Geologo smentisce i dogmi green: la Regione Veneto sospende i fondi
Nel riquadro in basso a destra, il geologo Giorgio Giacchetti (iStock)

Viviamo in tempi in cui il galateo non è di moda. Pazienza. Il che accade anche nel mondo istituzionale, dove la pazienza non basterebbe, tanto sgradevole è la cosa. Credo – ma questa è mia convinzione personale – che sia una delle conseguenze nefaste della democrazia, che pur ha i suoi pregi.

Lo spaesamento odierno delle istituzioni

Ma nulla di nuovo sotto il sole: dopotutto, fu il popolo, democraticamente interpellato, a mandar libero Barabba e sulla croce Gesù. Quanto a oggigiorno, la prima che mi viene in mente mentre scrivo -ché dobbiamo sempre esemplificare, sennò parliamo a vuoto – è il caso di Luigi Di Maio, che disse pubblicamente «Putin è un animale».

Un qualunque ministro degli Esteri avrebbe licenziato un ambasciatore che si fosse rivolto con parole mille volte meno offensive nei confronti di chicchessia, tanto più se riconosciuto capo di Stato. Ma chi licenzia il ministro degli Esteri?

Avrebbe dovuto farlo il presidente del Consiglio dei ministri, che allora era Mario Draghi, un gentiluomo che, di tutta evidenza, il galateo lo conosce bene, ma che sembra privo di quel coraggio che il suo cognome lascerebbe evocare: avrebbe avuto contro l’orda di un Movimento salito al potere al grido – non esattamente galante, e fatemelo dire come va detto e senza ipocrisie – «vaffanculo tutti». Spero che ora siano più chiare le mie riserve sulla democrazia.

Il lungo preambolo per dire che oggigiorno le istituzioni, orfane di una versione aggiornata dei consigli di monsignor Della Casa, sono spaesate e non sanno come comportarsi. Penso alla poco ponderata – diciamo pure avventata – decisione di un assessore alla Regione del Veneto di sospendere il contributo, pur regolarmente promesso, ai costi di un convegno organizzato dal suo collega assessore in Belluno.

Il solito pensiero unico sul green

La cronaca è nota, ma la riassumo. Quest’ultimo aveva organizzato un convegno sulla gestione del proprio territorio in ordine al dissesto idrogeologico, e Dio sa quanto cruciale è il problema nel nostro Paese. Ascoltare le indicazioni degli esperti è essenziale e, allo scopo, aveva invitato una mezza dozzina di professionisti, tutti di prim’ordine e, tra questi, un geologo, e migliore scelta non poteva che cadere sul presidente dell’Ordine professionale dei geologi della regione Veneto.

Naturalmente l’evento, che dura un’intera giornata, costa: ci sono – vado a braccio – la sala, i tecnici operatori in sala, le spese di viaggio, vitto e alloggio dei conferenzieri, l’eventuale loro onorario, la realizzazione del volume degli Atti (che, nel caso specifico, comprendeva anche un servizio fotografico), la sua stampa e la sua diffusione. Insomma, Belluno chiede aiuto a Venezia, che aiuta per la copertura dei costi.

Accade poi che, nella sua lunga relazione, il presidente dell’Ordine professionale pronunci alcune frasi sgradite ad un manipolo di esagitati che, per quelle frasi, chiedono che l’intero volume degli Atti vada al rogo.

E qui vengo alla reazione avventata della Regione di sospendere il contributo. Scusate, voi della Regione Veneto: che c’entra?

È evidente che non vi rendiate conto della gravità della cosa: neanche nei più totalitari dei regimi avverrebbe quel che state prefigurando.

L’assurdità del trattamento subito da Giacchetti

In buona sostanza, state facendo passare come normale il fatto di togliere il finanziamento ad un evento di natura culturale, scientifica e tecnica se accade che qualche protagonista dell’evento si esibisce con pensieri (o, nel caso, pareri tecnico-scientifici) sgraditi ad un manipolo di esagitati, la maggior parte dei quali (esponenti di Cgil, Pd, M5s, Iv, Verdi) non ha alcuna competenza a dibattere col dottor Giorgio Giacchetti (questo il nome del geologo bullizzato). A breve tornerò sugli esagitati competenti.

Nel caso specifico, poi, le frasi incriminate di quest’ultimo sono vere. E, si badi, non mi sto riferendo alle frasi che negano l’esistenza del contributo umano al riscaldamento globale (e io sono tra quelli che lo negano). Mi sto riferendo alle frasi con le quali Giacchetti segnala ai responsabili politici del Veneto che esiste un’ampia letteratura e una nutrita comunità, non di scappati di casa ma di accademici e scienziati, che quel contributo negano.

Nella sua relazione il geologo invita allora a non far finta che non esista alcun dibattito e suggerisce, in scienza e coscienza, che per affrontare alcuni eventi di cui spesso si è vittima (alluvioni, frane, siccità), forse converrebbe un approccio più pragmatico. Approccio che, per esempio, la Regione Emilia-Romagna si è rifiutata di adottare, subendo i danni che le cronache ci hanno raccontato. Anche quando il committente non volesse pagare una consulenza sbagliata, dovrebbe non pagare quella di chi ha sbagliato.

La verità sul perché Giacchetti è stato attaccato

Cosa c’entra il resto dei costi dell’evento? Ed è qui che vengo all’incapacità di adottare comportamenti consoni: se manca il galateo, figurarsi il resto. Nel caso specifico, poi, Giacchetti è intervenuto gratuitamente, mettendosi al servizio della propria comunità. Che dimostra solo di uguagliare quella che preferì Barabba.

E veniamo al professor Carlo Barbante e ad altri suoi colleghi che, per il volume, hanno chiesto il rogo. Intanto, lo hanno chiesto con la motivazione, bugiarda, che la responsabilità umana sarebbe «inequivocabile»: non lo è, per quanto detto prima sulla letteratura e sull’esistenza di accademici dissenzienti.

E poi, che prova ha di ciò? Nessuna, in verità, e lo dicono essi stessi, ché la loro «prova» sarebbe perché così afferma l’Ipcc (Comitato Onu sui cambiamenti climatici). Ma qui ci troveremmo al cospetto di una sgradevole impasse, e cioè: ove mai qualcuno vorrebbe provare a dimostrare che l’Ipcc si sbaglia, non potrebbe neanche cominciare perché Barbante e quelli come lui gli riservano il rogo.

Caro Barbante, il galateo esiste perché ognuno si comporti come vorrebbe gli altri si comportassero, e il rogo per le posizioni diverse dalle sue potrebbe un giorno essere invocato per lei.

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