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Mutui, il miglior tasso resta ancora quello variabile

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Per quanto riguarda il tasso fisso, il nostro Paese si posiziona nei gradini bassi della classifica europea con un valore di 2,89%: solo Grecia e Germania fanno peggio, con indici fissi che partono, rispettivamente, da 3,20% e 3,12%. Sul fronte del tasso variabile, invece, l'Italia mantiene il suo primato con 1,32% e nessuno, tra i Paesi analizzati, offre un tasso iniziale migliore.

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Il governatore della Calabria auspica, col «Foglio», una Forza Italia più aperta sul tema dei diritti civili. Protesta pannelliana di Giachetti: si incatena per la Vigilanza Rai. Interviene la Meloni e lo accontenta.

Dio salvi il centrodestra dai «riformisti». Questa categoria dello spirito, che i cronisti politici utilizzano per individuare l’ala più moderata del Pd, ha una caratteristica: individua protagonisti dem che non hanno mai fatto una riforma.

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Con la Cina è meglio fare affari che la guerra
Xi Jinping e Donald Trump (Ansa)
Editorialisti e politologi indignati perché Trump potrebbe mollare Taipei per accordarsi col Dragone. L’alternativa è rischiare un conflitto su larga scala. È più saggio negoziare facendo leva sui punti deboli dell’avversario. E restando fermi su Giappone e Corea.
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L’Iran riapre Hormuz a singhiozzo. Trump minaccia: «Faremo pulizie»
Donald Trump (Ansa)
  • Teheran ha consentito il transito a una trentina di navi. Araghchi: «Garantiremo la sicurezza del commercio nello Stretto». Trump però non esclude altri blitz: «La pazienza sta per finire». E il prezzo del petrolio sale.
  • Putin in Cina il 20. Raid fa strage a Kiev. Attaccata pure una raffineria russa. Zelensky: «Ora siamo legittimati a colpire siti energetici e militari». Scambiati oltre 400 prigionieri.

Lo speciale contiene due articoli.

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Sempio, il capo degli investigatori: «Sulle intercettazioni sono un asino»
Silvio Sapone (Ansa)
Il carabiniere, sentito dai pm nel 2025 nel procedimento di corruzione nei confronti di Mario Venditti, ammette: «Le microspie solo su una delle auto di Andrea Sempio? Non me ne intendo. Per me i fascicoli sono tutti uguali».

Chi ama la cronaca nera e le serie crime sa che gli omicidi più efferati e mediatici vengono affidati ai migliori investigatori su piazza. Ma dieci anni fa, a Pavia quando è arrivato il momento di riaprire le indagini sull’omicidio di Chiara Poggi dovevano avere finito gli specialisti. Niente Squadra mobile della Polizia, niente Nucleo investigativo dei carabinieri, niente Scientifica, né Ris. I magistrati devono avere pensato che per verificare la fondatezza dei nuovi indizi raccolti dalla difesa di Alberto Stasi (elementi che oggi rappresentano l’architrave dell’ultima inchiesta pavese) sarebbero bastati i carabinieri distaccati in Procura, un gruppo di militari con storie molto diverse (c’erano anche ex forestali), più simili a dei cancellieri che a dei detective (senza offesa per nessuno).

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