Caro Roberto Gualtieri, caro sindaco di Roma, le scrivo questa cartolina per esprimerle la mia solidarietà: non riesco proprio a capire come quei cattivoni dei proprietari (per altro: una società professionale che gestisce patrimoni pubblici) non le abbiano venduto per due noccioline e quattro pistacchi, come da sua offerta, lo SpinTime, cioè l’immobile all’Esquilino occupato fino a pochi giorni fa. Ma insomma cosa pretendono questi proprietari?
Si sono visti occupare il loro palazzo, l’hanno visto cadere a pezzi, l’hanno visto farsi pericolante mentre gli occupanti guadagnavano soldi organizzando attività commerciali (in nero) di ogni tipo, hanno visto calpestare leggi, regole, tasse, rendendo quelle mura assai poco appetibili sul mercato, e ora manco la ringraziano per aver osservato tutto ciò senza batter ciglio? Questi proprietari devono essere davvero «persone senza cuore» come dice lei, caro sindaco. Altrimenti quel palazzo glielo avrebbero regalato, altro che venduto. Così tanto per far capire a tutti cosa diventa Roma grazie a iniziative come la sua. La caput mundi dell’illegalità. In effetti l’idea di premiare con un palazzo le centinaia di persone che da tredici anni lo occupano abusivamente è meritevole di menzione. E potrebbe aprire la strada ad altre iniziative del genere. Per dire: se uno passa con il semaforo rosso potrebbe avere in regalo un telepass gratuito e la targa di automobilista benemerito. Oppure: se uno devasta un’aiuola potrebbe avere in omaggio un pezzo di Villa Borghese. Oppure: se uno imbratta il muro del Colosseo potrebbe ottenere come ricompensa alcuni ruderi dei Fori imperiali. Che ne dice Gualtieri? Non sarebbe un ottimo programma? Del resto lei aveva già iniziato a percorrere questa strada concedendo il diritto di residenza a chi occupa una casa e proponendo il bonus per i netturbini assenteisti. Ora arriva il tentativo di usare i soldi pubblici per regalare un palazzo a chi se n’è impossessato abusivamente. Ma perché fermarsi qui? Proponiamo un bel concorso comunale: scippa un turista e diventa guida turistica. Non sarebbe male, non crede?
Romano de’ Roma, 60 anni appena compiuti (il 19 luglio), già professore di storia prestato all’economia, già dalemiano prestato al prodismo, per dieci anni europarlamentare, poi ministro delle Finanze nel governo Conte II, quindi deputato e sindaco dal 2021, a lei viene sempre perdonato tutto, caro Gualtieri. Sia quando pubblica un video promozionale con evidenti errori d’inglese («My names is Roma»), sia quando colloca Terni nel Lazio, sia quando dice che «ciò che aumenta il debito pubblico non aumenta il debito pubblico» e persino quando canta Bella Ciao suonando la sua amata chitarra. Tutto le viene perdonato. Compreso il fatto che ora vuole usare i soldi dei contribuenti non per dare una casa chi non ce l’ha ma per darla a chi se l’è procurata illegalmente. Questione di scelte. È da tredici anni che quel palazzo era occupato. Per non averlo sgomberato lo Stato è stato costretto a pagare (con i nostri soldi) 21 milioni di euro. Ora lei ne vorrebbe spendere altri per aiutare gli occupanti. E a Roma chi cerca di vivere rispettando le leggi si chiede: ma essere onesti conviene? O meglio aspettare il prossimo sindaco?
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