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«Proprio oggi la Consulta ci ricorda l’importanza della Costituzione. E proprio oggi Zan tifa ingerenza?»

«Proprio oggi la Consulta ci ricorda l’importanza della Costituzione. E proprio oggi Zan tifa ingerenza?»
Ansa

«Non è incostituzionale il divieto, contenuto nella legislazione vigente, di registrare "due mamme" di un figlio nato da fecondazione eterologa. La Consulta non ha quindi aperto una breccia nel concetto di famiglia. Tuttavia, lascia purtroppo aperta la porta alla discrezionalità del legislatore e alla stepchild adoption. Ma la Costituzione, nel "riconoscere" la famiglia naturale, esclude concezioni di famiglia del tutto contrarie a questa, come quella in cui ci sarebbero due "mamme». Così la nota di Pro Vita e Famiglia sulle questioni di legittimità esaminate dalla Corte Costituzionale e sollevate dal Tribunale di Venezia riguardanti la storia di due donne unite civilmente, con un bambino da registrare, acquisito all'estero.

«Considerato che ora il parlamentare Zan sta strumentalizzando le parole del Papa sulle unioni civili per velocizzare il processo per la legge contro l'omotransfobia, ricordiamo anche a lui quanto conta il rispetto della Costituzione e dei suoi principi fondamentali, tra cui il diritto di espressione e di opinione. Un conto è riconoscere e tutelare la dignità di tutti, un conto è mandare in galera anche il Papa qualora dicesse che un bambino nasce da un padre e da una madre. Ma caro Zan per voi non è un'ingerenza nella politica che il Papa parli sulle unioni civili e sugli omosessuali? Come al solito le vostre parole sono vuote e inattendibili oltre che menzognere» ha concluso la nota di Pro Vita e Famiglia.

Merz: «C’è frattura tra l’Europa e gli Usa». Macron vaneggia: «Il modello siamo noi»
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz (Ansa)
  • Il cancelliere tedesco: «Vecchio ordine tramontato, era nuova». Il presidente francese fa il bullo con l’atomica e vuole più missili.
  • L’asse Roma-Berlino è un segnale.. Con Parigi in crisi, tocca alle altre due potenze continentali interagire con Washington.

Lo speciale contiene due articoli.

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Ore contate per il bambino di Napoli: si cerca un cuore anche all’estero
I genitori del piccolo Tommaso (Ansa)
Il piccolo che ha ricevuto l’organo «bruciato» arrivato da Bolzano è primo nella lista d’attesa dei trapianti. I genitori attendono il parere del Bambin Gesù. Il ministero manda gli ispettori nei due ospedali coinvolti.

Sono ore di apprensione per le condizioni del bimbo di due anni a cui è stato impiantato un cuore danneggiato. Mentre sul fronte giudiziario proseguono le indagini, la mamma del piccolo Tommaso spera che arrivino buone notizie per un nuovo cuore. Il bimbo è ricoverato in coma farmacologico nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale Monaldi di Napoli. Le sue condizioni si sono anche aggravate.

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Indagati i medici che salvano i clandestini dall’espulsione
(iStock)
Per essere spediti in un Cpr serve l’ok sanitario. Un senegalese che ha molestato sette donne e un gambiano che ha distrutto la pensilina del bus non sono risultati idonei. Così come l’assassino di Aurora Livoli. Parte l’inchiesta.

Non bastavano le decisioni orientate di alcuni giudici: ora, in soccorso dei clandestini da espellere, scendono in campo anche i medici. Lo strumento messo a disposizione sarebbe il certificato anti rimpatrio. I pm della Procura di Ravenna, Daniele Berberini e Angela Scorza, l’altro giorno hanno disposto una perquisizione informatica nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale Santa Maria delle Croci. L’ipotesi di reato è falsità ideologica continuata commessa da pubblico ufficiale in atto pubblico.

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Le sparate dei signor No rompono l’unità fra toghe e il muro dell’omertà
Nicola Gratteri (Imagoeconomica)
Quale che sia l’esito finale, questo referendum ha comunque avuto almeno un merito: la cappa di piombo che per anni ha impedito il dibattito interno si è finalmente rotta.

Non so quale sarà il risultato del referendum. Secondo alcuni sondaggi il Sì è in vantaggio di diversi punti, secondo altri ci sarebbe un testa a testa fra i due fronti e addirittura il No alla riforma della giustizia potrebbe all’ultimo averla vinta. Tuttavia, a prescindere da quale sarà il responso delle urne, la campagna per il plebiscito dal mio punto di vista ha già sortito un risultato positivo: ha rotto la cappa di piombo che per anni ha impedito il dibattito interno alla magistratura.

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