dicaprio enel rana
Leonardo DiCaprio (Ansa)

Leonardo DiCaprio è molto preoccupato per il rischio di estinzione di una particolare specie di rana, la pehuenche, a causa di una interconnessione elettrica ad alta tensione tra Cile e Argentina progettata dall’Enel, evidentemente per motivi di necessità dei due Paesi.

Non è che l’Enel si muove così a caso: è un’azienda italiana stimata in tutto il mondo e viene chiamata a svolgere opere per le quali, evidentemente, i Paesi che le richiedono non trovano altri interlocutori all’altezza. Il popolarissimo attore ha scritto sul suo profilo social, seguito da 60 milioni di follower: «Proteggere questa specie significa proteggere un intero ecosistema vitale per la biodiversità, le risorse d’acqua dolce e la resilienza climatica». Dal canto suo, Enel ha respinto le accuse con una nota ufficiale, ribadendo di aver sempre operato nel pieno rispetto della normativa vigente.

L’azienda ha spiegato che «tutti gli aspetti ambientali, territoriali e patrimoniali, inclusi quelli relativi agli ecosistemi, al patrimonio archeologico e geologico, nonché alle attività economiche e ricreative, sono stati analizzati, integrati e affrontati in conformità alla normativa vigente e alle richieste formulate dalle autorità competenti durante l’iter autorizzativo».

Enel respinge le accuse di DiCaprio

Enel ha assicurato che continuerà a collaborare con le autorità, fornendo tutta la documentazione e gli approfondimenti tecnici e ambientali qualora le autorità lo ritenessero necessario. Con la sua forza mediatica impressionante, non poteva mister DiCaprio interloquire direttamente con i governi dei due Paesi e anche con l’Enel stessa? L’azienda italiana avrebbe trovato sicuramente, ad esempio con Flavio Cattaneo, una persona disposta al dialogo e a prendere in considerazione i problemi sollevati dal celeberrimo Leonardo, detto Leo.

No, ha preferito rivolgersi ai suoi follower come se fosse un influencer qualsiasi, e generare un casino che poteva essere evitato. Magari avrebbe raggiunto anche i suoi obiettivi in modo più semplice, certo meno appariscente. È qui che casca l’asino: farlo in modo meno appariscente non lo avrebbe sufficientemente soddisfatto. Poi di processi alle intenzioni non ne voglio fare, però qualche dubbio viene…

DiCaprio, l’ambientalismo e la doppia morale

Anche perché nella fondazione da lui lanciata per la protezione delle specie in via di estinzione c’è anche il signor Jeff Bezos, un inquinatore di prima categoria, ma va bene lo stesso: l’importante è stare sempre dalla parte giusta, quella che, pur dotata di ottime intenzioni, alla fine guarda più al suo collocamento ideologico che alla fattibilità delle cose che propone. Altrimenti avrebbe interloquito, i soldi non gli mancano, con una commissione formata in seno alla sua fondazione, con i progettisti, con i governi, e con l’Enel stessa.

Questo sarebbe stato un modo elegante e molto più significativo delle pagliacciate social. Da parte della star hollywoodiana non ci è stato dato di ascoltare neanche una parola sull’importanza di questo progetto del quale il Cile e l’Argentina hanno bisogno come il pane. Tanto è vero che hanno siglato un accordo per rafforzare la collaborazione energetica dichiarando esplicitamente che lo vogliono fare nel rispetto dell’ambiente, ma anche in considerazione delle esigenze di sicurezza energetica che in Cile e in Argentina, come del resto in molti altri Paesi in tutto il mondo, vittime involontarie degli effetti nefasti di alcune guerre inutili o inconcludenti.

La rana e il diritto alla sicurezza energetica

Io non conosco la preparazione giuridica di mister DiCaprio, ma dovrebbe almeno sapere che i diritti vanno sempre coordinati. Mi sta benissimo il diritto alla sopravvivenza della specie della rana pehuenche, diritto innegabile in quanto sancito in varie dichiarazioni mondiali dei diritti, quindi superiore come fonte legislativa a tutte le legislazioni nazionali che vi hanno aderito, nonché quello alla salvaguardia dell’ecosistema andino, nel quale vive ormai solo un centinaio di rane di questo tipo.

Ma c’è un altro diritto, che è di pari valore, e cioè quello di favorire le famiglie e le imprese con uno sviluppo economico costruito anche sulla sicurezza energetica. Non si può prendere un diritto a caso e su di esso costruire tutta un’ideologia dettata solo da temi che, pur fondamentali, siano posti in modo esclusivo e unilaterale, come se non fosse necessario e obbligatorio coordinarli con altri diritti.

Troppe volte in questi ultimi anni abbiamo visto cantanti bravissimi, star bravissime, personalità bravissime, ma altrettanto prive di quel minimo di rispetto che si deve a una cultura giuridica che, tra l’altro, nel 1700 ha trovato negli Usa una delle fonti fondamentali con la Dichiarazione di indipendenza. Troppo facile farsi forte di un diritto a scapito di altri, godendo della propria notorietà, come se fosse un lasciapassare che autorizza a dire ciò che si vuole.

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