L’accusa del governo: «Dietro gli sbarchi c’è la mano di Putin»
Guido Crosetto e Antonio Tajani attaccano la milizia Wagner, che nega. Avanza l’idea di schierare nel Mediterraneo la Marina militare.

Ci sarebbe la regia della famigerata brigata Wagner, quella composta dai mercenari al soldo del presidente russo Vladimir Putin, dietro all’incremento degli sbarchi di clandestini sulle coste italiane. Il ministro della Difesa Guido Crosetto non usa mezze misure: «Mi sembra che ormai si possa affermare che l’aumento esponenziale del fenomeno migratorio che parte dalle coste africane sia anche, in misura non indifferente, parte di una strategia chiara di guerra ibrida che la divisione Wagner, mercenari al soldo della Russia, sta attuando, utilizzando il suo peso rilevante in alcuni Paesi africani». E anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in missione a Gerusalemme dove ha incontrato il premier Benyamin Netanyahu, ha espresso «preoccupazione»: «Molti migranti arrivano da aree controllate dal gruppo Wagner». Poi ha aggiunto: «non vorrei ci fosse un tentativo di spingere migranti verso l’Italia».

Forse anche per questo il governo di Giorgia Meloni rimette in pista l’ipotesi di schierare anche la Marina militare nella lotta all’immigrazione clandestina. Ci sarebbe quindi un maggior coordinamento sulla sorveglianza marittima per l’individuazione dei barconi che trasportano migranti in acque extraterritoriali. La Marina militare ha gli strumenti tecnologici adeguati per contrastare il fenomeno. Una misura che andava in questa direzione era stata prevista nelle prime bozze del decreto sul contrasto all’immigrazione irregolare, poi stralciata prima del varo del testo definitivo da parte del Consiglio dei ministri che la scorsa settimana si è riunito a Cutro.

Ieri mattina Meloni, oltre a Tajani e Crosetto, ha incontrato il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, quello dell’Interno Matteo Piantedosi e i vertici dei Servizi segreti: la direttrice del Dis, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, Elisabetta Belloni e il direttore dell’Aise, l’intelligence che si occupa di minaccia estera, Giovanni Caravelli. Per Crosetto, «Ue, Nato e Occidente, così come si sono accorti che gli attacchi cyber facevano parte dello scontro globale che il conflitto ucraino ha aperto, oggi sarebbe opportuno capissero che anche il fronte sud europeo sta diventando pericoloso. Dovrebbero inoltre prendere atto che l’immigrazione incontrollata e continua, sommata alla crisi economica e sociale, diventa un modo per colpire i Paesi più esposti, in primis l’Italia, e le loro scelte geo strategiche». Secondo Crosetto, «l’Alleanza atlantica si consolida se si condividono anche i problemi, ma rischia di incrinarsi se i Paesi più esposti a ritorsioni di vario tipo (come aprire i rubinetti dell’immigrazione da parte di alcuni Stati) vengono lasciati soli».

In un messaggio vocale carico di imprecazioni pubblicato sul suo canale Telegram, il capo di Wagner Yevgeny Prigozhin ha commentato così le parole di Crosetto: «Non abbiamo idea di cosa stia succedendo con la crisi dei migranti, non ci preoccupiamo di questo». Ma l’opposizione, per una volta non si schiera contro Putin e i suoi mercenari. Il leader di Europa verde Angelo Bonelli se l’è presa con Crosetto, secondo il quale «la causa delle migrazioni è il comando Wagner e non la crisi umanitaria, quella del ministro è una dichiarazione che ha il solo scopo di distrarre l’opinione pubblica dalle drammatiche responsabilità del governo Meloni». E alla fine se ne esce con un: se fosse vero «che i migranti ce li mandano i russi» questa «sarebbe di per sé una ragione in più per salvarli».

Il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato (dove è appena approdato il decreto varato dal governo dopo il naufragio di Cutro), Alberto Balboni di Fratelli d’Italia ha toccato anche il tema della protezione speciale: «Le norme sulla protezione speciale approvate nel dicembre 2020 dal governo di Giuseppe Conte, su pressione dell’ex ministro Luciana Lamorgese e con il sostegno del Pd, hanno trasformato l’Italia nel Paese con le maglie più larghe sulla protezione e l’accoglienza degli stranieri che sanno di avere un’altissima probabilità di rimanerci e quindi preferiscono l’Italia a Paesi come la Gran Bretagna o la Grecia». Per Balboni il modo in cui verrà affrontata «la questione sarà oggetto di confronto anche nella maggioranza».


Il nuovo decreto sull’immigrazione mercoledì verrà annunciato in aula al Senato. Poi si passerà alle eventuali audizione e alla presentazione degli emendamenti. Dal governo trapela che verrà data ampia libertà al dibattito politico, anche nella maggioranza, sulle eventuali proposte da apportare. E si passerà alla votazione. L’approvazione è prevista tra la fine di marzo e i primi giorni di aprile.

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