La dichiarazione finale della COP 28, celebrata come un successo, in realtà è un documento ambiguo, pieno di equilibrismi lessicali, in cui non si parla di abbandono dei combustibili fossili. Semmai, l’accordo lascia via libera a gas e nucleare come fonti necessarie a sostenere la transizione.
Domanda asiatica in calo. Teheran colpisce infrastrutture energetiche. Shipping globale nel caos. La guerra aiuta la Russia. Shock energetico prolungato? I sauditi temono petrolio a 180$.
Lo Stretto resta chiuso e il petrolio sale. Si cercano rimedi ma le riserve sono solo una toppa. La Russia intanto sorride. Von der Leyen pentita sul nucleare.
Stretto di Hormuz bloccato, non passano petroliere e metaniere. Salgono i prezzi di gas, petrolio, benzina e gasolio. Gnl dal Qatar fermo, i produttori di petrolio del Golfo frenano l’estrazione in cerca di stoccaggi.
L’Arabia Saudita aumenta l’export di petrolio. Trump convoca le Big Tech sull’energia. Gas dall’Artico per l’Ue. Sale il petrolio, inflazione su?






