendicontazione ufficiale. Quanto alla visibilità dei video e degli altri strumenti, il nostro obiettivo non è tanto di raggiungere like (che potranno in ogni caso arrivare) quanto di fornire uno strumento educativo. E, come chiunque sa, gli strumenti educativi richiedono tempo per produrre risultati. I programmi di educazione finanziaria di base, la cui esigenza è fortemente sentita in ambito di istituzioni internazionali, come l'Osce, non fanno eccezione. Il kit sarà distribuito gratuitamente a biblioteche, enti, associazioni che si occupano di fragilità, e utilizzato dai volontari dell'Ufficio Pio per aiutare gli assistiti meno giovani.
  3. Il numero di incontri organizzati a Madrid, Setubal e Torino nell'ambito del progetto è conforme a quanto richiesto nel contratto, molto dettagliato, con Erasmus+, non uno in più, né uno in meno.
  4. Il Museo del Risparmio è partner locale del progetto in quanto soggetto promotore di educazione finanziaria, ma non ha ricevuto finanziamenti da Erasmus+. I soci fondatori del Collegio Carlo Alberto sono Compagnia di San Paolo e Università di Torino, non Intesa San Paolo.
  5. Quanto al finanziamento citato da Italia Oggi, il Cerp non ha mai ricevuto fondi per un progetto con quel titolo. Il Cerp è invece molto attivo, e con discreto successo, nei bandi europei, come deve essere per chi fa ricerca.

Tanto è dovuto alla «verità».

Elsa Fornero


Desidero ringraziare la professoressa Fornero per le sue precisazioni che pur definendo «false, tendenziose o inesatte» le informazioni presenti nell'articolo, finiscono nella sostanza per confermarle. Se c'è un dato che non trova riscontro è invece la somma di 100.000 euro menzionata nella richiesta di rettifica. L'importo citato nel titolo e nel corpo dell'articolo è stato ricavato da un documento ufficiale accessibile in rete (http://www.erasmusplus.it/wp-content/uploads/2015/01/Esiti_KA2_EDA_2015.pdf) e nel quale il Collegio Carlo Alberto viene riportato come unico beneficiario del finanziamento. Per ciò che concerne le valutazioni soggettive, pur comprendendo che possano non risultare gradite, esse rientrano nel diritto di critica.

Antonio Grizzuti

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Nessuna polemica tra Villarosa e Banca d'Italia

In riferimento all'articolo firmato dai giornalisti Alessandro Da Rold e Claudio Antonelli del 13 giugno, con particolare riferimento al sottotitolo: «L'esecutivo si accorda sulle nomine dei vice. Al Mef vanno i grillini Castelli e Villarosa, già in polemica con Bankitalia per la cancellazione della finanziaria del fratello…», per dovere di completezza dell'informazione vorrei sottolineare che, com'è anche facilmente riscontrabile dalle stesse parole del governatore di Banca d'Italia nell'audizione in commissione inchiesta sulle banche del 19 dicembre 2017, non sono mai entrato in alcuna polemica nei confronti dell'istituto per le vicende legate a mio fratello e mai queste vicende sono rientrate nella mia attività legislativa. L'unico incontro avuto con Banca D'Italia, chiesto peraltro dal governatore stesso, verteva semplicemente sulle differenze di vedute nella proprietà delle quote di Banca d'Italia e sul Ddl Nazionalizzazione del quale sono stato primo firmatario.

Alessio Mattia Villarosa
Sottosegretario all'Economia

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Sommella: «Nessuna attività relativa a quei fondi offshore»

Con riferimento all'articolo apparso sul vostro giornale in data 28/01/2018 dal titolo L'uomo di Bankitalia portò fondi tossici in Pop Vicenza tengo a precisare, per un'esaustiva informazione dei vostri lettori e a tutela della mia onorabilità, immagine e professionalità, quanto segue: il sottoscritto non ha mai condotto alcuna attività relativa ai fondi offshore ivi citati.

Infatti, come peraltro documentato e appurato in altre sedi, il signor Matta venne in banca accompagnato dal signor Majorano - persona che conoscevo da diversi anni non per motivi di lavoro - nel mese di dicembre 2011. Gli stessi fecero la loro presentazione alla quale assistette tra l'altro, collegato in video conferenza, anche l'allora vicedirettore generale responsabile dell'area finanza e per quello che mi riguarda la cosa fini lì. Sottolineo anche di non aver mai riscontrato né risposto all'email ricevuta nel febbraio 2012 dal signor Majorano né mai veicolato la stessa ad altre strutture della banca a riprova che, a mio avviso, l'operazione non andava eseguita.

Tali mie valutazioni negative in ordine alla prosecuzione dell'operazione furono inoltre comunicate telefonicamente al signor Majorano. Dopo questi episodi personalmente non ho più avuto nessun contatto con il signor Matta. Dichiaro che sia il signor Matta sia gli altri nominativi interessati ai fondi, che sono citati nell'articolo, non li conoscevo prima e non li ho mai conosciuti neanche dopo. Ribadisco pertanto la mia totale estraneità alle decisioni afferenti gli investimenti di Banca popolare di Vicenza nei fondi in questione

Mariano Sommella

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Nessun contatto con Pragmata

Gentile Direttore, con riferimento all'articolo "Il ruolo del cassiere del Colonnello che guidava la fondazione di Prodi" a firma di Giacomo Amadori, pubblicato a pg 3 del giornale da lei diretto, l'ufficio stampa del Presidente Prodi ribadisce, così come già fatto in passato numerose volte, la totale estraneità del Presidente Prodi rispetto alla società Pragmata e la Fondazione Teresys.
Se invece foste interessati a ricevere foto del Presidente con esponenti di molti Paesi africani, vi informiamo che siamo in grado di inviarne alcune decine di migliaia.


L'Ufficio stampa
del Presidente Romano Prodi